26 dicembre 2008

Passo dopo passo nel deserto

- Com'è possibile addentrarsi nel deserto, senza una mappa, senza un punto di riferimento e non morire di sete e di fame? - chiese un cortigiano incuriosito al re che era appena tornato dal suo lungo viaggio.

Il re sorrise. Stava portando al piano di sopra due buste con alcune coperte e qualche vivero.

- La prossima volta che parto, verrai con me! - rispose. Poi posò in terra quel che aveva in mano e si mise a sedere su una panchina con la schiena appoggiata al muro.

- Nel deserto non puoi farci niente con le cartine. Sono inutilizzabili. La gente si diverte a tracciare percorsi e strade a tavolino, dal soggiorno della propria casa, qualche giorno prima di partire. Alcune volte questo metodo riesce e porta i suoi frutti perchè chi cammina sa da subito dove deve andare. Ma in molti altri casi, questo sistema non funziona proprio e conduce a strade buie e grigie, a strade e situazioni senza sfondo. Solo che all'inizio del cammino ti è proprio impossibile vederlo e dunque sei contento e soddisfatto e cammini col sorriso pensando di avere la soluzione in tasca, scritta sulla cartina. In realtà, coloro che procedono così, hanno paura di viaggiare e basano la sicurezza del proprio agire su una cosa scritta a tavolino tempo prima, che sulla carta sembra affidabile e plausibile - l'organizzazione prima di tutto! - ma purtroppo per loro, in realtà non è sufficiente per vincere tutte le diffiicoltà del percorso. I motivi sono semplici: la presenza certa di imprevisti, che appunto, siccome sono imprevisti, non si conosce mai di dove essi giungano, di quale entità siano e cosa possano provocare; al minimo imprevisto, alla minima situazione che non va secondo i piani, già tremano. E come dar loro torto se il loro agire è mosso dalla loro pianificazione! Temono di non raggiungere l'obiettivo perchè si rendono conto che l'imprevisto li fa, per forza di cosa, discostare dalla strada che avevano intenzione di prendere. Un altro problema è che non conoscono altra strada se non quella che hanno premeditato e scritto: non si fidano di altri cammini, non vedono nessun altra via possibile per loro e rafforzano le loro ragioni dicendo "è per forza così, non c'è un altro modo per andare là..." - disse il re.

Il cortigiano aveva ascoltato in silenzio il suo discorso. Aveva la mano destra appoggiata al muro e l'altra messa sul fianco. Ogni tanto dava uno sguardo al cielo e cercava di immaginarsi il suo sovrano che si muoveva con i cavalli e gli altri compagni di viaggio: doveva esser stata una bella avventura.

- Invece, nel deserto, non c'è via buona o via cattiva, non esiste un sentiero e dunque non esiste differenza fra strada e non-strada. Quando è la stella che guida essa ti dà un'indicazione di massima sulla direzione da seguire. Sai che seguendo su per giù quella direzione arriverai alla meta del viaggio. Ma poi, se passi intorno alla duna di destra o intorno a quella di sinistra, che differenza fa? Nessuna differenza, nessunissima! Questo è il viaggio che affrontano coloro che non basano le proprie scelte di cammino su ciò che avevano deciso all'inizio, prima di iniziare a muovere i passi, ma che si basano sui segni che spingono le proprie forze in avanti. Non sanno dove andranno il giorno successivo ed il giorno successivo ancora ma hanno la certezza, nel loro cuore, che questa stella non tramonterà mai fin quando non avrà compiuto, anch'essa, il proprio dovere. E non è solo una certezza interiore, un sentire del cuore, perchè la stella indica veramente la via ed essi la vedono. Gli imprevisti sono all'ordine del giorno e vanno sempre affrontati. Questo fa parte del gioco. Ma la stella non conduce mai in luoghi chiusi: essa dà un respiro diverso ai propri giorni. La sera, quando ti accampi nel deserto, stanco e infreddolito da molte situazioni, alzi la testa e torna la pace. E sei pronto per affrontare il giorno successivo, un altro pezzo di strada. Nel deserto non ci sono molti appigli: non ci sono gli amici di sempre, non ci sono le tue ricchezze, i tuoi possedimenti non ti hanno seguito e non possono confortarti, non hai servi che lavorano per te nè padroni che possano darti una parola, seppur fosse un comando da eseguire. Nel deserto non c'è niente: dunque non rimane che alzare la testa, affidarsi e scorgere con Gioia che la strada, seppur non tracciata, sia chiara, lampante. E così scopri il valore dell'essenziale - disse ancora il sovrano gesticolando con le mani animosamente per far intendere al suo amico il suo discorso.

- Deve essere molto faticoso - ribattè il cortigiano - ...non so se ce la farei -

-Sì hai ragione, a volte è faticosissimo. Ma vuoi mettere l'insicurezza ancor più faticosa di seguire una cartine pre-scritta e di cercare di far tornare tutto come avevi predisposto? Scoprendo poi, il più delle volte, che i conti non tornano? Quello è ancor più faticoso! Più leggero è abbandonarsi ed affidarsi con fiducia dietro alla stella che guida... fa vivere con Speraza e con il sorriso al domani. E poi c'è un altro pensiero che aiuta un viaggiatore nel tempo del viaggio. L'arrivo alla agognata meta! Questo pensiero deve essere costante e permanente nella mente del viaggiatore: avere preciso l'obiettivo, sapere che là avrà in cambio ogni pienezza di Gioia e Bontà, questo dà una nuova energia nei piedi ed una scarica di adrenalina per tutto il corpo. Non stavo compiendo un viaggio a caso ma un viaggio per salutare il Re dei Re che stava nascendo, che è nato, che adesso vive! E per giungere là, ad adorare ed inebriarsi della Sua Presenza, ogni strada è buona: non importa il percorso che fai, come ti ho spiegato prima, l'importante è scoprire la dolcezza di ogni grazia e benedizione che giunge dal suo stesso nome. E anche quello che per il mio viaggio è stata la meta finale, per tutti è un nuovo punto di inizio dal quale tutto si rinnova e tutto si rigenera. Ogni giorno, dal punto dove sei, quello può certamente essere un punto di arrivo del tuo cammino ma anche un punto di partenza per qualcosa di nuovo, qualcosa che verrà, qualcosa che non conosci, qualcosa che non immagini, qualcosa che non hai nessunissima idea di come possa realizzarsi, avverarsi, costruirsi, formarsi, nascere. Eppure qualcosa è già nato, oggi per domani... - concluse.

Si alzò e dette una pacca sulla spalla al cortigiano. Entrambi sorridevano.

- Ti dò una mano - disse il cortigiano e caricò su dise una delle due sacche. Salirono assieme al piano di sopra non più come re e cortigiano, ma come amici che si erano appena scambiati qualcosa di molto prezioso. E che avrebbero percorso un altro sentiero, assieme.

23 dicembre 2008

Il cammino della vita scalando il Monte Stella

Quella stella cambiò loro la vita.

Avevano ricchezze ed affari, avevano bramosie e lotte da gestire, avevano sudditi, amici e nemici, avevano polvere e stanchezza attaccati ai loro muscoli. Avevano realtà concrete da gestire, avevano tutto quanto potessero volere; ma stavano ancora aspettando.

Aspettavano quel segno dal cielo, quel segno per il quale si vive tutti gli attimi precedenti come se fossero soltanto una lunga ed inesorabile preparazione per l'Evento, preparazione non meno importante dell'Evento perchè, per non mancare ad un appuntamento bisogna quantomeno curarsi di non essere in ritardo.

Quel giorno, quando partirono, il loro comportamento stupì molti cortigiani i quali non capirono per cosa si stavano muovendo - cosa sta succedendo, hanno forse perso la testa? - e per dove se ne sarebbero andati. Infatti nemmeno loro seppero dirglielo, nemmeno loro seppero spiegare agli altri il loro modo di agire, che, sebbene nascosto, aveva un senso profondissimo.

Alla domanda - Mio sovrano, ma dove va? Perchè partire con questo tempo? E quando tornerà? - ognuno di loro non sapeva cosa rispondere di preciso. Cosa dire se non che finalmente era apparso quel segno nel atteso nel Cielo e che avevano intenzione di seguirlo dove Lui avesse voluto condurli, nei tempi esatti da Lui stabiliti?

I cortigiani erano tutti sconvolti, spiazzati, arrabbiati ed indignati. - Come si può - pensavano in cuor loro - lasciare tutto quanto per andare dietro ad un segno apparso in Cielo? -.

Non era concepibile, non era pensabile, non era nemmeno una cosa da mettere tra le varie opzioni tra cui scegliere - questa gente aveva perso proprio la testa! - ecco la dimostrazione pratica che la ricchezza e l'agiatezza conducono a non esser più contenti di niente e a dover per forza cercare un'altra avventura perchè le immense terre a disposizione non bastano più. Per i cortigiani era proprio un oltraggio alla povertà - essi avevano tutto e lasciavano tutto, lasciavano tutto per niente e c'era chi non aveva niente e avrebbe avuto bisogno di tutto - erano degli stupidi inetti!

