18 dicembre 2010

Vivere nelle favole affrontando i draghi per raggiungere la Principessa nel Castello

Vivere nelle favole domando i draghi per raggiungere la Principessa
In tutte le favole che si rispecchino ci sono i draghi da sconfiggere, esseri tenebrosi e luoghi desolati da attraversare. E così è la vita.

10 dicembre 2010

Vantaggi e svantaggi di ogni situazione: mettere entrambi sul piatto della bilancia

Antica bilancia a due piatti in ottone
E' vantaggioso quello che stai facendo?

O meglio, "ritieni che per te, in questo momento della vita, sia vantaggioso quello che stai facendo?"

30 novembre 2010

Affrontare tutte le stagioni della vita che si alternano, come in una ruota che gira

L'alternanza delle stagioni in un'immagine
Le stagioni della vita sono molte. E si ripetono come una ruota che gira. Bisogna reinventarsi più volte, ripartire, rinascere, ricominciare, sia fuori che dentro di se.

Occorre imparare ad affrontare sia gli inverni troppo freddi, sia le estati troppo calde. Bisogna imparare ad affrontare e vivere bene i giorni grigi perchè per quelli "colorati" non c'è nessuno sforzo da compiere e tutti sono capaci di viverli alla grande!

21 novembre 2010

L'importanza delle motivazioni nel cammino della vita

Cos'è che ti permette di arrivare in cima?

Un uomo fortemente motivato può arrivare molto più lontano di un uomo ben equipaggiato, ma privo di vere e profonde motivazioni.

14 novembre 2010

Presto e bene non stanno bene insieme - il brutto vizio del business selvaggio

Il business non ha orari - ha sempre fretta e non si riposa mai
Si dice che chi dorme non prende pesci: ma chi non dorme mai - o vive freneticamente per tutto il giorno e non si riposa bene - avrà ancora la lucidità per "pescare i prossimi pesci"?

1 novembre 2010

Poesia "Se" di Rudyard Kipling

Joseph Rudyard Kipling - famoso scrittore e poeta britannico
Con questa lettera, datata 1910, Rudyard Kipling cercò di insegnare al figlio a distinguere fra il bene e il male.

28 ottobre 2010

L'arte dell'arciere per scagliare le tue frecce, colpire nel segno e raggiungere i tuoi obiettivi



Scaglia le tue frecce per colpire nel segno e raggiungere i tuoi obiettivi
Se avrai un obiettivo, allora potrai cercare di raggiungerelo. Ma senza un obiettivo, allora sarai come un cane che brancola nel buio in cerca di cibo.

22 ottobre 2010

Consigli per blogger per scrivere meglio e aumentare il numero di lettori ingerendo "pillole di blogging"

Piccole pillole di buon blogging: consigli per blogger per scrivere meglio ed aumentare il numero di lettori


Non perderti nel solito bla-bla bla pseudo serioso: nessuno ti ascolterà!

19 ottobre 2010

Siate il primo pinguino - sperimentare per scoprire

Randy Pausch durante una delle sue lezioni universitarie
L'esperienza è quello che vi rimane quando non avete ottenuto ciò che speravate. E' un'espressione che ho imparato durante il mio anno sabbatico alla Electronic Arts, il produttore di videogiochi. Mi è rimasta dentro e l'ho ripetuta di continuo ai mie studenti.

16 ottobre 2010

L'avventura della Vita



La vita è un'avventura spericolata

Eh, se si trovasse sempre il senso delle nostre giornate, non sarebbe forse tutto più facile?

Tutto più semplice da superare, tutto più digeribile a dispetto dei nostri stomaci abituati a digerire ogni genere di chiodi e ferraglie rugginose - oggettivamente indigeribili!

Trovare il senso della propria vita, delle proprie giornate, delle proprie settimane, delle proprie fatiche, non è una cosa opzionale (per meri filosofi con la pipa o per pazzi scatebati da legare ed imbavagliare all'angolo di una stanza chiusa con una sola piccola finestra che guarda fuori) ma bensì, è una vera e propria necessità, un passaggio obbligatorio imprescindibile!

14 ottobre 2010

Come il canape usato alla mossa del Palio di Siena

Canape della mossa del Palio di Siena
 
Collaborare è tendere fili assieme: passare da un'idea ad un'altra, dare la parola ad uno e poi successivamente ad un altro. Ascoltarsi, capirsi, scavarsi, trovare una traccia comune.

7 ottobre 2010

La sfida di prendere spunto per trovare l'ispirazione ed imparare a realizzare

Artigiano che intaglia il legno: un vero artista al lavoro

Bisogna imparare a fare tutto. Imparare e reimparare a fare un sacco di cose. Ogni giorno, reimpastare, riiniziare da capo.

E ci sono due modi per imparare a fare le cose:
  1. imparare a fare le cose bene - imparare subito la via buona!
  2. imparare, vedere e scoprire come possono essere fatte le cose in un pessimo modo - più vedo come può malamente essere fatto, e più so come si deve fare!
Se impari a fare le cose bene, perfetto, sei  posto: continua su quella strada ed andrai lontano!

5 ottobre 2010

Liberi di fallire, liberi di avere successo

Essere liberi!

Lasciarsi fallimenti e successi alle spalle - tanto ormai non esistono più! - guardare avanti, riattivarsi: essere liberi ogni giorno, in ogni situazione!

Sembra scontato, ma non è così: se infatti lasciarsi alle spalle fallimenti e successi può essere per alcuni relativamente semplice, spesso sono i frutti dei successi o dei fallimenti che si propagano nei giorni avvenire che, ripropenendo un'idea di noi stessi a noi stessi di successo o di fallimento, non ci vogliono mollare.

1 ottobre 2010

Prendi in prestito un consiglio ma guarda bene quanto vale

Scimmia saggia pensante

Il millepiedi decise di domandare al saggio della foresta, una scimmia, quale fosse il rimedio migliore per il suo dolore alle gambe.

"Si tratta di reumatismi", disse la scimmia, "Hai troppe gambe. Bisognerebbe che tu fossi come me: con due gambe sole, raramente vengono i reumatismi".

"E come faccio per avere solo due gambe?"

"Non mi scocciare con questi dettagli", rispose la scimmia. "Un saggio dà solo il consiglio migliore. Il problema risolvilo tu".


Dalla newsletter Il Guerriero della Luce n. 234 di Paulo Coelho

29 settembre 2010

Un buon gruppo di lavoro è come un insieme di Drink alcolici

Un buon gruppo di lavoro espone sempre i suoi bei colori e contiene in se stesso ingredienti alcolici forti e decisi


Un buon gruppo di lavoro è come un insieme di drink alcolici colorati e frizzanti!

