21 luglio 2008

Favola


Quante volte ci buttiamo via, e quante volte veniamo gettati via come carte sporche, usate, ormai stracci inutili ed insignificanti.

Quante volte incontriamo indifferenza, non-accoglienza, ripudio? E quante volte noi ripudiamo noi stessi, i nostri talenti, le cose belle che Dio ci ha messo nel cuore!

E quante volte crediamo agli altri e soprattutto a chi ci vuole male e si diverte a vederci in difficoltà! Quante volte sbagliamo, inconsapevolmente, ingannando noi stessi di essere peggiori di quel che siamo perchè a volte è più difficile vedersi e mostrarsi vittoriosi e forti che deboli e feriti.

Quante volte, quante volte ho creduto nelle favole che mi si sono presentate dinanzi, senza che le attendessi e quante volte ho avuto paura delle realtà che ho vissuto, talmente strane da darmi del pazzo da solo, ancor prima di averne la consapevolezza di esserlo, ma senza lasciare scampo alcuno a me stesso che potessi, in verità, non essermi bevuto il cervello ed aver in realtà percepito, visto, sentito a pelle qualcosa di bello, splendido, spettacolare, così bello e potente da essere urlato dai tetti delle case, senza paura, ma con forza e brillantezza.

Quante volte e perchè ho creduto agli altri e non ho mai o quasi mai creduto in me stesso?

E se c'è una cosa che amo nel film "Se scappi ti sposo", uno dei miei preferiti è che l'Amore passa, quando e come i protagonisti del film non se lo aspettavano e mai immaginavano. Essi non perdono l'occasione di gettare via quel che erano stati fino ad allora per divenire qualcosa di nuovo e per lasciare che quell'incontro speciale gli stravolga la vita, in meglio, per rifiorire in qualcosa che essi, nonostante l'età non avevano ancora fatto: essere se stessi, in tutto e per tutto. Per me l'Amore ricrea, l'Amore è fantasia, l'Amore rigenera, fa rinascere, dà nuova energia, nuova linfa vitale e, proprio come accade nel film, ogni più piccolo dono e talento diviene finalmente riconosciuto guardandolo dritto in faccia, usandolo per vivere e migliorando cosi la propria vita e quella degli altri che usufruiscono, di riflesso, dello stesso dono. E tutto questo accade solo quando qualcuno ci sveglia dall'incanto e con le sue giornate, le sue risate, il suo parlare, ti scopri per quel che ancora non avevi visto, qualcosa che anche se palese, non hai visto o proprio non vuoi guardare. Così per esempio Julia Roberts scopre che non sapeva in realtà cosa le piacesse ma che "si faceva piacere tutto quello che andava bene al compagno di turno". Scopre che quella sua passione praticata di notte, nella solitudine della sua stanza, poteva divenire un vero lavoro e che le sue idee erano vendibili. E lui invece scopre che le donne, del resto come gli uomini, non sempre sono consapevoli delle proprie azioni e che anche se a volte compiono cose assurde, come lasciare sei mariti (e poi 7!) all'altare, non lo fanno per cattiveria, ma per paura e spesso e volentieri per paura della verità di se stessi.

Guardarsi, scoprirsi, riconoscersi, apprezzarsi per quel bene che si è, vedere le proprie ombre ed i lati oscuri che ognuno ha, riconoscere il male fatto e che ci portiamo dietro, guardare i condizionamenti che ci portiamo dietro e che non ci fanno essere noi stessi, non è fatto facile.

Quanto è bello però piano piano, scoprire chi siamo! A volte può anche essere molto, molto faticoso! Però è bello...

20 luglio 2008

Brillante weblog

Ho ricevuto questo bel premio, inaspettato :), da Romina, autrice del suo dolce e rilassante blog intitolato "Oltre il cancello". Colgo l'occasione per ringraziarla del pensiero e per coinvolgere in questo gioco altri/e blogger. Nessuno è obbligato a continuare la catena, naturalmente, sana libertà. 
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Regole: il Brillante weblog è un premio assegnato ai siti ed ai blog che risaltino per la loro brillantezza sia per quanto riguarda i temi che per il design. Lo scopo è quello di promuovere tutti nella blogosfera mondiale!

Il premio brillante ha un regolamento :P
Al ricevimento del premio, bisogna scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato mostrando il link del suo blog. Scegli poi un minimo di 7 blog (o di più) che credi siano brillanti nei loro temi o nel loro design. Esibisci il loro nome e il loro link ed avvisali che hanno ottenuto il Premio “Brillante Weblog”.