Ma quello che sembrava per molti un capriccio egoistico rischioso ed insolente, era, per loro, la volontà di Dio: era Dio che li cercava. Era Dio che li stava benedicendo, che li avrebbe benedetti per sempre.

Si misero in marcia ed affrontarono tutto quello che c'era da affrontare. Attraversarono terre straniere, incontrarono molta gente e con loro mangiarono e dormirono, risero e si preoccuparono del cammino ancora lungo, parlarono e raccontarono che stavano seguendo un segno del Cielo. Ma nessuno si aggregò con loro nel loro viaggio. Tutti sorrisero, beffardamente, tutti strinsero la mano e si rimisero a fare quel che dovevano fare. Gente strana che c'è al mondo - pensarono.

Le loro belle vesti divennero presto sporche, rotte, impolverate. Anche le bestie erano stanche e le energie talvolta quasi si annullavano. Ma sempre, costantemente, il segno del Cielo li stava accompagnando. Quando tutto intorno era vuoto, quando tutto intorno non poteva dare loro una mano, quando niente sembrava che stesse procedendo per come sarebbe stato bene che andasse, il segno del Cielo, che mai scompariva, dava loro forza e coraggio e li guidava e li accompagnava. Quando mancavano loro le forse fisiche o interiori, essi dal segno del Cielo traevano forza la quale si moltiplicava incessantemente e allora credevano ancora che ce l'avrebbero fatta e che sarebbe giunti alla meta. Ma già nella loro volontà di seguire e perseverare dietro al segno del Cielo, attratti da qualcosa di particolare e di speciale che gli faceva fremere il cuore e battere il cuore, essi già avevano incontrato Gesù, il Cristo.

Ma proseguirono, non mollarono, camminarono per tutta la salita. Il segno del Cielo si fece sempre più deciso, quasi che se prima lasciasse strade alternative ai suoi, adesso fosse esplicito e chiaro ed indicare senza ombra di dubbio dove Gesù, per loro, si trovasse.

E spogliati di se stessi, della loro umana regalità, sporchi del cammino, stanchi ma contenti, essi poterono offrire il proprio cuore e i propri sforzi dinanzi al Re dei re, che era da poco approdato nel mondo, per liberarlo, per rischiarare le tenebre come fa una grande stella quando il cielo è proprio scuro. A niente valsero i doni che essi portarono in confronto al dono che Gesù stesso aveva fatto a loro, di rimando, quella notte: soddisfazione di ogni loro aspettativa, riempimento totale del cuore di una nuova energia, l'energia stessa dell'Amore. Quei pochi istanti d'adorazione valsero una vita intera d'aspettative, una vita intera di riflessioni, di giorni faticosi, di giorni felici, di giorni belli che facevano traspirare qualcosa d'Infinito nell'aria, ma che soltanto adesso avevano davanti a se, dentro di se, accanto a se, da adesso e per sempre.

Questo ed altro spiegarono ai loro cortigiani, al loro ritorno, quegli uomini d'un tempo, ma i cortigiani non capirono. Però videro i loro occhi, che erano lucenti, e capirono che qualcosa era successo: essi erano nella Gioia!

16 dicembre 2008

Milano, un anno dopo

Milano.

Nell'affacciarmi ad un mondo completamente sconosciuto, mi ha sedotto, da subito, fin dai primi colloqui. Prometteva grandi cose: prometteva organizzazione ed efficienza, entusiasmo e voglia di fare. Prometteva occasioni e possibilità, luoghi e persone diversi da quelli incontrati fino ad ora.

E come in un gioco, toccava a me e dovevo tirare il dado ed avanzare di qualche posizione nel gioco del mondo, che non si vince mai, per poter così, al giro successivo, tirare ancora il dado e muoversi ancora, ma da un'altra posizione, da un altro punto di vista, con altri obiettivi, con altre possibilità, con altre vedute, con altri sguardi sul resto delle caselle.

I suoi discorsi così perfetti, le sue linee e le sue curve così attraenti, mi hanno subito colpito. I suoi gioielli sempre luccicanti ed il suo sguardo, ah il suo sguardo ammaliante e sornione, mi ha in pochi istanti fatto dimenticare tutto il resto. Ci casco sempre e non imparo mai, ci sono sguardi ed occhi a cui non so resistere. Il suo vestir di rosso attirava a se, facendo finta di non volerlo, perché è così che si conquista davvero, facendo finta di non voler sedurre. E' così che si seduce irrimediabilmente, è così che si attira la preda nella rete. E' così che un venditore convince l'acquirente a comprare, mostrandosi sbadato e disinteressato alla mossa del cliente, anche se in realtà disinteressato non lo è affatto, anzi.

Le mani delicate, la voce brillante, una certa sicurezza nell'agire, il suo modo di vestire così giusto con la sua corporatura ed i suoi modi garbati talvolta dolci e talvolta misteriosi mi hanno proiettato in un qualcosa di magico ed affascinante, tutto da vivere.

Uscir con lei è come uscire con una star: la gente crede che sia qualcosa che non capita a tutti - non capisce o non pensa che i sorrisi, chiunque li faccia, sono sempre sorrisi e le bastardate, chiunque le compia, son sempre bastardate - e t'invidia, ti guarda mentre cammini per le vie, mentre guardi le vetrine al suo fianco, mentre pensi, di nascosto a quel che farai il giorno dopo e le sorridi.

E ti ricordi di quando ancora non la conoscevi né mai ti immaginavi che un giorno l'avresti conosciuta e ancor più, assiduamente frequentata. Di quando non te ne importava proprio niente di frequentarla, di quando non ti sarebbe mai passato per la testa che forse un po', in fondo, ti sarebbe pure piaciuta. Ma è proprio per questo che puoi frequentarla e sorriderle senza paura, senza farsi spaventare dai discorsi terribili che su di lei vengon fatti e senza farti risucchiare nel vortice e dal pericolo di perder te stesso, di perder la testa, di non saper più chi sei, da dove vieni, come sei cresciuto, cosa ti piace fare e cosa non ti piace fare, dove vuoi andare e con chi ci vuoi andare.

Questa è la forza nel riuscire a star con lei: saper stare anche senza di lei, essere qualcosa anche senza di lei ed apprezzar da morire la sua compagnia, dolce ma frizzante, simpatica e divertente, ogni qual volta ce n'è la possibilità Ma senza lacci, senza catene, senza pensieri per il domani e questa io la chiamo libertà. Profumo di libertà che al sol pensiero mi dà energia e vitalità, voglia di vivere e di passeggiare ancora, nuovamente assieme a lei. O senza di lei.

Perché seppur sappia il suo nome, seppur la frequenti un po', non la conosco nemmeno bene. Non si finisce mai di conoscerla. E seppur le sia vicino spesso le rimango distante. Seppur la viva, non mi lascio uccidere o intrappolare da lei. E mi sento bene.

2 dicembre 2008

Come un giro sulla ruota panoramica

Nella vita, c'è chi si ferma subito e chi gira ancora un po' prima di fermarsi e chi, infine, non si fermerà mai per tutto il suo giro di giostra.

Nella vita, c'è chi scopre subito chi è c'è chi è sempre alla ricerca di se stesso, un se stesso che ha sempre davanti agli occhi ma che in fondo non conosce mai del tutto e che continua a cercare in ogni dove ed in ogni quando.

Nella vita, c'è chi sa bene fin da principio cosa desidera e dove vuole arrivare e c'è chi invece migra e passa da situazione in situazione vivendo ed osservando la propria vita anche da fuori, come se vedesse dipanare davanti ai suoi occhi le immagini di un film.


Dai, facciamoci un altro giro!

1 dicembre 2008

Tsunami - questa vita è proprio un'odissea

Prima vedi qualche forte temporale e qualche lampo da lontano, non sulla tua isola, ma su qualche isolotto vicino. Sono le avvisaglie.

Poi lo scorgi negli sguardi - accidenti, cosa è accaduto? - nei movimenti diversi della marea, inspiegabilmente diversi. Prima di uno, poi anche dell'altro. Si stanno organizzando. E' il caricamento dell'onda quando l'acqua si ritira e si abbassa ma solo per raggrupparsi e trattenere tutta l'energia da scaricare.
Infine il tempo si fa scuro anche sulla tua isola. Eh, non può esserci il sole sulla tua isola e l'ombra su quella degli altri. Coloro che sono all'ombra non lo ammettono. Perchè qualcuno sbaglia - chi ride troppo o chi non ride mai - e dunque occorre trovare un buon motivo di accusa, ne va del nostro modo di vivere, è in gioco la nostra sicurezza sulla nostra correttezza nei modi di fare. Chi ride spesso è preso per un coglione. Ma per me coglione, è chi non ride mai, chi si fa chiudere nell'idea che chi è troppo alegro non faccia il suo dovere, chi crede che professionalità e serietà equivalgano a seriosità e agitazione, che crede che più tempo uno lavora e più è bravo, chi crede di poter lavorare bene assieme senza stare bene assieme, senza guardarsi negli occhi.

Dunque inevitabile lo scontro, lo scroscio potente, arriva lo tsnumani che si abbatte con tutta la sua potenza. Scopo dello tsunami è buttarti giù, smontare le tue convinzioni, abbatterti, sconvolgerti, farti perdere la pazienza, incattivirti, distruggere, annientare. In particolare agire su di te, farti cambiare dentro, perchè ogni cambiamento interiore genera sempre un cambiamento esteriore di comportamenti concreti.