Un insieme di ingredienti "atti a stare insieme" che collaborando e mescolandosi insieme, creano un mix fantastico di dinamicità, allegria, coesistenza, professionalità ed efficienza al servizio dei propri clienti. Ed il tutto servito con quel pizzico di semplicità, eleganza e qualità che fanno effettivamente la differenza presso chi usufruisce dei servizi esposti.

25 settembre 2010

Guarda la realtà delle cose e non le cose (immerse) nella loro realtà

Guarda la realtà delle cose: non si vede bene con gli occhiali a forchetta!
Quando le cose vanno bene, sono tutti lì, pronti ad esserti amico. Se hai "potere" poi, sono ancora lì, fedeli che sorridono quando sorridi e che piangono quando tu piangi. Quando offendi qualcuno lo offendono con te e quando parli bene di qualcun altro, tu ne elogi tutti i pregi dimostrando di conoscerli a memoria.

23 settembre 2010

Aprire un blog è come gestire una bancarella del mercato

Bancarella che espone tappeti e vestiti colorati
Aprire un piccolo blog è come aprire un piccola bancarella : spesso e volentieri, otteniamo pochi visitatori e talvolta anche poco interessati a ciò che esponiamo/mostriamo/vendiamo nella bancarella. Sono pressochè i nostri amici che vengono  trovarci e non lo fanno in realtà per l'interesse che hanno verso ciò che esponiamo/vendiamo, quanto in virtù della nostra amicizia. Cosa bella ma...

21 settembre 2010

Ogni tanto prenditi un pausa rilassante

Tazza di tè caldo fumante in attesa di essere sorseggiato lentamente, sfogliando il giornale del giorno
 
Rilassati, buttati sul divano e non pensare a niente. Leggiti quel bel libro che hai messo sul comodino già da un po' di giorni, "svuota la mente da ogni pensiero", scaccia via tutti i pensieri negativi e rilassati completamente.

20 settembre 2010

Rimettere a posto le proprie ossa rotte

Francesco d'Assis, triste cavaliere di ritorno nella sua città dopo le proprie sconfitte di guerra
Quante volte siamo partiti da casa baldanzosi e contenti, pieni di entusiasmo e con una carrettata di sogni, e ce ne siamo tornati mestamente a casa, sconfitti ed avviliti dalle nostre disfatte personali?

15 settembre 2010

Artisti di strada, pittori del Cielo sotto il cielo

Un madonnaro che dipinge la Madonna - Foto tratta da http://www.albertoforlenza.it/ che mostra il madonnaro Alberto Forlenza mentre ritrae la Madonna con Gesù in braccio
Ogni volta che capita d'incontrare un Madonnaro per la strada, mi stupisco sempre della loro invidiabile bravura.

Alcuni - ma molto più probbilmente quasi tutti - sono dei veri e propri mestri d'arte, anche se senza uno studio costituito da mura. Molti sono dei veri artisti ma sono come corde di una chitarra senza cassa di risonanza ed i loro nomi non sono scritti su molti album discografici o su libri e riviste. Le loro facce non sono note e non ne ho mai vista una venire alla ribalta dei mass media al contrario delle tante altre di molti artisti famosi che sempre passano davanti ai nostri occhi.

12 settembre 2010

Piccoli errori comuni: i tre ostacoli

 
Un giorno un Maestro accolse tre candidati che volevano diventare suoi discepoli. Al primo incontro il Maestro iniziò a comportarsi in modo eccentrico a tavola, facendo discorsi assurdi e avendo atteggiamenti strani.

2 settembre 2010

La storia del Gabbiano e del Topo



Il gabbiano volava sopra una spiaggia nel Mar Nero quando vide un topo. Scese giù dal cielo e domandò al roditore:

- Dove sono le tue ali?

31 agosto 2010

Adesso tocca a te! Tutto il resto vien da sè...

Pennarelli da lavagna - Foto tratta da FotoImmaginiGratis.com

Ero giunto in quel villaggio non da troppo tempo, ma già mi trovavo bene. A volte mi sentivo a casa più lì, che nella mia terra. Ed un po' mi rattristava anche questo fatto, ma non ci pensavo troppo: o meglio, tentavo, di non pensarci.

Mi trattenevo sempre a lezione volentieri, era un bel sentire perchè quel maestro custodiva prima dentro di se le parole che diceva e le concedeva ai suoi allievi volentieri, ma solo a tempo debito perchè sapeva farle lievitare bene, perchè fossero sgranocchianti e saporite, per nutrire i suoi giovani allievi.

26 agosto 2010

Madre Teresa, così vicina a Dio da sentirsi lontana da Dio





Oggi si compiono 100 anni dalla nascita di Madre Teresa. Una donna incredibile, così semplice che disarma qualsiasi forma di dissenzo e contrapposizione nella sua opera d'Amore dettata da Dio. In lei, nel suo operato, è impossibile non riconoscere qualcosa di straordinario. E questo non soltanto per i numeri delle sue "sorelle" che assieme a lei aiutano ogni giorno un sacco di poveri ma bensì, per la carità infinita che il suo cuore e le sue opere hanno portato sulla terra, la stessa terra che tutti i giorni calpestiamo anche noi, senza alcuna minima differenza da lei, la terra di tutti gli uomini. Terra di tutti gli uomini, affidata a tutti gli uomini, ma di cui non tutti gli uomini si prendono cura allo stesso modo: la maggior parte di noi non "ama" la terra, bensì la sfrutta, il che è decisamente diverso.

25 agosto 2010

E' ora che conta - L'Estremo sforzo della Vita





Avevo un allenatore a calcio che, dopo la 40esima ripetuta dell'esercizio, s'incavolava ancora di più per spronarci a fare bene l'esercizio ed uralava sempre "è ora che conta!".

"Tutto quello che avete fatto fin'ora non è servito a niente se ora non v'impegnate in questo esercizio!"

Ed in effetti aveva decisamente ragione. Allenante è tutto ciò che ti fa arrivare fino al limite massimo, estremo, rispetto alla tua resistenza, e ti fa scavalcare quel limite del tuo fisico, della tua mente e ti fa avanzare: praticamente è allenante tutto ciò che ti fa alzare la tua "asticella di resistenza".

Non solo allenamento fisico dunque, ma anche e soprattutto allenamento mentale. Anche nel gioco del calcio è così, ma più in generale è nella vita che funziona così: tutto parte dalla testa, e dal cuore.

