25 maggio 2008

Finalmente!

« Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo » (Matteo 13,44)

Per quest'uomo è giunto il giorno che aspettava da una vita!

Una vita di affanni, di fatiche, di litigi, di gomitate prese e restituite, di pianti e di dolori, di gioie e di affari conclusi proprio come nei migliori sonni notturni. Una vita fatta di donne e case, di lavoro e di soddisfazioni con gli amici, di tradimenti, di incomprensioni, di lunghe giornate e nottate passate a chiacchierare, ridere, scherzare, ballare e fare a gara a chi beve di più.

Una vita normale insomma... come quella di tutti. Ma un giorno accade qualcosa che sconvolge la sua vita, qualcosa di cui ricorderà data ed ora. Un momento preciso, e non un ricordo vago di un qualcosa di fatuo e indefinito.

Camminando, quel giorno benedetto, i suoi occhi videro qualcosa che non si aspettavano di vedere. Anche quel giorno, un po' come gli altri, era programmato, aveva appuntamenti e cose da fare e poco tempo gli rimaneva per se.

Vide un tesoro sul ciglio della strada. Si guardò intorno, c'era altra gente li, ma nessuno sembrava scorgere niente... e la gente camminava di fianco a lui e di fianco a quel tesoro ma non vedeva quelle benedette ricchezze. Cercò di far finta di niente anche se ormai era in preda all'euforia. Ma non voleva che altri se ne accorgessero perchè, così come egli stesso lo voleva tutto per se e per la sua famiglia, così come anche gli altri avrebbero fatto dal canto loro, scorgendo quel tesoro.

Così, quando venne la notte, in un momento in cui nessuno lo vidè, tornò in strada e prese tutto quel ben di Dio. Lo prese con un carretto, facendo più viaggi e lo nascose in una fossa che aveva scavato precedentemente in un campo poco distante da lì.

Nei giorni successivi corse subito ad informarsi di chi fosse quel campo. E lo scoprì. Scorpì anche quanto costava quella terra benedetta che custodiva un tesoro immenso che lo avrebbe fatto ricco per sempre. Ed il prezzo, ahimè, non era affatto basso. Anzi: per acquistare quella proprietà quest'uomo sarebbe stato costretto a vendere tutte le sue terre, i suoi possedimenti, ciò che aveva di più caro in fondo al cuore. Questa decisione non poteva prenderla da solo: aveva bisogno di informare la famiglia e così fece.

Rimasero tutti molto dubbiosi: vendere le certezze di una vita intera, costruite giorno dopo giorno con la propria fatica ed il proprio sudore, vendere il frutto del proprio lavoro, delle proprie relazioni sociali, delle proprie amicizie e dei propri soci in affari? E poi per che cosa? Per un tesoro che magari sarebbe valso la metà di quel che già avevano? E la gente cosa avrebbe detto? Perchè, quando ormai la sua vita l'aveva già impostata, in gran parte vissuta e goduta, perchè mai fare una pazzia del genere? Ma da questo capirono che quel tesoro doveva davvero essere immenso: dalla gioia e dall'entusiasmo con cui parlava di quel giorno in cui aveva scorto il tesoro lungo la strada, erano così grandi che anche la sua famiglia si convinse che forse, quest'uomo che sembrava diventato improvvisamente pazzo, era sì un po' strano ma probabilmente aveva le sue buone ragioni. E seppur non approvassero, nemmeno lo fermarono. I suoi occhi erano sfolgoranti di luce. Quest'uomo sembrava rinato e sembrava aver ritrovato la voglia di vivere che aveva da giovane negli anni dell'adolescienza.

Attese ancora un po' e mise a posto alcuni conti che doveva regolare. Pagò alcuni debiti e cercò una sistemazione per se e per la famiglia in attesa di avere il tesoro fra le mani.

Poi andò, comprò il campo che il padrone vendette ignaro di quel che esso custodiva in realtà, e godette da quel giorno e per sempre di quelle ricchezze che superavano di gran lunga tutto quanto egli aveva dovuto vendere per ottenerlo. Ed anche la sua intera famiglia ne godette, perchè quella ricchezza era davvero spropositata, e ne godettero i figli dei figli dei figli di quell'uomo.