Ma quanti me ne devo prendere? Nemmeno fossi nato alle Maldive... e seppur abbia una buona esperienza nel settore, quasi roba da curriculum, mi fa sempre un po' fatica doverne riaffrontare uno nuovo.

Sì... questa vita è proprio un'odissea...

28 novembre 2008

Vita a New York - sognata

Mi piacciono molto quei film - e ce ne sono molti - dove lui è un uomo indaffarato che lavora a New York in quegli uffici tutti caotici dove prendono caffè su caffè e appena usciti, la sera tardi quando ormai è buio e la giornata è terminata, si rintanano in qualche bar a mangiare un boccone e a guardare la partita oppure vanno a fare fitness in palestra.

La vita scorre normale fra pratiche da sbrigare, riunioni con i manager, feste aziendali e le solite battute fra i corridoi, gli ascensori e gli uffici. La mattina colazione al bar, cornetto e cappuccino, molte azioni ripetute quotidianamente come se fossero sempre nuove e sempre vecchie: qualche notizia sul giornale, le stagioni che si ripetono di anno in anno, gli episodi buffi da ricordare con colleghi ed amici.

E poi lei, che arriva inaspetatta e che porta un'ondata di novità, qualcosa di magico che spezza il ritmo - che non voleva essere spezzato, il ritmo, che aveva bisogno di essere spezzato ma che non lo voleva riconoscere perché riconoscerlo sarebbe stato come mollare - e che non distrugge ciò che c'era ma subentra, entra, tra le pieghe della vita quotidiana che avanza ancora e ne diviene pian piano una parte importante.

Insomma lo so, le solite storie... ma quando ho bisogno di rilassarmi queste sono le storie che preferisco gustarmi, specie quando l'inverno avanza.  E poi con questa vita milanese del 2008 un po' mi ci rivedo in quei personaggi e mi diverto, assieme a loro, a continuare a prendere quei caffè chiacchierando del più e del meno ed aspettando anch'io quel vento, quella ventata che verrà o non verrà ma che è bello comunque aspettare, guardando fuori dalla finestra col bicchiere in mano, gustandosi ogni istante di vita da vivere - che ogni istante passato non torna più!

18 novembre 2008

Bevi con calma, altrimenti ti va di traverso


Una vita felice, ovvero una vita serena, vale più di ogni oro del mondo!


Quanto è bello quando la quiete della mattina ti lascia dormire e riposare fin quando non ne puoi più di stare a letto...

Quanto è bello quando la pioggia ti batte addosso e sei senza ombrello e vedi la gente che si arrabbia e che corre e te, non curante e un po' infreddolito, vai per la tua strada bagnandoti contento come un pulcino...

Quanto è bello passeggiare assieme ad una persona a cui si vuol bene e che ti fa vibrare il cuore contando i passi e sperando che non arrivi mai la fine della strada, sperando che il discorso non abbia mai termine e che le parole si susseguano l'una dopo l'altra incastrandosi come i pezzi di un puzzle componendo un disegno nuovo, guardandolo, ammirandolo, anche se non c'è...

Quanto è bello fare il bagno al mare, o passeggiare in montagna d'estate o sollazzarsi in un pomeriggio luminoso ad un bar sotto un albero frondoso oppure rintanarsi in un barrino sconosciuto nel centro città davanti ad una bella cioccolata calda nel pieno dell'inverno...

...quanto è bello bersi piano la vita, a rallentatore, quando si può, non avere fretta e senza ansie vivere ogni momento come se fosse l'ultimo, come se fossimo ad un passo dalla meta, ad un metro dall'arrivo, ma non ancora là, là solo dove si potrà veramente mollare la presa.

Quanto è bello condividere la propria esistenza con qualcuno a cui si vuole bene. Concederla, talvolta cederla, farsi vincere dall'Amore. Quanto è bello perdere, perdere e far vincere l'Amore. E quanto è bello vincere, vincere ed esultare dell'Amore e nell'Amore!

10 novembre 2008

La pasta al sugo

Mi stavo giusto giusto adesso preparando un buon piatto di pasta al sugo e mentre la facevo saltare in padella per farle prendere bene il sugo e colorarla e insaporirla, mi è venuta in mente questa cosa: che se il sugo è nel mezzo, la pasta che non si colora e che rimane bianca è quella più lontana dal centro della padella. E che anche se la mescoli e la rimescoli rimane lontana e non viene a contatto col sugo e non si amalgama affatto con esso. E così rimane "sciapa" ovvero senza sapore e non si da niente.

Ma lo scopo di chi mescola è proprio che tutto il piatto di pasta sia ben condito e buono da mangiare. A quel punto al cuoco preme molto di più portare quei fusilli lontani nel mezzo della padella per insaporirli col sugo buono così che tutta la pietanza sia pronta per essere assaporata dallo stomaco affamato! - del resto cosa devi fare di quelli già conditi? Certo non possono prendere ancor più sugo di così! -

8 novembre 2008

Ritorno al futuro?

Ho perso il filo... ma se riuscissi a riprenderlo proprio da dove lo avevo lasciato?

Pensandoci razionalmente tale situazione è: impossibile, incredibile, impensabile (cioè nemmeno pensabile!), inimmaginabile (cioè nemmeno la posso immaginare!)... tanto è improbabile.

Però sarebbe incredibile, sorprendente, spettacolare, allucinante e probabilmente allucinogena.

Non resta che viverlo, se sarà da vivere, se la vita ce lo concede. Altrimenti, che sia quel che sia.

(Purtroppo quando il presente non ci piace troppo si ritorna subito al più recente e migliore passato vissuto... ricercandolo rivolendolo! Ma sarà un purtroppo o un... per fortuna?)

5 novembre 2008

I nodi dell'Amore

Se vuoi prendere il vento in poppa, prima di spiegare le vele all'orizzonte, stringi bene i nodi che le tengono ferme alla nave.

Così che, quando il vento sarà forte forte, tanto che nessuno potrà stare al timone e sarà solo vento che porterà la tua vita lontano, non correrai il rischio di rimanere senza vele, senza energia, senza direzione, senza movimento. Eviterai il pericolo mortale di rimanere in mezzo al mare fermo, nel bel mezzo della tempesta, senza possibilità di riparo, facendosi sommergere dalle alte onde e dalla pioggia.

Scopri quali sono i nodi che tengono saldo ciò che ti fa prendere il vento dell'Amore e stringili forte forte, che non si sciolgano più. Fallo prima di partire o appena sei partito perchè la tempesta non ti colga all'improvviso e devasti te e tutto il tuo equipaggio.

Poi però parti: perchè i nodi sono fatti apposta per tenere le vele le quali sono fatte apposta per farsi gonfiare dal vento. E sarebbe stato tutto inutile - nodi, vele e vento - se poi te ne rimani sempre al bar del porto a bere rum ed a giocare a carte.

3 novembre 2008

Il tempo passa: passa quello bello, passa quello brutto!

I giorni passano veloci, veloci come lampi, non si fa in tempo ad iniziarne uno nuovo, che già giunge il meriggio e non si fa tempo a vivere il meriggio che già viene la sera. E poi la notte prende il posto del giorno, che ormai è concluso: chi ha vissuto ha vissuto, chi ha mangiato ha mangiato, chi ha lavorato ha lavorato, chi ha sofferto ha già sofferto, chi ha gioito ha gioito.

E la mattina seguente, si riparte.

Inesorabile lo scorrere del tempo, che non possiamo alterare, che non possiamo modificare nè controllare ma nel quale siamo immersi dentro, dentro l'ingranaggio che si muove ed avanza, senza considerarci, quasi indifferente alla nostra presenza: la ruota gira, che ci siamo oppure no.

Come un tuono, come un lampo è la nostra breve vita. Accipicchia quanto è breve!

E già inizio un'esperienza che già ne vedo il termine, quasi che fosse già passato, quasi che fosse già di ieri.

24 ottobre 2008

Cecità

A volte non si vede che l'ombra di se stessi.

Simone
(ovvero abbiamo talmente gli occhi chiusi, che vediamo soltanto noi stessi, i nostri interessi, i nostri piaceri, i nostri, i nostri e basta!)

21 ottobre 2008

Amore non corrisposto

Ho appena visto il film su canale 5 intitolato L'amore non va in vacanza e mi è proprio piaciuto. Beh, è uno di quei filmetti fatti apposta per l'inverno, per un pacco di patatine, un letto o un divano - a seconda della disponibilità - ed una serata di completo relax.

E la protagonista, proprio all'inizio del film, dice che, fra i tanti tipi di Amore, esiste anche l'Amore non corrisposto. Ed è vero, esiste, eccome se esiste... e lo conosciamo in molti questo tipo doloroso e trivellatore di Amore! Quando tocca a te, quando insomma è il tuo turno per assaggiarlo... beh, ha davvero dei bocconi amari che purtroppo non ti fanno apprezzare la propria sgradevole essenza solo all'istante, ma anche mesi e talvolta anni dopo, quando ormai lo stomaco ne ha ingurgitate e digertite altre di storie, ma quel blocco, indigeribile, rimane lì, sul fondo e non si muove. Boccone amaro, boccone duro da masticare.