E' la testa che fa azionare i muscoli, che dà slancio all'esercizio, che rifornisce di energie il corpo quando non ce ne sarebbero più da spendere. E quando anche la testa è stanca, stremata, ecco che sopraggiunge il "cuore", ovvero il carattere. Il carattere di resistere. Ma non resistere pesantemente, bensì, il "resistere del riacquistare forza ed energie". Del sapere che c'è ancora qualcosa, che bisogna andare avanti, per quanto possa essere dura. Ancora uno scatto, ancora un recupero, dare più di quel che si sente che è possibile dare. E allora ci si ricarica, incredibilmente.

Vince chi resiste di più, con forza e determinazione, anche nel calcio, probabilmente anche nella vita. Chi riesce a reggere più botte, più calci, più spintonate. Chi guarda in faccia l'avversario e non si lascia intimorire, chi trova aiuto nell'aiuto dei compagni di squadra, chi sa dare il proprio aiuto ad un compagno nel momento del bisogno. Chi riesce ad ottenere più energie di quelle che ritiene di avere in canna spendendole per tutta la squadra, chi resiste, resiste fiero con tutto lo sforzo di se stesso, fino all'ultimo istante, fin quandonon arriva il fischio di fine partita.

Non si può mollare prima, nè cedere di un passo. Resistere, resistere, resistere. E trasformare la resistenza, l'estremo sforzo del proprio essere, in una vicenda sublime, per quanto bassa possa essere, quasi sublimando uno sforzo umano in qualcosa che supera lo sforzo stesso, vincendo lo sforzo, recuperando lo svantaggio, alzando il limite della propria asticella, portandolo più in là, alzandolo, e così facendo rigenerandosi di nuove energie. Per continuare.

Perchè è ora che conta.

23 agosto 2010

Ampliare gli orizzonti e prendere aria

La valle sotto Assisi vista da una finestra di un palazzo (foto panoramica)
Quando nella vita non si respira, è solo perchè si è preso poca aria buona, solo perchè si continua a non ossigenare le proprie cellule, mente e cuore, oppure a non ossigenarle bene, nella maniera corretta.

Ma è soprattutto il cuore che va ossigenato: infatti è lui che pompa e manda in circolo il sangue pieno di ossigeno in tutto il corpo. Il corpo vive proprio grazie al lavoro del cuore e quando questo funziona male - è poco ossigenato o inizia a sbuffare - allora tutto il corpo va in affanno, perde la lucidità, non ha più energie per affrontare il domani, si affatica per un niente - bastano tre scalini ("difficoltà") di seguito e subito non ce la fa! - non riesce a recuperare nei tempi stabiliti e ci rende impossibile camminare. Occorre fermarsi, riposarsi.

La mancanza di ossigeno buono è spesso dovuto ad una mancanza di ampi orizzonti, di una vista dentro di noi che ci permetta di vedere al di là di quello che si vede fisicamente perchè c'è sempre qualcosa "di più grande" che ci aspetta davanti a noi, non necessariamente di eclatante, ma c'è sempre qualcosa che, seppur non faccia rumore, farà esplodere bombe d'energia positiva nelle nostre giornate!

Prendere aria e respirare, ossigenare i polmoni, risotrarsi, guardarsi. E poi guardare oltre, ampliare gli orizzonti anche di noi stessi, delle stesse possibilità che noi stessi possiamo dare a noi stessi entrando in quell'infinitezza dell'orizzonte che sembra irraggiungibile, ma che irraggiungibile non è - come una Gioia Infinita che sembra impossibile da trovare, ma che, pur infinita, è tutta racchiusa in un cuore che ama!

C'è molto di più di quel che si vede. Molto di più di quel che si vede noi, di quel che si sente noi. C'è ancora un orizzonte da raggiungere, una strada da percorre, amici da incontrare, gioie da vivere e speranze da realizzare. C'è da aprire bene la finestra, spalancarla alle novità della Vita... e farla entrare! Fare entrare la Vita, perchè solo la Vita è vero ossigeno puro per il nostro sangue!

Ampliare gli orizzonti vuol dire "essere pronti ad ampliare gli orizzonti". Starsene pronti e non addormentati trovando nuove energie per raggiungere non miraggi o illusioni ma la Pace del Cuore, un cuore ben ossigeno, calmo e tranquillo. Starsene pronti vuol dire avere il coraggio di affrontare le fatiche del viaggio, le solitudini, le irrequietezze proprie e dei propri compagni di viaggio, vuol dire superare ogni difficoltà per raggiungere quel che, anche se da lontano, si è già visto realizzabile, per raggiungere quel che abbiamo già visto e toccato anche se ancora, ancora, siamo ancora lontani da tutto ciò.

17 agosto 2010

Migliora il tuo blog come fosse una pizzeria!



Ieri sera sono entrato in una pizzeria per prendere una pizza da asporto. La pizzeria era un po' in periferia, isolata e non era molto accattivante a vederla dalla strada. Ma era l'unico posto dove effettivamente si poteva acquistare qualcosa da mangiare - trovandomi a piedi, senza auto - e dunque sono entrato, anche se titubante, perché alla fine preferisco sempre fare esercizi di stomaco che esercizi glutei.

L'interno del locale non era anch'esso troppo invitante ma c'erano diversi tavoli e un po' di gente era seduta e mangiava nella saletta dietro. Nonostante tutto però, c'erano probabilmente una decina di persone sedute contemporaneamente che quella sera, avevano scelto di mangiare in quel luogo anzichè andare altrove.

Ora, voi direte, cosa me ne frega a me di questa storiella?

Niente, sicuramente niente ma era per dire che, in quel frangente, mi è venuto in mente che "beh, però almeno 10 persone sostano contemporaneamente nella pizzeria", che poi è lo stesso di dire "10 persone stanno ostando contemporaneamente nel mio blog/sito web". Vuol dire che queste 10 persone, hanno trovato qualcosa che le ha fatte fermare. Mica facile far sostare 10 persone contemporaneamente sulle pagine del proprio blog: voi ci risucite?

Mi è dunque venuto in mente, cosa banalissima, che ci sono dei "canoni" buoni da seguire sia per le pizzerie, sia per i blog. Gestire un sito web o gestire una pizzeria, non cambia poi molto. Cambiano solo i mezzi con cui fai le cose, cambia il fatto che una pizzeria ha dei locali fisici mentre il blog è solo fatto da pixel digitali ma, per il resto, la filosofia che può portare al successo una pizzeria, è esattamente la stessa che può portare al successo un blog.