(Facoltativo) Esibisci la foto (il profilo) di chi ti ha premiato e di chi viene premiato nel tuo blog.
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Ecco i premiati, in ordine puramente casuale:
    Noemi: il suo blog è uno dei più belli che abbia incontrao su internet e le sue parole scaldano sempre il cuore e fanno riflettere. La sua passione per la vita e per l'Amore, mi hanno riempito il cuore di gioia quando ci siamo incontrati.
    Salvatore: gli scritti che pubblica, suoi o di altri, sono sempre molto belli e interessanti. Anche le testimonianze di amici (tipo padre Lorenzo del Madagascar) sono davvero testimonianze potenti di cosa possa operare Dio nei cuori che lo accolgono. Lo leggo sempre molto volentieri.
    Rotta verso sud: ha tracciato la sua rotta verso sud. Mi piacciono i suoi post: hanno tutta l'aria di un vero capitano di una nave, con le sue certezze, ma con tutta la voglia di capire e conoscere cose nuove. Trasmette la voglia di partire, di riflettere e di essere aperti a stravolgere la propria rotta, se necessario perchè il vento ci spinge in un'altra direzione.
   

15 luglio 2008

Ciucciando una susina

E ciucciando una susina e correndo, stasera mi si è riposta dinanzi una domanda che da tempo bussa. Perchè la Vita andando avanti, ti mette con le spalle al muro e quella strada larga nella quale correvi a 16 anni, spensierato, diviene sempre più stretta e piena di biforcazioni.

E se la domanda era "cosa farai della tua vita, cosa farai dei tuoi giorni?", domanda che da tempo risuona dentro di me, adesso la questione si è improvvisamente, inaspettatamente e involontariamente spostata, migrando quasi avesse vita propria, e trasformandosi in

A chi ti donerai?

Il che pone il tutto sotto un altro e nuovo punto di vista. La prima domanda è infatti ancora una domanda che faccio a me stesso, rivolto a me stesso, su come spenderò qualcosa che ho da spendere: il mio tempo, le mie energie, i miei sforzi. Ma la seconda domanda, simile ma diversa dalla prima, implica la dimensione del dono.

Sebbene un uomo possa credere o meno in Dio, certo nessuno può negare che la vita sia un dono: un dono dei genitori soltanto per un non-credente in Dio, un dono dei genitori e di Dio ancor prima per un credente. E dunque, se questo impasto di carne ma ripieno di Vita è stato messo alla luce senza che egli stesso lo chiedesse a nessuno, quel che si ritrova addosso è senza dubbio un dono, una possibilità, una sfida, un brivido che corre lungo la schiena senza capirne il perchè ed il per come. Ed essendo il tempo a disposizione un dono, noi stessi acquisiamo valore e siamo Appagati, Vivi, Contenti e Soddisfatti solo quando Viviamo ed entriamo nella dimensione del dono e del donarsi. E siamo semplicemente come un filtro che fa passare Vita, che riceve e che ridona. E che ridona allo stesso modo di come riceve.

E se dunque la vita è un dono, trova compimento essa stessa soltanto nel dono. Ed il donarsi implica un ricevente del dono. Nessuno dona qualcosa se non c'è un ricevente e, nella peggiore delle ipotesi, possiamo essere noi i riceventi del nostro dono (si dice infatti "mi sono fatto un regalo").

Da tempo la prima domanda mi ha interpellato ed ho dovuto, mio malgrado, trovare una risposta adeguata, che almeno facesse zittire un po' quella richiesta di spiegazioni. La risposta era di amare attimo per attimo, istante per istante, ovunque mi trovassi e con chiunque mi trovassi. Amare le persone che si incontrano per strada, nello sport, a lavoro, dovunque andassi. E sebbene non possa dire di essere sempre riuscito in questo alto traguardo, forse davvero troppo alto perchè venga mai raggiunto da qualcuno, sono convinto che sia la strada giusta da percorrere, o almeno da provare a percorrere. E' affascinante e soprattutto mi piace. Sì mi piace. Sebbene talvolta sia faticoso, molto faticoso, ho visto che porta i suoi frutti. Sempre frutti piccoli, spesso non visibili, non appariscenti, non eclatanti, non frutti da masse e popoli, ma frutti che danno senso al tempo, al mio tempo che passa, al tempo vissuto, speso, gettato, donato, tempo tiranno, tempo ingannatore.