Si viaggia, si conosce gente, si scoprono cose nuove, si affrontano mirabilanti e stravaganti situazioni... e tutto quasi per scappare, per non ricordarsi, per non sentire ma è come se non si vedesse niente, non si sentisse niente, non si scoprisse, non si assaporasse niente davvero... come se quel che si vive non servisse a niente perchè l'istante che fu è rimasto lì, ma è rimasto anche qui e non se ne vuole andare. Eppure lo voglio far andare via lo spingo via, lo allontano.

Un Amore non corrisposto ti lascia in sospeso, fluttuante nell'aria, anelante all'Infinita Scintilla d'Amore che aveva visto, contemplato ed assaporato.

Un Amore non corrisposto non si accontenta di un non-Amore: proprio non ce la fa ormai ad accontentarsi. Essendosi emozionato una volta, vuole emozionarsi ancora. Avendo percepito l'Eterno una volta e anche più, non si può accontentare di ciò che non brilla, di quello che non fa brillare gli occhi, di quel che non fa battere il cuore, di quel che non fa tremare le gambe, di quel che rende stupidi e senza parole.

O meglio, se credete di esserne capaci, parlateci pure voi col mio Amore non corrisposto e mandatelo lontano, diciamo verso Honolulu, così trova anche Mago Merlino che gli insegna una formula nuova... gli insegna come si fa ad un amore non corrisposto a diventare un amore corrisposto. E magari sarebbe la volta buona...

19 ottobre 2008

Innamoramento

Solo la sua presenza ti riconcilia. La Sua Presenza ti trasmette Amore, Gioia, Incanto.

E allora le tue mani accarezzano le sue, non per possesso ma solo per Amore. I tuoi occhi incontrano i suoi e brindano assieme in uno sguardo che dura solo un attimo, ma è un attimo eterno, uno spicchio dell'aldilà. E fondersi e donarsi.

E nel darsi riscoprire la Potenza della Vita, la Gioia dell'esistere, dell'Essere, del Respirare. E non voler più smettere di bere ma ubriacarsi assieme, adesso e per sempre.

13 ottobre 2008

Paradiso

 
Ma quell'uomo continuava ad avanzare
anche se il cammino era lungo
anche se la strada era in salita
perchè dentro di se
già non vedeva più quella montagna che aveva di fronte
ma la Profonda ed Immensa Luce
che dietro di se, essa celava.
E voleva raggiungerla,
e già vi dimorava.

10 ottobre 2008

Milano e la sua famosa cotoletta

Finalmente, dopo diverso tempo che sono a Milano ho gustato, e con grande piacere, la famosissima, vera ed autentica cotoletta alla milanese che davvero niente ha a che vedere con quelle che in tutta Italia spacciano sotto questo nome!

L'originale è davvero troppo più buona, probabilmente merito anche dei cuochi e dell'accoglienza davvero simpatica e gradevole di un'osteria nella quale, nel giro di una settimana sono stato ben due volte, visto l'alto gradimento e godimento ottenuto! L'originale cotoletta è alta, la carne è molto tenera - davvero gustosa - ed ha sempre l'osso - e secondo me la carne vicino all'osso è sempre la più godereccia.

La foto sopra mostra proprio quel che ho ingurgitato avidamente, con tanto di pomodorini freschi e squisiti! Beh, vista la soddisfazione credo proprio che non sarà l'ultima volta che capiterà sotto alle mie meningi! ;)

6 ottobre 2008

Per quelle lacrime - si vive dell'Invisibile!

A volte capita che si entri più in profondità con qualche persona che s'incontra solo per qualche istante, rispetto alle persone con le quali passiamo più tempo nelle nostre giornate. Capita così che un solo minuto diventi infinito, quasi magicamente, e che valga più quello di 50 anni vissuti insieme a stretto contatto, resistendo. Ma resistendo a che cosa? A noi stessi, alla paura di spiegare le ali al vento? Non sempre è il tempo che dà valore alle cose: alcune cose, alcuni rapporti, alcuni momenti, hanno valore intrinseco in se stessi e non hanno bisogno di un qualche unità di misura per confrontarlo con qualcos'altro perchè, essendo battiti d'infinito, non possono essere confrontati se non con l'Infinito stesso. Non sempre quel che si vede e quel che si tocca è la Verità. Capita talvolta che una battuta o un sorriso, o un pomeriggio estivo carico d'avventura, ti rimangano lì, dentro al cuore per non andarsene più. E talvolta li rivedo, tutti questi attimi messi insieme, a volte ci godo nel vederli, talvolta soffro nel ricordare e ripercorrere le mie sconfitte, le delusioni subite, i tradimenti e le violenze che si sono susseguite. Ma spesso gioisco nel vedere come la Vita mi abbia stupito, sconvolto e meravigliato facendomi vivere cose che mai avrei immaginato e nemmeno sognato: è la Vita che prende le redini della situazione e che guida, incanta ed ammaestra col Suo Parlare Sapiente, scritto nelle pietre delle strade, nei cuori degli uomini, nelle cattiverie della gente, nelle giornate vuote, nel sole che scalda in primavera. Così la Vita spinge ancora il vento in poppa, senza preavviso e ti spinge e ti sprona, ti trascina, quasi ti violenta nel suo incedere per noi inarrestabile.
E ci sei anche tu. Sì ci sei anche tu... eccome se ci sei. E riaffiori dentro di me - ma da dove mi chiedo, se è così tanto tempo che,per fortuna, non ti vedo! - quando meno me lo aspetto parlandomi di una storia che ho perso, di giorni che mi hanno stracciato e calpestato il cuore. Che male, che male cuore mio! E com'era bella quella luce all'inizio, quel calore che scaldava ogni attimo, che mi faceva vibrare tutte le particelle, che mi faceva stare a mezz'aria come i bambini, che non hanno la benchè minima preoccupazione e si godono il dono della Vita. E perchè, tutt'oggi, le gambe mi tremano ed il cuore vacilla?
E ringrazio Dio per quelle lacrime perchè hanno reso il mio cammino più autentico - o almeno io così lo considero - il mio sguardo ancor più fiero, i miei passi ancor più consapevoli ed i miei giorni spesso più pesanti, ma nessuno da scordare: tutti preziosi.

E mi rimangono ancora alcune cose da fare: dormire sotto la sabbia d'oro dell'Egitto, essere sporco ma pulito, essere sulla terra ma sentirmi in Cielo, reincontrarti ed abbracciarti e scoprirti Viva più che mai. E camminare, perchè il mondo è grande. Ci sono un mucchio di possibilità: certo è che alcune occasioni, non si possono proprio perdere e non me le perderei per niente al mondo!

E, su tutto questo, in tutto questo, respirare l'Invisibile ma Presente Presenza Viva d'Amore della quale proprio non si può fare a meno, energia Pulsante e Viva che Irradia, Riscalda e dà vita a tutto quanto è visibile ed invisibile, presenza Nascosta d'Amore che nutre ed accarezza, principio e fine della vita mia, di ogni mio respiro, Gioia costante, Promessa e Realizzazione d'Eternità!

5 ottobre 2008

La vita non è perfetta


Le vite nei film, sono perfette. Belle o brutte: ma perfette.
Nei film non ci sono tempi morti: la vita è piena di tempi morti. 

1 ottobre 2008

Costruire o Piantare


Un testo anonimo della tradizione afferma che, nel corso della propria esistenza, ogni essere umano può adottare due atteggiamenti: Costruire o Piantare. I costruttori possono dilungarsi per anni nei loro compiti, ma arriva un giorno in cui terminano la propria opera. A quel punto si fermano, e il loro spazio risulta limitato dalle pareti che hanno eretto. Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato.

Poi ci sono quelli che piantano: talvolta soffrono per le tempeste e le stagioni, e raramente riposano. Ma al contrario di un edificio, il giardino non smette mai di svilupparsi. Esso richiede l'attenzione continua del giardiniere ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere una grande aventura.

I giardinieri sanno sempre riconoscersi l'un l'altro, perchè nella storia di ogni pianta c'è la crescita della Terra intera.

Tratto da "Brida", un libro di Paulo Coelho

30 settembre 2008

Premere sull'accelleratore

Quando si sono mandati i giri del motore alti,
è proprio dura dover riaccettare di ritornare ai giri bassi.

Però la vita spesso è fatta di giri bassi.

Anche se non vorrei: la vorrei sempre
con i giri del motore al limite della fusione.

23 settembre 2008

Buon gioco

Sai qual è una buona partita da giocare con tutto se stessi?
 E' quella partita dove se perdi sei nudo,
e se vinci sei nudo lo stesso.

7 settembre 2008

Quando meno te lo aspetti...

Chi vuol mettere i propri piedi su tutte le pietre,
non arriverà mai a casa!

(Me l'ha detta un uomo che ho visto un sol giorno e che probabilmente non vedrò mai più in vita mia. Me l'ha detta col sorriso sulle labbra, il sorriso di un uomo sereno. Me l'ha detta un uomo normale, che ha fatto una vita normale, ma, senza rendersene conto, involontariamente, mi ha fatto davvero un gran bel regalo e gliene sono proprio grato!)