In poche parole, se sai portare al successo una pizzeria, potrai portare al successo un blog, e viceversa!  :)

Questa è la teoria che mi è balenata in testa mentre mi stavo bevendo una birretta piccola (e specifico piccola nonostante queste elucubrazioni mentali) e stavo aspettando che mi portassero la pizza da asporto per andarmela a gustare sul divano di casa.

Quello che intendo dire è che...

  • se fuori dalla pizzeria crei un bell'ingresso con delle buone luci ad hoc, è più facile che il locale abbia sulle persone che passano un impatto positivo e siano invogliate ad entrare / allo stesso modo se la pagina di atterraggio del tuo blog, è accattivante, gli utenti sosteranno più facilmente sui tuoi contenuti;
  • se all'interno della pizzeria curi l'arredamento e pulisci bene i locali, probabilmente il "sostare" dei tuoi clienti sarà molto più gradevole / sta attento anche ai dettagli delle tue pagine e cerca di mettere gli utenti che ti leggono nelle migliori condizioni possibili affinchè siano soddisfatti di venirti a trovare sul blog;
  • se è tutto bello - ingresso luminoso, locale ben arredato, aria profumata - ma la pizza fa schifo - io sono venuto qui per una pizza! - allora ricomincia da capo, ricomincia dall'assumere un buon cuoco o nessuno verrà a mangiare da te / allo stesso modo, se varai una grafica sfavillanti, bei colori d'impatto ma contenuti scarsissimi, beh, alla fine l'utente non ci fa niente con i colori che esponi;
  • al contrario, se la tua pizza è buonissima, ma l'ingresso è sporco, quante persone entreranno dentro il locale e scopriranno che hai assunto il miglior pizzaiolo della piazza? Probabilmente nessuno, o pochissimi / se hai dei buoni contenuti, ma non li esponi bene, purtroppo essi avranno meno risalto di quanto meriterebbero... e magari qualche utente, vedendo uno scarso impatto visivo del tuo sito, scapperà via come un lupo credendo che quei bei contenuti li hai copiati da qualcun altro!
  • se, nonostante il bell'ambiente e le buone pizze, i camerieri che hai assunto o tu stesso (padrone e signore assoluto della pizzeria) sarai sgarbato e screanzato e tratterai male i tuoi clienti, quanti torneranno da te? / se hai una bella grafica nel sito e dei bei contenuti, ma quando rispondi ai commenti dei tuoi lettori sei acido e scontroso, oppure indifferente a quel che loro ti stanno dicendo, beh, chi tornerà a dirti quel che pensano? Per quale motivo dovrebbero tornare a farti visita?
  • se, nonostante la buona pizza, l'ambiente gradevole e la buona pizza, il conto da pagare sarà troppo alto, beh, probabilmente nessuno vorrà più pagare tantissimo quel che può trovare a meno, in altri posti / non chiedere più soldi o compensi di quelli che effettivamente ti spettano per il tuo lavoro e impegno, perchè nessuno ha voglia di pagare senza avere niente in cambio che valga quantomeno quanto gli è stato chiesto di dare!
  • senza considerare poi la pubblicità perchè, più farai conoscere la tua pizzeria più gente passerà a mangiare da te e più contatti avrai, maggiori saranno le possibilità che qualcuno consigli a qualcun altro proprio la tua pizzeria, e non altre / un blog non pubblicizzato adeguatamente sarà meno facilmente rintracciabile in rete e dunque meno visitato; inoltre, meno contatti avrai in rete e meno persone lo "consiglieranno" o faranno consocere ad altri!

Le azioni dunque da fare per migliorare la pizzeria o il blog sono simili:
  • installare nuovi arredamenti, carini da vedere e funzionali / installare nuove widget che possano valorizzare le visite degli utenti e la loro navigazione affinchè trovino facilmente i contenuti che volevano;
  • fare un bel discorso ai propri camerieri per aumentarne la gentilezza e la cortesia nei confronti del cliente (ed eventualmente pagare loro un bel corso apposito!) / aumentare l'attenzione nei confronti di chi lascia commenti e gentilmente lascia un proprio pensiero sul tuo blog;
  • pulire ed illuminare l'ingresso del locale per invitare la gente ad entrare / migliorare l'aspetto grafico e l'impatto visivo per renderlo caldo e accogliente;
  • cercare un pizzaiolo più bravo da assumere / trovare qualcuno che scriva bene articoli per te, oppure migliorare la stesura dei tuoi articoli tu stesso!

Nonostante l'ingresso alla pizzeria non fosse ben segnalato e che i locali interni non mi abbiano affato ben colpito, saranno passati al massimo 5-7 minuti da quando ho ordinato la pizza a quando me l'hanno messa fra le mani. Inoltre ho speso pochissimo ed una volta arrivato a casa, considerata anche la fame, l'ho divorata avidamente perchè era davvero gustosa!
Dunque, probabilmente, presto tornerò da loro a prendere una pizza per cena!

Perchè, nonostante tutto, sono rimasto soddisfatto avendo trovato, in un modo o in un altro, ciò di cui avevo bisogno quella sera: una buona pizza da asporto, vicino a casa e senza spendere tanto!

E probabilmente è così anche per un blog/sito: nonostante tutto, quando un sito ti fa trovare ciò di cui avevi bisogno in quel momento, beh, allora la tua impressione su quel blog probabilmente sarà positiva... e prima o poi ci tornerai!

Vabbè, la prossima volta prometto che non mi metterò a pensare troppo mentre aspetterò la mia pizza bevendomi una buona birretta :) ... buona pizza a tutti!

12 agosto 2010

Svantaggi e difficoltà di cambiare lavoro frequentemente


Sebbene ritengo che via siano diversi vantaggi nel cambiare spesso lavoro, credo che ci siano anche diversi svantaggi e difficoltà da affrontare.