Così fa chi incontra il Regno di Dio: vende tutto e ne gode per se stesso prima e ne fa godere gli altri, da quel giorno e finchè non muore!

20 maggio 2008

Falsi cambiamenti

A volte puoi cambiare tutto ma non cambiare niente.
A volte puoi cambiare tutto, senza cambiare niente.

Allo stesso modo puoi parlare molto, senza dire niente.
O dire qualcosa dicendo solo una parola, o rimanendo in silenzio.

19 maggio 2008

Nel carro merci

Alcune volte capita di arrivare tardi e di accorgersi di aver perso il treno.

Alcuni incontri nella vita, iniziati ed accolti come pure benedizioni, posso divenire maledizioni potenti e brutte, fantasmi che poi passano e ripassano durante le giornate e che sorridono sempre, ammiccando al passato.

E ci si ritrova sul carro merci con un bollino attaccato addosso riportante quanto valiamo agli occhi dei padroni, puzzando, fra il caldo e il fiato sul collo degli altri. E non si vede l'ora di scendere dal treno ma non sembra che abbia voglia di fermarsi... ed il sole entra dalle finestrella e batte dritto sulla testa ed il sudore cola a goccie, il puzzo aumenta, tutti sono tristi e consapevoli del proprio destino.

10 maggio 2008

Nel bel mezzo di una rivoluzione

A guardar bene, e a sentir quanto mi avevano detto, è proprio vero: la storia si ripete sempre.

E' come se il vicendarsi delle ere e dei popoli potesse essere sempre riconducibile a comuni denominatori che hanno accomunato uomini e donne di epoche diverse, che hanno fatto materialmente cose diverse, ma che hanno vissuto esperienze simili o similari seppur, appunto, diverse ad un primo impatto esteriore.

Ed in ogni era è come se l'uomo si fosse messo delle maschere addosso, maschere diverse a seconda dell'occasione, ma alla fine, in sostanza, l'uomo è sempre uguale a se stesso e che giri con un pc in mano o con una zappa, forse, poco cambia.

Io lavoro in un ufficio con un pc davanti... ma sono un operaio, esattamente come gli operai che alla fine dell'800 hanno fatto parte della rivoluzione industriale, che sembrava dovesse cambiare il mondo in maniera incredibile. Invece di girare il mio bulone, giro qualche mail e modifico qualche pezzo di codice, ma non sono altro che una pedina di una grossissima catena di montaggio. Niente di più.

Faccio parte della rivoluzione tecnologica attualmente in corso... eppure, a guardar bene, cosa c'è di diverso con la rivoluzione industriale di 100 anni fa? Davvero poco... e quali altre rivoluzioni ci saranno fra altri 100 anni?

7 maggio 2008

Stupore e meraviglia

Questo è il bello di Dio: dici, "farà 10 grandi cose..." ed invece ne fa 100!

E le fa mentre te nemmeno te ne accorgi, mentre tu non vedi... Dio crea indipendentemente che tu te ne accorga oppure no! Agisce, combatte, fa nascere, fa crescere, rafforza ed abbatte!

Non è cosi che cresce un fiore o una pianta? E' vero, ci accorgiamo che sta per nascere un fiore dal bocciolo... ma ci siamo forse accorti di ogni più piccolo processo che ha portato la pianta a fare un bocciolo e che porta il boccio a sbocciare nel fiore?

In realtà, la maggior parte delle cose, che ci circondano e che accadono addirittura a noi, forse non ci sfuggono? E noi che vogliamo sempre avere il controllo di tutto... e da creature ci facciamo cosi "creatore", e cerchiamo di farla da padroni... con notevoli difficoltà!

Ma...

« Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorme o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa. [...] » Marco 4,26-29



E lo Spirito di Dio è come il vento che passa fra l'erba di un campo: vedi la sua presenza solo perchè l'erba, al suo passaggio, lievemente si coccola e si muove, e senti la sua Presenza per il frusciò che l'erba fa con l'erba. Altrimenti non lo vedresti e se è leggero, non lo sentiresti passare. Eppur c'è!

- video catturato pochi giorni fa in un campo vicino Ricino, prima del bivio per "la Villa" -

4 maggio 2008

Chi trova un amico, trova un tesoro

La serenità di un giorno tranquillo, passato fra gli amici di sempre, è impagabile. Con quella stessa energia, con quello stesso entusiasmo.