5 settembre 2008

Fumettolandia e "La vita"

Cercando di seguire le orme di Serena ho provato anche io a disegnare il mio primo fumetto utilizzando il sito stripgenerator.
Dopo alcune difficoltà sono riuscito a tirar fuori questo fumetto, messo poi in verticale per esigenze di blog. A vedere le belle vignette di Serena sembra tutto molto facile ma in realtà, quando si prova a spippolarci un po', ci si accorge presto che non è affatto banale... però è divertente... davvero divertente!

Ci vogliono idee buone... e poi occorre saperle realizzare. Non è facile trasmettere un messaggio utilizzando un semplice fumetto. Non avendo grosse idee forse sono andato un po' sul banale... però...
mi piace, mi piace... ne farò altri! :)

2 settembre 2008

Da zero a dieci - domande e questioni


Bella domanda.
Io mi dò un... 6 e mezzo. E voi?

A volte si prova a guidare i propri giorni
ma, talvolta, arrivano ondate alte
e ti sommergono
e la tua impotenza riaffiora.
La tua piccolezza si rivela.
L'ondata ti fa mollare il timone
che tenevi ben saldo fra le mani,
che non sembrava poterti sfuggire: ma ti sfugge.
E torna la Vita a guidare i tuoi giorni.

Dunque, è meglio guidare o farsi guidare?
E se è meglio guidare, come è bene guidare?
E se è meglio farsi guidare, da cosa ti lasci guidare?

Non tutti possono scegliere.
Inesorabilmente alcuni sono obbligati a seguire
ciò che la Vita riserva per loro.

Dunque, chi ha la possibilità di scegliere,
scelga bene!

30 agosto 2008

Pianista in galleria

Milano, galleria vicino a piazza Duomo. Ancora note, succede spesso qui. Fanno suonare artisti al pianoforte e rallegrano l'atmosfera e molta gente si ferma, guarda, ascolta, applaude. Davvero bello, fra negozi e vetrine, soffermarsi anche solo per alcuni istanti ed osservare una donna che offre il suo talento, la sua passione, i suoi dolori, i suoi studi musicali nei pomeriggi invernali quando era piccola ed adolescente. Offre tutto quel che ha, la sua voglia di suonare, le sue speranze per il futuro, la sua voglia di vita vera, l'incanto e la meraviglia provate dal suo cuore in tutti questi anni di sudore, fatica, delusioni, vittorie, conquiste, battaglie. Chissà quante volte ha provato questi pezzi e quante volte li ha sbagliati, per eseguirli adesso da gran maestra. Ma la cosa che mi stupisce, che mi rallegra, che mi colpisce, la cosa che mi ha fatto fermare nel rete che ho sentito da lontano: perchè ciò che è bello è proprio vederla suonare. Con tutta se stessa. Corpo e anima, mente e cuore. E non c'è distanza fra la nota suonata, fra l'incedere delle note che si susseguono, e le espressioni del viso e del corpo tutto quanto. Soffre, quando le note lo chiedono, diventa improvvisamente mossa quando il ritmo cambia, esplode assieme ai suoni e frena quando lo spartito rallenta nel suo avanzare. Questo mi ha profondamente colpito: non c'è distanza tra ciò che è e ciò che fa: lei diviene la musica, la musica  è lei. Almeno per quei momenti. I suoi occhi piani di gioia hanno salutato alla fine il pubblico presente: era quasi imabarazzata per quesgli applausi. Ma sono convinto che avrebbe suonato con lo stesso impeto e la stessa forza, con la stessa immedesimazione, anche se si fosse trovata in camera sua o in un garage sotto il palazzo dove è nata e cresciuta. Sono convinto infatti che non si può fare bene davanti a tutti quel che non si sa fare bene da soli dove nessuno ti vede. Di questo sono profondamente convinto perchè quando uno si allena, quando uno impara, ha bisogno di avere di propri spazi, di propri tempi, di seguire le proprie idee e di provare. Provare e riprovare, per prepararsi. Poi arriva il giorno in cui uno si sente pronto, e c'è la prova del pubblico. Ma deve essere, per lui, come quando non c'è nessuno. Chi riesce a fare questo, e si emoziona per la passione che nasce nel suo cuore per quel che sa fare, fa nascere grandi emozioni nei cuori degli altri, quando lo vedono. Essi infatti, al di là dell'esercizio eseguito, scoprono un viso sereno ed un cuore pulito che non fa le cose per farsi vedere ma per il gusto di farle: e allora le fa bene, con Amore, emozionandosi, ma non emozionandosi troppo per non sbagliare.

17 agosto 2008

Brividi freddi ma caldi

Brividi, brividi di freddo e tensione, ma non paura, tensione e determinazione, decisione e concentrazione.

Brividi che creano altri brividi in chi vede la tua attenzione e i tuoi occhi fissi, ma sereni, però incazzati e quasi schivi, per non distrarsi da cose che in quel momento non contano niente.

Brividi e sudore che scende sul collo, brivido che corre sotto la maglietta e che nessuno vede, a parte te che lo senti.

Brividi profani, brividi antichi tramandati senza parole da chi molto anni prima li ha vissuti prima di te, brividi rimasti nell'aria che se ti fermi un attimo e ti appoggi ad un colonnino, li puoi captare nell'aria, facendoli tuoi e portandoli con te nelle giornate nuove che verranno. Brividi di altri, brividi carpiti e rielaborati, e poi altri brividi. E freddo e caldo che si mischiano e ciò che agli occhi di tutti è profano diviene, dentro di te, sacro, sacro agli occhi di Dio che vede il tuo cuore di ghiaccio-caldo, cuore che si scioglie ma di nascosto, senza farsi vedere dagli altri ma solo dagli occhi di Dio, nascosto alla gente da un sorriso velato e scansonato di chi non vuole lasciar trapelare i reconditi segreti dell'anima.

12 agosto 2008

Palio e Pane

Gran bel Palio!

Mi piace! Appena l'ho visto mi ha subito dato all'occhio una cosa: le spighe di grano in piazza, che rappresentano il popolo di Siena e non, che fa parte della festa, che ammira la festa, che spera e sta l'uno accanto all'atro, nel caldo, sudando, e proprio come le psighe di grano, cercando, con la testa protesa verso il Cielo, un po' di vento che ridia quel minimo di forze per rimanersene lì ad aspettare che il verdetto della corsa, consacri il vincitore.

Ma non credo che l'autore abbia messo le spighe casualmente al posto delle persone. Per me l'autore ha voluto mettere in evidenza il fatto stesso che anche noi siamo pane, o meglio germi di pane e possiamo, con i nostri gesti, con le nostre emozioni, con i nostri comportamenti, con il nostro Amore o non-Amore, dare cibo agli altri. Cibo importante quanto quello che nutre il corpo, ma non si vive di solo pane che si mangia ma anche di amicizie, amori, avventure, storie da raccontare, insomma si vive di vita vissuta, ed anche questo misto di sudore, fatica, caldo, gioia e speranza, è un gran bel pane che sfama e più lo si assaggia e più esso sfama. Noi siamo cibo per gli altri, inevitabilmente siamo cibo per gli altri: pane amaro quando diprezziamo gli altri, pane duro da rosicare e da mordere con i denti quando giudichiamo, condanniamo, ci chiudiamo, litighiamo ed odiamo le spighe che stanno vicino a noi, che vanno in conflitto con noi. Oppure possiamo essere un pane dolce, un pane buono, un pane di perdono e di amicizia, un pane di coesione e fratellanza, un pane di Pace e di mani protese verso altre mani oltre che protese verso il Cielo in segno di Ringraziamento, protese anche verso le altre mani, assieme protese verso Colui che tutto può e che tutto decide.

E poi è bello il fatto che il Pane che è disceso dal Cielo continua ad incarnarsi nei cuori della gente che lo accoglie. E per grazia Potente di Dio questi cuori divengono spighe, germi che producono altro pane, altro cibo, affinchè ogni fame venga placata in tutti i modi possibili, ed affinchè ognun sia sazio in tutti i sensi, appagato e ripieno proprio in questa terra, proprio in questa vita, proprio in questa piazza gremita e accaldata e affaticata.

Sarà un gran bel palio... è già un gran bel Palio! ;)

8 agosto 2008

Le ali del cuore

Però se il cuore mi dice questo, io lo riferisco.

E ti volevo dire che, anche se la corrente del mondo è forte e potente, ed impetuoso è il suo incedere, il tuo cuore ha ali, perchè Dio gliele ha fatte, e può alzarsi, ed osservare sotto di se la corrente che passa... e procedere all'inverso, risalendo fino alla sorgente.

E anche se sarai nel bel mezzo del fiume, potrai essere anche sopra il fiume.

5 agosto 2008

Senza schemi

Dio è fuoco che divampa!

E brucia le pareti fragili di legna che ci siamo messi attorno per cercare di "difenderci" ed abbatte quelle di cemento costruite ad arte, programmate per non rimanere fregati nella vita.