Qualche piccola idea sul lavoro e sul fatto di cambiare spesso sede/colleghi/lavoro:

  • non consente di mettere mai radici in nessun luogo - e non potrai un giorno arrivare a mettere i piedi sulla scrivania e fumarti il sigaro mentre il tuo business sta crescendo! :) - non stai cercando forse anche tu il tuo business miracoloso? :)
  • ostacola la conoscenza più approfondita fra le persone che lavorano nello stesso luogo - si conoscono tante persone, si conosce tanta gente, si sentono tante campane e diversi punti di vista sulle questioni, ma alla fine è più difficile stringere rapporti duraturi;
  • emerge di più il bello ed il brutto che c'è in te, vieni fuori per quello che sei: alla lunga forse è più difficile crescere bene sempre nello stesso luogo e con le stesse persone e dunque forse è il percorso migliore che ci mette "alle strette" e ci costringe a crescere davvero. In pratica si azzerano le possibilità di non guardare alcune cose di noi stessi e la situazione ci forza e ci spinge a cambiarle: questo aiuta tantissimo in fatto di crescita personale umana, anche perchè "girando" di posto in posto è più facile tenere sempre alte le motivazioni che spingono costantemente a dare il meglio di se;
  • non ci si specializza mai al 1000% in qualcosa: si sa un po' di tutto, ma è possibile che non diventeremo "esperti" in niente ed in ogni mansione svolta impariamo ad usare gli strumenti utili e necessari al momento, dimenticandocene successivamente. Aumenta la flessibilità di sapersi reinventare e la capacità di ricominciare sempre da 0 a discapito però di una vera e forte esperienza in un determinato settore. Esperti si diventa col tempo, maneggiando tutti i giorni gli stessi strumenti;
  • al contrario, potresti ritrovarti a dover fare sempre le stesse identiche cose, ma in posti e progetti diversi: potrebbe diventare monotono il lavoro tecnico da esplicare e dunque meno arricchente e "riempiente", decisamente meno affascinante. Anche se potresti ottimizzare al meglio le tue conoscenze e "riutilizzarle" al massimo, potrebbe non essere il massimo del divertimento;
  • aumenta lo stress per essere sempre competitivo, utile, funzionalmente pronto: guadagnare la fiducia professionale ed umana dei colleghi con i quali si lavora quotidianamente, è una cosa molto importante perchè aiuta a lavorare beneCollaborando attivamente in ufficio, si guadagnerà più facilmente la stima dei colleghi. Ma per fare questo occorre tempo, energie, dedizione: anche se ritengo sia una delle cose basilare a cui prestare tempo quando si arriva in un nuovo ufficio o gruppo di lavoro, credo che questo "lavorio" comporti una dispendio notevolissimo di energie. E non bisogna mai scordarsi di stare attenti alle 8 regole lavorative che portano alla morte :)
  • potresti non metterti mai alla prova veramente: appena c'è una grande difficoltà o le cose non vanno bene, scappi! (che può anche essere una buona strategia di business!)

Altre idee/esperienze? Sono ben accetti suggerimenti :)

10 agosto 2010

Sposarsi significa "costruire Vita assieme"

Spiaggia e mare di mattina pronti per accogliere i bagnanti in una bella giornata di sole
Spiaggia e mare di mattina pronti per accogliere i bagnanti in una bella giornata di sole.


Sposarsi vuol dire scegliersi. Scegliersi, significa capire che insieme la vita é piú bella.

Stare insieme non vuol dire solo passare del tempo insieme: questo é un desiderio che nasce spontaneo dal desiderarsi, dal cercarsi, dal condividere lo stesso modo di pensare e di vedere le cose o dal confronto, dal divertirsi.

Stare insieme, é bello quando stando insieme si costruisce qualcosa di bello, sempre: che sia una cena, una passeggiata in citta, una scalata in montagna, una serata in diascoteca o una giornata di preghiera, un bagno al mare o una pizza con gli amici, se ne esce sempre bene, sempre reciprocamente arricchiti, sempre caricati in positivo.

É allora e solo allora che si può pensare di piantare le tende in quel luogo immaginario, invisibile ma esistente, dove ci si incontra, non solo vedendosi e sfiorandosi, ma conoscendosi profondamente, percependosi, afferrandosi in quel luogo magico dove ci si incontra sempre indipendentemente dal luogo fisico dove siamo. In ogni luogo, in ogni posto, stando assieme, ci si trova sempre di fianco, scaldati dallo stesso fuoco. Ed é solo allora che, illuminati, scaldati, addolciti, rilassati dallo stesso fuoco, facilmente, brindando assieme alla Vita, altri si aggiungono alla stessa buona cena, e si sfamano di noi e noi di loro, vicendevolmente, gradendo ed apprezzando il dono reciproco della nostra presenza.

Questo é un matrimonio: invitare altri alla nostra tavola, mangiare assieme a loro, donarsi gli uni gli altri, allargare la nostra tavola, la nostra famiglia, allargare la comunione che si é creata tra noi che ci sposiamo.

Come quando un sasso viene lanciato in mezzo all'acqua inizia a produrre cerchi che dal centro, si allargano e si spandono fino a perdersi nell'acqua, cosi é di un matrimonio bello, i cui cerchi partendo da due persone, si espandono e si allargano e crescono, includendo altre persone, altre situazioni, altri luoghi, altri mestieri, altri paesi, altre discipline.

Un matrimonio é Amore che, accolto fra due persone, cresce e si espande sfociando cosi nella costruzione di una vera e propria famiglia. Una famiglia nata e cresciuta nell'Amore, per sua stessa natura espanderá Amore.

Stare insieme bene é bello: stare insieme male é distruggente e si distrugge ogni piu piccola forma di bene ed amore che nasce e cresce nel cuore.

Sposarsi vuol dire costruire vita insieme: costruire vita insieme vuol dire ricreare, creare vita, allargare quella bellezza della vita che si é incontrata e vissuta per regalare la stessa scintilla d'amore anche agli altri, per alleggerire pesi, vivere bene, in comunione.

Sposarsi é una comunione che si espande, che porta dentro la bellezza della vita anche amici e parenti, senza misure, senza confini.

Sposarsi dovrebbe essere come una bella giornata di sole, brindisi ed amicizia, come una bella giornata di sole al mare, di quelle dove non te ne vuoi più andare via la sera dalla spiaggia e ti godi il tramonto fino all'ultimo raggio di sole, che ogni istante passato è sempre più bello del precedente, e vorresti che non finisse mai, quel tramonto, assieme a quella lunga e bella giornata!

31 luglio 2010

Crescere, confrontarsi e rinnovarsi nelle varie fasi della vita


Se non cresci da giovane, dovrai crescere da vecchio. Ma in qualche modo, sei sempre chiamato dalla Vita ad una crescita e ad un rinnovamento.

Le esperienze della vita, sono tutte abbastanza simili fra loro. Magari la mia non è simile alla tua, o la tua non è simile a quella di qualche mio amico ma, alla fine, si possono sempre trovare altre persone che hanno vissuto le stesse cose, le stesse situazioni, che hanno affrontato gli stessi problemi o che per certi periodi della vita hanno visto le cose come le vedevamo noi.