Sebbene appunto questa sia da anni la mia risposta a quella richiesta, e seppur manterrò o cercherò di mantenere questo discorso, esso è certamente solo una parte del discorso: un discorso che chiede e sente egli stesso la necessità di essere ampliato, espanso, dilatato perchè non basta più a se stesso.  

Sebbene fosse la risposta, ed è la risposta, e sarà la risposta, non basta.

E' proprio necessario avere un appuntamento. E' necessario donarsi a qualcuno. E' necessario donare anche le proprie sofferenze: le sofferenze donate acquistano tutto un altro significato e donano un nuovo senso alla vita. Le sofferenze accatastate lì, come un grosso fardello da portarsi dietro, ed ognuno di noi ha questo fardello attaccato, chi più chi meno, sono un peso talvolta schiacciante che annienta l'uomo nelle sua sostanza e nella sua essenza più profonda tanto da renderlo ciò che in realtà egli non è, tanto da renderlo addirittura l'opposto di quel che egli sarebbe ed in realtà è.

Per esempio c'è una differenza abissale tra il superare le difficoltà con un obiettivo, o il doverle affrontare senza un obiettivo preciso. Mentre il primo, dopo aver sofferto, sorriderà perchè ha resistito per qualcosa di preciso, il secondo, non avendo niente da raggiungere, sarà stanco di faticare senza capirne il perchè e nonostante possa anch'egli arrivare in fondo, si sentirà spaesato e stanco. Il primo oltre a sorridere, avrà ancora altre energie da spendere. Per esempio se un uomo "combatte" e cresce ed affronta la vita per assicurare ad un figlio e ad una moglie un certo tenore di vita e la possibilità concreta di crescere sano e con le possibilità economiche necessarie per divenire a sua volta un uomo, esso agendo così ha donato la sua vita, i suoi combattimenti e le sue sofferenze per una buona causa. Anche se certamente sentirà la fatica del viaggio e dovrà affrontare una serie innumerevole di piccoli e grandi problemi, il suo vivere non sarà stato vano. E potrà sorridere anche in fondo al suo percorso. In qualche modo si è donato ed ha trasformato il suo essere, il bene ed il male incontrato, le sue ferite ed i suoi dolori, in un gesto d'Amore per qualcun altro.

Così i giorni ricevuti in dono, sono divenuti a loro volta doni per qualcun altro. Il tempo ha acquistato un senso profondo. Non è più tempo speso a caso, sperperando minuti ed ore preziosi che non tornano più indietro. E' tempo ricevuto dall'Amore e ridonato all'Amore. Chiudendo il cerchio fra il Cielo e la Terra.

13 luglio 2008

Morte e Vita

Se un professore è morto dentro, cosa trasmetterà ai suoi ragazzi?
Se un manager è morto dentro cosa trasmetterà ai suoi uomini?
Se un sacerdote è morto dentro, cosa dirà alla gente?

Se avrai la morte dentro di te, porterai la morte nel mondo.
Ma se accoglierai la Vita, allora porterai la Vita, anche senza far niente di evidente, ovunque andrai e con chiunque sarai. E la Vita che è in te combatterà la morte che è in te e che è nel mondo!

12 luglio 2008

Mondi nei mondi

La vita è proprio strana ed il mondo da affrontare non è soltanto uno. Perchè dentro il mondo ci stanno un sacco di altri mondi.

C'è un mondo dove cammini, corri, giochi, viaggi, respiri: ma c'è anche un mondo dentro di te fatto di pensieri, emozioni, sensazioni, sia belle che brutte.C'è il mondo dove cresci, c'è il mondo della scuola, c'è il mondo dello sport, c'è il mondo dell'università, che è tutta un'altra bella storia. Infine poi c'è il mondo del lavoro, l'universo contenuto negli uffici fatto di facce, colori, odori (a volte sgradevoli!), fogli scritti e poi gettati, computer, caldo, climatizzatori, caffè su caffè tanto per ammazzare il tempo (ma anche un po' se stessi!), badge e mense per il pranzo.C'è poi il così detto terzo mondo, così lontano ma così vicino. Poi c'è il mondo religioso, il mondo della finanza, il mondo del business, il mondo godereccio dei locali notturni, il mondo della prostituzione.

Quante situazioni diverse fra loro, eppure il mondo è solo uno.

09 luglio 2008

Scelte

Se vuoi un anno di prosperità, coltiva grano,
se vuoi dieci anni di propserità, fai crescere gli alberi,
se vuoi cento anni di prosperità fai crescere le persone.

 -Trovata su un libro per manager -