Ma Dio ride di tutto questo, e si diverte ancor di più. Egli accetta la sfida, non demorde, non s'incupisce, non ha fretta e con le braccia incrociate, battendo il ritmo con il piede a terra, sorride e ride delle nostre baggianate insulse da bambini capricciosi.

A guardar bene, questo Dio d'Amore è proprio "ganzo" (ovvero buffo!). A volte credo che si diverta anche lui, certo a volte no, non credo che si diverta nel vederci. Ma figuriamoci se la scintilla dell'Infinito che Vive, l'Infinito stesso che Vive, ancor prima di noi, molto più che noi, figuriamoci se Costui ha paura di noi, dei nostri no, dei nostri limiti, delle nostre chiusure, delle nostre brutture. Ah figuriamoci se Dio si scandalizzasse di noi, se l'Infinito ripudiasse una parte dell'Infinito che l'Infinito stesso ci ha riposto nel cuore... non esiste, sarebbe come un produttore di un prodotto che ad un certo punto lo ritira dal mercato e ne fa cattiva pubblicità e non desidera più che la sua creazione non fosse apprezzata dai clienti e sarebbe come se questo produttore non desiderasse più che il suo nome comaprisse fra i più grandi mercanti ed industriali di tutti i tempi, proprio a causa delle sue creature!

A guardar bene ci sarebbe solo da starsene allegri. Ma non allegri. Allegri è poco. Si è allegri per cosi poco a volte... non sono forse allegri anche i pagani? Non fanno cosi anche i pagani?? Ci sarebbe da starsene sempre sull'orlo della vertigine, cercata dall'uomo ovunque nel mondo e dischiusa non solo fuori ma anche dentro di se.

Euforici. Euforici non a caso. Euforici per il tesoro scoperto da quel tizio che passò per caso vicino a quel campo. E che subito cercò di assicurarsi! E nessuno glielo portò più via...

Altri 1.000.000.000.000 giorni come questi!

21 luglio 2008

Favola


Quante volte ci buttiamo via, e quante volte veniamo gettati via come carte sporche, usate, ormai stracci inutili ed insignificanti.

Quante volte incontriamo indifferenza, non-accoglienza, ripudio? E quante volte noi ripudiamo noi stessi, i nostri talenti, le cose belle che Dio ci ha messo nel cuore!

E quante volte crediamo agli altri e soprattutto a chi ci vuole male e si diverte a vederci in difficoltà! Quante volte sbagliamo, inconsapevolmente, ingannando noi stessi di essere peggiori di quel che siamo perchè a volte è più difficile vedersi e mostrarsi vittoriosi e forti che deboli e feriti.

Quante volte, quante volte ho creduto nelle favole che mi si sono presentate dinanzi, senza che le attendessi e quante volte ho avuto paura delle realtà che ho vissuto, talmente strane da darmi del pazzo da solo, ancor prima di averne la consapevolezza di esserlo, ma senza lasciare scampo alcuno a me stesso che potessi, in verità, non essermi bevuto il cervello ed aver in realtà percepito, visto, sentito a pelle qualcosa di bello, splendido, spettacolare, così bello e potente da essere urlato dai tetti delle case, senza paura, ma con forza e brillantezza.

Quante volte e perchè ho creduto agli altri e non ho mai o quasi mai creduto in me stesso?

E se c'è una cosa che amo nel film "Se scappi ti sposo", uno dei miei preferiti è che l'Amore passa, quando e come i protagonisti del film non se lo aspettavano e mai immaginavano. Essi non perdono l'occasione di gettare via quel che erano stati fino ad allora per divenire qualcosa di nuovo e per lasciare che quell'incontro speciale gli stravolga la vita, in meglio, per rifiorire in qualcosa che essi, nonostante l'età non avevano ancora fatto: essere se stessi, in tutto e per tutto. Per me l'Amore ricrea, l'Amore è fantasia, l'Amore rigenera, fa rinascere, dà nuova energia, nuova linfa vitale e, proprio come accade nel film, ogni più piccolo dono e talento diviene finalmente riconosciuto guardandolo dritto in faccia, usandolo per vivere e migliorando cosi la propria vita e quella degli altri che usufruiscono, di riflesso, dello stesso dono. E tutto questo accade solo quando qualcuno ci sveglia dall'incanto e con le sue giornate, le sue risate, il suo parlare, ti scopri per quel che ancora non avevi visto, qualcosa che anche se palese, non hai visto o proprio non vuoi guardare. Così per esempio Julia Roberts scopre che non sapeva in realtà cosa le piacesse ma che "si faceva piacere tutto quello che andava bene al compagno di turno". Scopre che quella sua passione praticata di notte, nella solitudine della sua stanza, poteva divenire un vero lavoro e che le sue idee erano vendibili. E lui invece scopre che le donne, del resto come gli uomini, non sempre sono consapevoli delle proprie azioni e che anche se a volte compiono cose assurde, come lasciare sei mariti (e poi 7!) all'altare, non lo fanno per cattiveria, ma per paura e spesso e volentieri per paura della verità di se stessi.

Guardarsi, scoprirsi, riconoscersi, apprezzarsi per quel bene che si è, vedere le proprie ombre ed i lati oscuri che ognuno ha, riconoscere il male fatto e che ci portiamo dietro, guardare i condizionamenti che ci portiamo dietro e che non ci fanno essere noi stessi, non è fatto facile.

Quanto è bello però piano piano, scoprire chi siamo! A volte può anche essere molto, molto faticoso! Però è bello...

20 luglio 2008

Brillante weblog

Ho ricevuto questo bel premio, inaspettato :), da Romina, autrice del suo dolce e rilassante blog intitolato "Oltre il cancello". Colgo l'occasione per ringraziarla del pensiero e per coinvolgere in questo gioco altri/e blogger. Nessuno è obbligato a continuare la catena, naturalmente, sana libertà. 
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Regole: il Brillante weblog è un premio assegnato ai siti ed ai blog che risaltino per la loro brillantezza sia per quanto riguarda i temi che per il design. Lo scopo è quello di promuovere tutti nella blogosfera mondiale!

Il premio brillante ha un regolamento :P
Al ricevimento del premio, bisogna scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato mostrando il link del suo blog. Scegli poi un minimo di 7 blog (o di più) che credi siano brillanti nei loro temi o nel loro design. Esibisci il loro nome e il loro link ed avvisali che hanno ottenuto il Premio “Brillante Weblog”.

(Facoltativo) Esibisci la foto (il profilo) di chi ti ha premiato e di chi viene premiato nel tuo blog.
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Ecco i premiati, in ordine puramente casuale:
    Noemi: il suo blog è uno dei più belli che abbia incontrao su internet e le sue parole scaldano sempre il cuore e fanno riflettere. La sua passione per la vita e per l'Amore, mi hanno riempito il cuore di gioia quando ci siamo incontrati.
    Salvatore: gli scritti che pubblica, suoi o di altri, sono sempre molto belli e interessanti. Anche le testimonianze di amici (tipo padre Lorenzo del Madagascar) sono davvero testimonianze potenti di cosa possa operare Dio nei cuori che lo accolgono. Lo leggo sempre molto volentieri.
    Rotta verso sud: ha tracciato la sua rotta verso sud. Mi piacciono i suoi post: hanno tutta l'aria di un vero capitano di una nave, con le sue certezze, ma con tutta la voglia di capire e conoscere cose nuove. Trasmette la voglia di partire, di riflettere e di essere aperti a stravolgere la propria rotta, se necessario perchè il vento ci spinge in un'altra direzione.
   

15 luglio 2008

Ciucciando una susina

E ciucciando una susina e correndo, stasera mi si è riposta dinanzi una domanda che da tempo bussa. Perchè la Vita andando avanti, ti mette con le spalle al muro e quella strada larga nella quale correvi a 16 anni, spensierato, diviene sempre più stretta e piena di biforcazioni.

E se la domanda era "cosa farai della tua vita, cosa farai dei tuoi giorni?", domanda che da tempo risuona dentro di me, adesso la questione si è improvvisamente, inaspettatamente e involontariamente spostata, migrando quasi avesse vita propria, e trasformandosi in

A chi ti donerai?

Il che pone il tutto sotto un altro e nuovo punto di vista. La prima domanda è infatti ancora una domanda che faccio a me stesso, rivolto a me stesso, su come spenderò qualcosa che ho da spendere: il mio tempo, le mie energie, i miei sforzi. Ma la seconda domanda, simile ma diversa dalla prima, implica la dimensione del dono.

Sebbene un uomo possa credere o meno in Dio, certo nessuno può negare che la vita sia un dono: un dono dei genitori soltanto per un non-credente in Dio, un dono dei genitori e di Dio ancor prima per un credente. E dunque, se questo impasto di carne ma ripieno di Vita è stato messo alla luce senza che egli stesso lo chiedesse a nessuno, quel che si ritrova addosso è senza dubbio un dono, una possibilità, una sfida, un brivido che corre lungo la schiena senza capirne il perchè ed il per come. Ed essendo il tempo a disposizione un dono, noi stessi acquisiamo valore e siamo Appagati, Vivi, Contenti e Soddisfatti solo quando Viviamo ed entriamo nella dimensione del dono e del donarsi. E siamo semplicemente come un filtro che fa passare Vita, che riceve e che ridona. E che ridona allo stesso modo di come riceve.