Condividere con gli altri ciò che ci accade, dentro e fuori, lo ritengo sempre un bene. Senza cadere nello stupido pettegolezzo o nel voler ostentare ciò che ci accade per cercare compatimenti o congratulazioni, a seconda dei casi, esprimere i nostri dubbi e le nostre perplessità, di qualsiasi genere siano e di qualsiasi tema trattino, ritengo sia sempre un bene.

L'imperativo dovrebbe essere "confrontarsi, confrontarsi, confrontarsi", anche perché se non si fa così, allora per forza di cose ci stiamo chiudendo. Del resto, se non ci si apre a qualcuno, come possiamo crescere e capire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato?

"Chiudersi" nei confronti degli altri non è affatto uno scherzo e non è cosa da poco perché ci si rinchiude nelle proprio io, nelle proprie ragioni, nel nostro unico punto di vista, che giusto o sbagliato è sempre il solo e unico punto di vista. "Chiudersi" porta all'arroccamento di se stessi, della propria persona, del proprio essere nella sua totalità e non permette di costruire relazioni autentiche, dinamiche, sincere, profonde, che poi sono tutto quello che di più bello si può costruire nella vita.

A costruire un palazzo di mattoni non ci vuole niente. A costruire un ponte, una casa, un albergo... davvero è così difficile? Basta avere i fondi disponibili e trovare una buona impresa di costruzioni. Ma anche i palazzi a volte crollano.

Costruire rapporti autentici è molto faticoso ed anche più difficile di costruire un palazzo di mattoni. E anch'essi purtroppo a volte possono essere buttati giù da terremoti e tragedie.

Ma i rapporti autentici, quelli veri, hanno un sapore bello e tutto particolare. Non sempre sono dolci come il miele, anzi, proprio perché cercano la verità, possono essere talvolta battaglieri e difficili da digerire. Ma sono un preludio della Vita Eterna che, per chi sta attento a guardarsi bene attorno, inizia qui, dove si posano i piedi, tutti i giorni.

Se riuscirai a costruire di rapporti autentici con i tuoi amici, essi, proprio quando ne avrai bisogno, ti accoglieranno come il caldo di una casa quando fuori imperversa la tempesta. Ti faranno sedere davanti al loro focolare, e ti copriranno con una coperta calda riscaldandoti, togliendoti il freddo che ti si è attaccato da fuori. Toglieranno la polvere che ti stai portando addosso e rideranno con te delle tue sventure,  e delle loro sventure, brinderanno con te con un bicchiere di vino per le cose belle successe. 

E sarà ancora una gran bella festa, un incontro vero, un brindisi alla Vita!

30 luglio 2010

Prendere esempio da qualcuno è come trovare una Luce che illumina la strada

Una lampione che illumina la strada e rischiara il cielo
Ci vuole sempre qualcuno da cui prendere esempio. In ogni cosa, in ogni situazione, in ogni contesto in cui ci muoviamo.

Ma non solo per "imparare a fare cose" come può essere un mestiere, uno sport, una passione come la pittura o altro, ma bensì e soprattutto per quanto riguarda le cose più semplici e banali della vita. Perché di maestri professionali bravi, anche se non sono in tutti gli angoli delle strade, se ne trovano ancora.

Quel che manca davvero, sono "maestri umani" cioè maestri di umanità, la sana umanità, quella bella, quella che ravviva gli occhi ed il cuore, quella che t'investe come un'onda spumeggiante al mare e ti fa sussultare e saltare, che ti fa ridere e anche se ti mette quei brividi di freddo, crea una sensazione piacevole e spontanea che ti accompagna per tutta la giornata.

A volte sappiamo fare cose complicatissime, siamo specializzati e specialissimi in alcuni settori ma ci perdiamo nelle cose più "stupide" ma più grandi della vita, cose che in realtà ci riempirebbero il cuore in maniera molto più grande e più profonda di tutte le cose di cui invece ci occupiamo affannosamente, tutti i giorni.

Ci vogliono maestri di abbracci e sincerità. Maestri di Gioia Vera, di Spontaneità e Leggerezza, la leggerezza del sentirsi amati e dell'amare. Che diventa tutto una bella musica, anche le difficoltà, anche i giorni duri, quelli grigi, quelli scuri che proprio non ce la fai più e non sai come alzare la testa.

Maestri di abbracci che uniscano il bello al produttivo, il piacevole all'efficacia della consistenza, la semplicità alla grandezza dei contenuti. Che rendano semplici le cose che vengono sbandierate come complesse e superabili quelle che sembrano insormontabili, maestri smontatori di problemi, aiutanti nei giorni dell'attesa o della fatica. 

E si rasserena l'aria, sembra tutto tranquillo, come in una serata d'estate quando un lampione illumina il viale e l'aria è fresca, il Cielo terso... e sei nella Pace!

27 luglio 2010

Tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare, anzi l'Oceano


Tra il dire ed il fare c'è di mezzo tutto un mondo da attraversare, un mondo non semplice ma fatto di pericoli, situazioni da evitare - se possibile! - situazioni da affrontare per forza, bufere, tempeste, onde alte e maree; animali marini, mostri marini che nemmeno si credevano esistenti, vento forte oppure assente - che alla fine essere senza Vento è un danno grosso come avere un Vento troppo forte indomabile che spinge! - imprevisti e problemi mai immaginati!

Tra l'avere un'idea e realizzarla, c'è tutto un mondo. Tra il realizzare l'idea e l'ottenere dalla sua realizzazione "quel che si sperava", c'è tutto un altro mondo. C'è un mare, anzi un oceano, fra la teoria ben immaginata e scritta sapientemente su carta e la vita vissuta e realizzata. Tanto più la differenza fra la vita sognata - e addirittura mai sperata - si assottiglia finendo col combaciare con la realtà stessa della nostra esistenza, tanto più saremo felici e realizzati, in tutto quel che possiamo fare, di giorno come di notte. Tanto più diminuisce questo "gap", tanto più aumenta la nostra soddisfazione.

Tra il capire un concetto ed il saperlo mettere in pratica c'è un altro oceano e non sempre è il Pacifico :) anzi, molto spesso è un oceano mosso e agitato. Tra il dire "voglio dimagrire" ed il farlo ci sono molti km da correre e molti giorni da vivere mangiando meno le cose che il nostro appetito vorrebbe. Tra il dire "ti amo" e l'Amare, altro che oceani, non so se basta qualche pianeta per colmare un divario incolmabile. Facile, facile dire "ti amo" o "ti voglio bene"... poi c'è tutto un mondo da affrontare. E a volte le onde sono alte... ti guardano in faccia, con quello che sei, e a volte, a volte, ti buttano giù, implacabili. E magari bevi anche un po' d'acqua salata.