Con i soldi non ci puoi parlare, nè ci puoi ridere assieme, nè ci puoi piangere ed essi non hanno il poter di consolare. Nemmeno la tua targhetta con su scritto "Ing. Dott. Architett." ti dice una parola nel momento dello sconforto o gioisce insieme a te quando sei contento per qualcosa.

Ma un amico, un amico è sempre lì, e quando bussi alla sua porta egli ti apre: non è solo una questione di dire e di fare, è proprio una questione del sentire assieme, una questione di cuore. E questo è proprio impagabile, un dono grandissimo da custodire e da preservare.

Come disse qualcuno: chi trova un amico, trova un tesoro!

3 maggio 2008

Altri cuori per la strada

Bello è quando ci si accorge che esistono altri cuori come il tuo, altri cuori che combattono, altri cuori che, usciti da strade più o meno pre-scritte, s'incamminano verso sentieri irti ma non pericolosi, per raggiungere la vetta, là dove splende sempre il sole e spira un forte vento fresco, ma non fa freddo.

Nel riscoprire questo anche il nostro cuore prende un sorso di ossigeno e rinasce e si riplaca nel suo battere e ribattere come un tamburo. Ed è allora che cerca di battere ancora più forte affichè il suo suono raggiunga le più lontane lande desolate, perchè anch'esse si ridestino, si risveglino al nuovo giorno, riprendano coraggio, coraggio e forza per diventare, assieme, un sol suono.

2 maggio 2008

Pre-occupazioni

Pre-occupazioni per il futuro, per il lavoro, per la vita affettiva, per i matrimoni che adesso iniziano a moltiplicarsi.... discorsi e discorsi e discorsi e discorsi... non ne posso proprio più...

Ed io?

La vita mi sembra come una bottiglia: inizia larga larga, ti muovi nel tuo mondo e ci stai anche largo dentro a quello spazio dove ti senti sicuro e potretto. Ma piano piano la vita si assottiglia, alcuni amici se ne vanno, ognuno prende la propria strada e anche la tua strada diviene, a poco a poco, da larga, a stretta, strettissima...

Una cosa poi che davvero uccidono l'anima sono le aspettattive degli altri, specie dei genitori che se non corrisposte sono come delle lame sottilissime che ti si infilano dentro l'anima, nelle profondità. Se le assecondi e li fai "contenti" rischi davvero di non essere contento te. Se cerchi la felicità che desideri seguendo quel che dice il cuore, rischi addirittura di perdere il loro affetto.

Così siamo già nel collo della bottiglia, stretto, ed io non sono acqua e faccio fatica a passarci in mezzo... ed odio questa cosa con tutto il cuore e con tutta la mente. Odio questa mentalità... che con la scusa dei consigli implicitamente ti spinge a percorrere certe strade che poi però ti devi sorbire te... perchè alla fine sono le tue ore quelle che devi vivere e le vivrai solo tu, da solo.

1 maggio 2008

Incanto

Un giorno un ragazzo si presentò alla sua scuola con nelle mani una mela che aveva colto nel frutteto. Quando il bidello aprì la porta lo scolaro gli donò il frutto più bello della stagione. L'uomo fu felice e, dopo averlo ammirato a lungo, pensò di darlo al direttore della scuola che era sempre gentile nei suoi confronti. Quest'ultimo decise di offrire la mela alla maestra più anziana che pensò di regalarla all'insegnante più giovane.

Il frutto fece il giro di tutte le classi e alla fine tornò nelle mani dello scolaro più buono che era proprio colui che si era presentato a scuola con il frutto. Con la stessa mela aveva reso contente e riconoscenti molte persone. La sua felicità del donare si era moltiplicata come le spighe del grano.
Qualcuno sosteneva che era un santo e quando morì lasciò scritte solo poche parole: Se non trovi Dio sarai sempre triste.

Citazioni trascritte dal libro di Romano Battaglia intitolato "Incanto".


Un libro pieno di riflessioni sulla vita e sull'esistenza umana, ricco di contenuti, scorrevole e di piacevole lettura. Da gustare in un pomeriggio d'estate all'ombra di un bell'albero in campagna, ascoltando solo il vento che parla con le foglie e con l'erba alta, smuovendole.