E se dunque la vita è un dono, trova compimento essa stessa soltanto nel dono. Ed il donarsi implica un ricevente del dono. Nessuno dona qualcosa se non c'è un ricevente e, nella peggiore delle ipotesi, possiamo essere noi i riceventi del nostro dono (si dice infatti "mi sono fatto un regalo").

Da tempo la prima domanda mi ha interpellato ed ho dovuto, mio malgrado, trovare una risposta adeguata, che almeno facesse zittire un po' quella richiesta di spiegazioni. La risposta era di amare attimo per attimo, istante per istante, ovunque mi trovassi e con chiunque mi trovassi. Amare le persone che si incontrano per strada, nello sport, a lavoro, dovunque andassi. E sebbene non possa dire di essere sempre riuscito in questo alto traguardo, forse davvero troppo alto perchè venga mai raggiunto da qualcuno, sono convinto che sia la strada giusta da percorrere, o almeno da provare a percorrere. E' affascinante e soprattutto mi piace. Sì mi piace. Sebbene talvolta sia faticoso, molto faticoso, ho visto che porta i suoi frutti. Sempre frutti piccoli, spesso non visibili, non appariscenti, non eclatanti, non frutti da masse e popoli, ma frutti che danno senso al tempo, al mio tempo che passa, al tempo vissuto, speso, gettato, donato, tempo tiranno, tempo ingannatore.

Sebbene appunto questa sia da anni la mia risposta a quella richiesta, e seppur manterrò o cercherò di mantenere questo discorso, esso è certamente solo una parte del discorso: un discorso che chiede e sente egli stesso la necessità di essere ampliato, espanso, dilatato perchè non basta più a se stesso.  

Sebbene fosse la risposta, ed è la risposta, e sarà la risposta, non basta.

E' proprio necessario avere un appuntamento. E' necessario donarsi a qualcuno. E' necessario donare anche le proprie sofferenze: le sofferenze donate acquistano tutto un altro significato e donano un nuovo senso alla vita. Le sofferenze accatastate lì, come un grosso fardello da portarsi dietro, ed ognuno di noi ha questo fardello attaccato, chi più chi meno, sono un peso talvolta schiacciante che annienta l'uomo nelle sua sostanza e nella sua essenza più profonda tanto da renderlo ciò che in realtà egli non è, tanto da renderlo addirittura l'opposto di quel che egli sarebbe ed in realtà è.

Per esempio c'è una differenza abissale tra il superare le difficoltà con un obiettivo, o il doverle affrontare senza un obiettivo preciso. Mentre il primo, dopo aver sofferto, sorriderà perchè ha resistito per qualcosa di preciso, il secondo, non avendo niente da raggiungere, sarà stanco di faticare senza capirne il perchè e nonostante possa anch'egli arrivare in fondo, si sentirà spaesato e stanco. Il primo oltre a sorridere, avrà ancora altre energie da spendere. Per esempio se un uomo "combatte" e cresce ed affronta la vita per assicurare ad un figlio e ad una moglie un certo tenore di vita e la possibilità concreta di crescere sano e con le possibilità economiche necessarie per divenire a sua volta un uomo, esso agendo così ha donato la sua vita, i suoi combattimenti e le sue sofferenze per una buona causa. Anche se certamente sentirà la fatica del viaggio e dovrà affrontare una serie innumerevole di piccoli e grandi problemi, il suo vivere non sarà stato vano. E potrà sorridere anche in fondo al suo percorso. In qualche modo si è donato ed ha trasformato il suo essere, il bene ed il male incontrato, le sue ferite ed i suoi dolori, in un gesto d'Amore per qualcun altro.

Così i giorni ricevuti in dono, sono divenuti a loro volta doni per qualcun altro. Il tempo ha acquistato un senso profondo. Non è più tempo speso a caso, sperperando minuti ed ore preziosi che non tornano più indietro. E' tempo ricevuto dall'Amore e ridonato all'Amore. Chiudendo il cerchio fra il Cielo e la Terra.

13 luglio 2008

Morte e Vita

Se un professore è morto dentro, cosa trasmetterà ai suoi ragazzi?
Se un manager è morto dentro cosa trasmetterà ai suoi uomini?
Se un sacerdote è morto dentro, cosa dirà alla gente?

Se avrai la morte dentro di te, porterai la morte nel mondo.
Ma se accoglierai la Vita, allora porterai la Vita, anche senza far niente di evidente, ovunque andrai e con chiunque sarai. E la Vita che è in te combatterà la morte che è in te e che è nel mondo!

12 luglio 2008

Mondi nei mondi

La vita è proprio strana ed il mondo da affrontare non è soltanto uno. Perchè dentro il mondo ci stanno un sacco di altri mondi.

C'è un mondo dove cammini, corri, giochi, viaggi, respiri: ma c'è anche un mondo dentro di te fatto di pensieri, emozioni, sensazioni, sia belle che brutte.C'è il mondo dove cresci, c'è il mondo della scuola, c'è il mondo dello sport, c'è il mondo dell'università, che è tutta un'altra bella storia. Infine poi c'è il mondo del lavoro, l'universo contenuto negli uffici fatto di facce, colori, odori (a volte sgradevoli!), fogli scritti e poi gettati, computer, caldo, climatizzatori, caffè su caffè tanto per ammazzare il tempo (ma anche un po' se stessi!), badge e mense per il pranzo.C'è poi il così detto terzo mondo, così lontano ma così vicino. Poi c'è il mondo religioso, il mondo della finanza, il mondo del business, il mondo godereccio dei locali notturni, il mondo della prostituzione.

Quante situazioni diverse fra loro, eppure il mondo è solo uno.

9 luglio 2008

Scelte

Se vuoi un anno di prosperità, coltiva grano,
se vuoi dieci anni di propserità, fai crescere gli alberi,
se vuoi cento anni di prosperità fai crescere le persone.

 -Trovata su un libro per manager -

29 giugno 2008

Amore è Libertà

Se le cose non vanno come vorresti e le situazioni non si smuovono per come ti piacerebbe, rimani saldo e sii tranquillo: non permettere che niente disturbi la tua serenità e la tua tranquillità perché se così non farai, ovvero se lascerai che le situazioni turbino il tuo cuore, sarai schiavo di queste e lascerai che esse intacchino ed alterino in modo negativo la tua libertà.

Il tuo umore non dipenda dai tuoi affari, nè dalle attenzioni che ricevi dagli altri, nè dalle approvazioni o disapprovazioni degli altri, ovvero dal loro giudizio nei tuoi confronti. Il tuo umore non dipenda dai tuoi successi o dalle tue sconfitte perchè entrambi questi personaggi sono ingannatori e facilmente illudono, nel bene e nel male, e ti fanno credere facilmente di essere ciò che non sei, un vincente oppure un perdente.

Il tuo sguardo miri sempre più in alto delle tue occupazioni perchè per quanto esse siano "pulite", sono sempre un po' sporche e se ti lasci sedurre e comandare da esse, il tuo cuore si sporca e diviene schiavo di esse. In quasiasi situazione tu ti trovi, nelle difficoltà o nella tranquillità, innalza il pensiero alle realtà del Cielo, senza perdere di vista la realtà quotidiana: esse danno ossigeno al cuore, sono Speranza Eterna, sono il fine ultimo della vita materiale.

E sii libero. Libero di fare, libero di dire, libero di scegliere. Scegli e porta avanti con costanza le tue scelte.


Se il tuo cuore sarà libero e sereno, solo allora potrai sorridere e ridere alla vita, affrontare i giorni con un altro slancio e costruire piccole cose, ma costruire un piccolo pezzettino del Regno di Dio, quel pezzettino che è affidato alle tue mani, ai tuoi sforzi, alle tue fatiche, ai tuoi giorni.

La libertà è il motore dell'Amore ma solo l'Amore è l'olio che fa girare bene gli ingranaggi del motore, ovvero solo l'Amore può guidare e condurre alla Libertà.

26 giugno 2008

Colori

E ritrovar dovunque sei lo stesso filo che guida, ascolta, vede, incanta.

Ed ascoltar il silenzio nel rumore e nel caos, ed ascoltar la musica ed il rimbombo del tamburo nel silenzio di una vallata al sole primaverile.

E così scopri che è tutto collegato: come quando prendi un disco colorato e lo fai ruotare veloce veloce e scopri che, da questo girare velocemente, esce fuori il bianco, colore che compar come d'incanto anche se non era presente sul disco!

22 giugno 2008

Come i piccioni

In questi palazzoni grigi e alti, uno di fronte all'altro, a volte mi sembra di percepire e di capire quel che prova un piccione quando si rintana, a Siena, dentro alle fessure del palazzo comunale.

Ci sono molti buchi fra i mattoni che compongono tutte le pareti del palazzo comunale che giganteggia nel campo di Siena. Quelle fessure servivano, ai tempi in cui è stato costruito il palazzo, ad inserirvi i pali che reggevano l'impalcatura usata dai muratori per poter lavorare. E duqnue quei buchi sono presenti tutt'ora, testimoni silenziosi di chissà quanto lavoro e quanta fatica di molti uomini del passato. Fatica loro, orgoglio nostro di oggi.