Quanti pianti, quanti pianti prima di capire che in un certo qual modo, si può pure starsene tranquilli nell'affrontare l'oceano, che tanto prima o poi si muore e se effettivamente si buttassero giù tutte le mille difese che ci arroccano, sarebbe più facile e più lineare far combaciare il desiderato ed il sognato, lo scritto su carta, ed il vissuto quotidiano. 

Che in fondo lo scritto su carta è ben poca cosa rispetto al vissuto, e serve solo per correggere ed indirizzare il vissuto. Che quel che conta è la Vita, il resto è carta straccia da buttare, serve al momento, ma poi si butta via. E non resta.

26 luglio 2010

Discorso senza senso che a volte ha un senso, se ne trovi il senso di un discorso senza senso, perché allora acquista senso, un grande senso


Beh forse non occorre impegnarsi più di tanto per riuscire a fare un discorso senza senso, probabilmente è più facile del previsto.

Ed è anche divertente a volte, per scherzo, per gioco, fare discorsi senza senso in questo mondo serio, moderno, produttivo ed inflessibile! Il mondo fatto di uomini duri che non devono chiedere mai e di donne che "se la tirano un po" prima di concedersi ad uomini che cercano in realtà solo tenerezza - anche se non possono farsi scoprire!

In questo mondo tutto è serio, serio ma poco serio in realtà. Insomma tutto è serioso più che serio, "serio" vorrebbe dire onesto e dunque buono, "serioso" invece vuol dire imbronciato, ammusonito, triste fondamentalmente, intrigato, insonnolito.

Per questo è divertente fare discorsi sciocchi in un mondo di sapienti, discorsi stupidi - che almeno ridi! - in un mondo che non sa più ridere, ma ridere delle cose belle per davvero, buffe per davvero, non ridere delle nostre disgrazie, perché le disgrazie sono disgrazie e le tristezze sono tristezze, e ciò che è proprio divertente, ti fa sempre ridere, ma sempre ridere.

Intristirsi delle stupide seriosità, e rallegrarsi delle stupide stupidezze che uno sciocco stupidello può dire e controdire per ridere in una serata qualunque ed andarsene a letto soddisfatto, delle proprie scelleratezze senza senso, che hanno un senso a parte per i seriosi non ridenti che governano il mondo, intendendo tutti i piccoli o grandi mondi del mondo.

Quelli non ridono mai, non li smuovi in nessun modo. Inamovibili, ma fossero inamovibili ne bene. Bensì sono inamovibili nella loro seria seriosità e non inamovibili nella leggiadria di una scintilla d'Amore, che fa ridere e contro ridere, cantare e contro cantare alla Vita, ch'essa stessa, a saperlo, canta e controcanta a noi, senza senso, arrivando ad un senso straprofondissimo, usando termini impensabili, arrivando a note inascoltabili, senza senso talmente sono bellissime e senza suono, che tutto acquista un senso, magico e bellissimo, senza fine.

21 luglio 2010

Il bello di non essere perfetto


Un portatore d'acqua indiano aveva due grandi secchi legati alle estremità di un bastone che portava sopra le spalle. Uno dei due secchi aveva molti buchi, invece l'altro era perfetto e conservava tutta l'acqua che conteneva. Al termine di ogni viaggio a piedi dalla fontana fino alla casa del suo padrone, un secchio era sempre pieno, ma il secchio rotto era pieno solo per la metà.

Questo fatto durava da diverso tempo e il secchio perfetto era orgoglioso del suo lavoro perché si sentiva all'altezza del suo compito. Il povero secchio rotto, invece, aveva vergogna della sua imperfezione e si sentiva un miserabile perché poteva fare solo la metà del lavoro che gli era richiesto.

Dopo qualche tempo il secchio bucato parlò al portatore d'acqua dicendogli: "Ho vergogna e voglio scusarmi con te perché a causa dei miei buchi riesco a portare la metà di acqua e tu guadagni la metà del valore che dovresti ricevere." Il portatore d'acqua gli rispose compassionevolmente: "Quando ritorniamo a casa, prova a guardare ai bordi della strada..."

Così fece e con somma meraviglia vide che lungo la strada crescevano moltissimi fiori bellissimi, ma nonostante questo continuava a sentirsi ancora in colpa per ciò che era: un secchio bucato, buono a metà.

Il portatore d'acqua allora continuò: "Ti sei accorto che i fiori crescono solo dalla parte della strada che tu ogni giorno irrori con l'acqua che perdi? Sempre io ho saputo dei tuoi buchi e ho cercato di comprendere e di capire quale potesse essere l'aspetto positivo di questo fatto. Allora ho pensato di seminare sementi di fiori lungo tutto il bordo della strada, dalla tua parte, e tutti i giorni questi venivano innaffiati da te e così ho potuto raccogliere ogni giorno questi bei fiori per decorare l'altare del mio Maestro. Se tu non avessi avuto questo "difetto", se tu non fossi stato esattamente come sei, con tutti i tuoi buchi, non sarebbe stato possibile creare questa bellezza. 

"Ognuno di noi ha i propri buchi, i propri difetti. Tutti siamo come il secchio rotto, però dobbiamo sapere che nell'economia del nostro Creatore, nulla é difettato, ma tutto é perfettamente creato per un proprio fine, che é sempre buono"



20 luglio 2010

Costruire mattone dopo mattone, giorno dopo giorno

Costruire mattone dopo mattone giorno dopo giorno
Per costruire qualsiasi cosa, ci vuole un'estrema pazienza. Si dice infatti che la fretta sia cattiva consigliera.

Giorno dopo giorno, mattone dopo mattone, si può costruire qualcosa di duraturo, anche se, in realtà, un improvviso terremoto può sempre buttare giù tutto costringendoci a ricominciare da capo, con quotidiana pazienza, ingegno, fatica e sudore.

Ogni giorno s'impara qualcosa, ogni giorno si può affinare la tecnica in ogni cosa che facciamo. Ogni giorno si possono scoprire trucchi nuovi, imparare strategia innovative e diverse, osservare chi è più bravo di noi e carpirne i suoi segreti, per riutilizzarli a nostro vantaggio: non si finisce mai di imparare.

Anche Roma non fu fatta in un sol giorno. E nemmeno fu distrutta in un sol giorno visto che le sue rovina sono arrivate fino ai nostri giorni.