Ebbene da questa prospettiva, quando mi affaccio alla finestra, mi sembra di vedere un piccione che si sporge da una di quelle fessure. Premesso che a me i piccioni a Siena mi hanno sempre fatto incacchiare e che li ho sempre odiati (anche perchè c'è sempre il rischio che te la facciano nel capo quando meno te lo aspetti!), figuriamoci che impressione mi faccio se mi paragono ad uno di quegli esseri volanti (che in generale amo) ma che proprio non mi stanno simpatici!



Un amico direbbe... c'est la vie! E l'importante è prenderla con filosofia. Anche perchè prima o poi, da questo buco, spiccherò il volo verso altri lidi. Magari anche non molto lontano, chi lo sa, ma almeno mi abbevererò a Fonte Gaia! ;) (proprio come sta facendo il piccione ritratto nella foto che si sta abbeverando a "Fonte Gaia", una fontana situata in piazza del Campo!)

19 giugno 2008

E' mio!

All'interno di un gruppo una delle difficoltà maggiori è mettere a disposizione degli altri, in modo disinteressato, le proprie scoperte e/o conoscenze.

Ognuno è così attaccato a quel poco che sa che se lo tiene bene stretto e combatte. Tutt'al più lo dice o lo trasmette a chi deve, ma solo per dovere, quasi mai per piacere di aiutare qualcuno ad accrescere le proprie conoscenze per "farlo crescere".

Perchè se poi costui accresce le proprie conoscenze più di me, mi scavalca nel ranking dell'importanza sociale o in ambito lavorativo e così mi fotte.

Ma è giusto che sia così?

18 giugno 2008

Gonne e cravatte

Non è vero che la cravatta rende ben vestito un uomo. O che una gonna corta rende una donna appetibile.

Un uomo con una cravatta stretta può anche sembrare un cane al guinzaglio dei suoi capi, che scodinzola quando gli dicono di scodinzolare, che sorride pur mordicchiando un osso che gli fanno creder sia saporito, che corre quando gli danno la via e che torna dal padrone non appena viene richiamato all'ovile.

Le buone maniere e la gentilezza vengono prima di tutto il resto. La schiettezza e l'umiltà, fanno molta più buona impressione delle cravatte e delle gonne corte. Un buon sorriso ed un viso sereno fanno bene al cuore anche solo quando le si scorgono da lontano. L'arroganza e la superbia invece distruggono tutto quanto; fanno male a chi inconsapevolmente li coltiva e non solo distruggono il proprio campo ma anche quello di chiunque gli passi vicino.

17 giugno 2008

Nascondino

Vorrei potermi nascondere. Vorrei che tu non mi vedessi. Vorrei che tu non mi trovassi.

Ma non c'è luogo dove potersi rifugiare, non esiste antro dove il tuo occhio non veda e dove il tuo orecchio non oda il mio respiro. Sono spacciato.

Mi scovi di continuo, mi violi, mi invadi nelle mie libertà. Giro le spalle a te e tu sei ancora lì. Non ti smuovi, non te la prendi, non ti arrabbi. Ma più mi allontano e più divampa il tuo Amore, in modo inspiegabile, in modo incredibile.

E mi stupisco e m'impaurisco. E la paura supera la Gioia dell'incontro con te. La sovrasta, la annienta.

Grande sicurezza è Dio. Grande debolezza è l'incontro con Lui. Grande Potenza poter godere della Sua Presenza. Dio è la debolezza-forza dei Suoi figli.

Chi resisterà al Suo Amore? Quanto è grande il Suo Amore?
Quanto ancora riuscirò a combatterlo? Per quanto tempo ancora?

16 giugno 2008

Quant'è bella giovinezza


Quant'è bella giovinezza !

Quant'è bella giovinezza
che si fugge tuttavia !
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Lorenzo de' Medici

12 giugno 2008

E nel far caldo del mezzo del giorno

E nel far caldo del mezzo del giorno, dopo il pasto, mettersi vicino al sole e leggere e bere e mangiare quel cibo che non passa e che non muore mai. E come d'incanto si risveglia dentro di me la voglia di Te, oh Re dei Re, per cantare la Tua Infinita Misericordia, il Tuo Amore sconfinato che viene dentro di noi e ci trasforma in qualcosa che nemmeno noi sappiamo, in qualcosa di nuovo, di diverso da ciò che siamo stati fino ad un istante prima.

E se noi siamo attaccati ed innamorati del noi di oggi non cercheremo il noi di domani. E forse non è neppure colpa nostra se nessuno ce lo ha mai insegnato.

Ed in quel respiro caldo dell'estate che sta per venire, io mi sento quasi erba al vento e mi trastullo nel Tuo passare e Ti Ringrazio come ancora non so fare senza poter raggiungere mai il fondo del ringraziamento visto che Tu non raggiungi mai con noi il fondo del Tuo Amarci. In questo rapporto, che non è alla pari, visto che Tu Sei, visto che Tu Dai, mi sento piccolo e straniero anche nella mie terra natìa, anche nella terra dove andrò a vivere e dove morirò. Quasi straniero ma amante di questo stato passeggero che è la vita umana, piena di vizi e di virtù, tutto assieme come un cocktail talvolta amaro e altre volte dolce più del miele.

Ed alzo gli occhi alla montagna che mi sta dinanzi e continuo a Ringraziare per la bellezza e l'incanto di quelle linee non geometriche ma cosi perfette, cosi perfette che il mio cuore si scioglie nel vederle, nell'ammirare la mano che le ha pensate e disegnate. E quel raggio di sole che parte dal cielo e ne sfiora le vette, arriva fin dentro al mio cuore e lo ammorbidisce e lo coccola... quel cuore ormai sciolto dal troppo calore che non so ricambiare con altrettanto calore... non è possibile tanto è grande il Tuo Calore!

9 giugno 2008

Non ci sto

Non è giusto e non ci sto. Non ci sto affatto.
E mi incazzo come una bestia.
Ma senza perdere la testa, con determinazione.
E me ne sto in silenzio. Ma non arretro.
Semplicemente attendo, attendo che sia fatta giustizia.
D'altra parte non è colpa mia se uno cerca rogne.
Chi cerca rogne, le avrà.

Si dice molti nemici, molto onore.
Ma c'è anche chi direbbe amici siam di tanti, nemici di qualcuno, sgabelli di nessuno.

E secondo me, chi vuole fare temporale,
troverà a sua volta temporale.
Chi vorrà travolgere, senza motivo,
sarà travolto a sua volta quando non se l'aspetta
e senza possibilità di scampo

Se poi mi sbaglio, pace all'anima mia.
Ma se ho ragione, allora spaventati pure. Forse se arretri, ti salvi.

8 giugno 2008

Infinito

Leopardi non mi è mai piaciuto molto quando lo studiavamo a scuola. Soprattutto quando arrivammo a parlare della teoria del pessimismo cosmico mi faceva un po' ridere e un po' mi intristiva.

Non capivo perchè dovevamo imparare la vita e gli scritti di un uomo che, anzichè accogliere la speranza e anzichè dare qualcosa di positivo attorno a se, si era talmente chiuso in se stesso da arrivare addirittura a concepire l'idea del "pessimismo cosmico".

A dire la verità la letteratura mi ha davvero affascinato poche volte. Questi poeti tristi che si rifugiavano nei loro scritti, i quali poi noi dovevamo pure studiare, proprio non li concepivo. E poi quando dovevamo analizzare le rime e altre strutture mi chiedevo proprio "ma secondo questi critici, quella persona, quando ha scritto, ha davvero tenuto in considerazione tutte queste strutture per esprimere quel che sentiva? Mah, se ha fatto cosi questi poeti sono proprio dei malati!"

Però oggi mi è sovvenuto il pensier dell'Eterno. E mi è giunta alla memoria la poesia del Leopardi, che poi non è solo sua ma di molti. In molti, credo abbiano avuto pensieri simili al suo, che poi lui ha messo sulla carta, rendendo tal pensiero, eterno.Stamani, al veder il sole che batteva sulle pareti dei palazzi accanto a quello dove risiedo adesso, mi sono ricordato dei tanti pomeriggi estivi dei quali ho avuto la fortuna di godere da piccolo, giocando e divertendomi a più non posso. Che grande fortuna che ho avuto!

E mi è sorto il pensiero dell'eterno, il quale è sempre. Sempre è battuto il sole, sempre è piovuto, nevicato, sempre c'è stato vento, più o meno.

Ma il nostro egocentrismo non ci lascia apprezzare questo. La nostra attenzione si rivolge su noi stessi, sul tempo che passa, sulla nostra crescita e conseguente ed inevitabile vecchiaia. Difficilmente ci accorgiamo di quel c'è attorno a noi, di chi c'è attorno a noi, talmente siamo incentrati su di noi. E siamo contenti se le cose vanno bene a noi e siamo scontenti se non ci va bene quel che vorremmo. E forse è normale che sia cosi. E forse no.


6 giugno 2008

Mail di un collega - Lentamente muore di Pablo Neruda

Foto di Pablo Neruda pensante


Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicita'.

Scritto da Pablo Neruda