Eppure non sempre si capisce che per costruire qualcosa, non basta lo sforzo estremo di un momento o di un'ora: molto meglio uno sforzo un po' minore ma iterato nel tempo.

Per dimagrire, meglio farlo con calma per evitare che, finita la carica interiore ed il desiderio forte di perdere peso, non ingrassiamo nuovamente come prima o addirittura peggio di prima!

Occorrono sempre grandi motivazioni alla base per avviare e portare avanti con successo qualsiasi cosa, a partire dai piccoli obiettivi che possiamo metterci anno dopo anno. Sono le forti motivazioni che fanno avviare il motore e che non lo fanno bloccare. Sapendo però che non sempre tutto è facile e va liscio, che ci sono sempre un sacco di nodi da sciogliere e che le situazioni sono, normalmente, complesse ed articolate, piene di sfaccettature da considerare, che ci possono essere - ed anzi ci saranno sicuramente - tempi difficili che, in realtà possono anche diventare principio di tempi migliori. Raggiungere un obiettivo, costruire qualcosa, non viene mai da solo ma è sempre il risultato di un adeguato processo strategico: segui tutti i buoni passi ed il risultato sarà quasi assicurato! Al contrario, se compi i passi sbagliati e come conseguenza non riuscirai a raggiungere nessun obiettivo.

Occorre sempre una strategia, sia quando le cose vanno bene, sia quando le cose sembrano andare meno bene. E poi ci vuole pazienza, che è come il cemento: interponendosi fra mattone e mattone, li tiene insieme e permette di costruire un muro, una parete, una casa, un castello. La pazienza è il collante senza il quale ogni avvenimento della vita difficilmente si attacca a ai pezzi prima ed alle situazioni dopo.

13 luglio 2010

Non si vede bene se non con il cuore

Testiera e schermo di un computer visto da dietro la plastica di una bottiglietta d'acqua
Non si vede sempre tutto bene, sempre tutto alla prima impressione. Talvolta abbiamo come un fondo di bottiglia davanti alla realtà e, senza volerlo, vediamo solo quel che vogliamo vedere. Eppure crediamo pure di vedere bene, limpidamente, senza offuscamenti, senza nessunissimo problema. Invece siamo letteralmente ciechi.

Ciechi verso le esigenze degli altri, cechi verso le esigenze che il nostro stesso cuore ci richiama ad ascoltare. Ciechi e sordi, e andiamo a dritto.

In realtà è una cosa che accade quotidianamente a tutti, ma nessuno ci fa caso: passiamo per la strada e se vediamo un poveraccio che fa l'elemosina, giriamo il volto dall'altra parte e diciamo "che vada a lavorare!". Si legge delle guerre sui giornali - visto che siamo fortunati ed in questo periodo sono relativamente lontane da noi - ma poi ognuno fa la propria vita e se ne frega di tutto. Sappiamo che tre quarti della popolazione mondiale, gente come noi, non mangia e non beve, ma noi corriamo per fare sempre più soldi ed avere belle macchine e possibilità di comprare tutto quello che vogliamo assecondando ogni più piccolo nostro desiderio, da quelli primari, a quelli super-superflui. E lo facciamo in automatico, senza che nemmeno ce ne accorgiamo, incapaci più di scorgere ancora una volta cosa sia bene e cosa sia male! Se poi ci soffermiamo un attimo, beh, subito riabbassiamo la testa e via, ancora all'inseguimento del futile, senza dubbi, perplessità ed incertezze.

Eh, se fosse semplice vedere tutte le cose bene, per quello che sono, saper scorgere da lontano il bene e battezzarlo per "bene" e vedere lampante il male, battezzarlo per "male" ed evitarlo come un cane che sfugge le bastonate di un padrone cattivo! Se fosse semplice, sarebbe tutto più semplice e saremmo tutti più felici. Ma non tutto è semplice, e per tornare a vedere bene, bisogna pulire gli occhiali, togliersi gli occhiali, ripulirsi gli occhi, lucidare gli occhi. Tornare a guardare con gli occhi del cuore: che non vuol dire altro che smettere di anteporre fra noi e la realtà tutta quella di serie di filtri - vedi bottiglia di plastica nella foto - che non ci permettono di scorgere la realtà effettivamente per quella che è.

Così sarebbe più facile capire cosa fare, a partire dalle piccole cose di tutti i giorni. Sarebbe più facile capire dove mettere i piedi, cosa dire, come comportarsi.

6 luglio 2010

Vantaggi di cambiare lavoro spesso




Quali sono i vantaggi di cambiare lavoro spesso?
  • aiuta a dare sempre il massimo professionalmente perchè occorre riacquistare la fiducia dei nuovi colleghi, farsi conoscere per quel che si sa fare, aiuta a non sedersi mai e accontentarsi (di contro: un po' di stress in più che se non si sa ben gestire può essere faticoso da sopportare!);
  • aiuta a rimettersi sempre in gioco: perdi tutto o raddoppi, sia come miglioramento lavorativo, sia come stipendio;
  • è stimolante: essere "straniero" in un nuovo terreno è sempre uno stimolo naturale per imparare a muovercisi dentro e crescerci in maniera positiva; non servono altre grosse motivazioni per dare il massimo, già il doversi ambientare è un'ottima motivazione per dare tutto quel che si può dare, sia professionalmente che a livello umano;
  • si ha la possibilità di cambiare spesso tematiche lavorative, approfondire le tematiche già viste e incontrarne di nuove: è più facile acquisire nuove competenze professionali, si possono spendere quelle già acquisite in altri "cantieri" che possono giovarne e dunque trovare nelle nostre competeneze un valore aggiunto prezioso e positivo;
  • si sentono più campane professionalmente parlando e si incontrano più mondi: si capisce meglio come funzionano le cose, si possono scorgere nuove opportunità, capire meglio i fallimenti incontrati fin'ora dall'azienda, si possono carpire segreti professionali importanti;
  • si conoscono più persone, si possono interlacciare un maggior numero di rapporti con nuove persone;
  • aumenta la propria flessibilità, vengono messe costantemente alla prova le proprie capacità di sapersi reinventare e la capacità di ricominciare sempre da 0;
  • è stimolante ed aumenta il processo di apprendimento e l'attenzione messa in quello che si fa sul momento usufruendo dell'esperienza accumulata dalla esperienze professionali precedenti, reimpiegate e trasformate affinchè diventino produttive per l'esperienza professionale ed umana successiva;
  • cambiare spesso gruppo di lavoro è importante per evitare che i rapporti fra le persone possano sfociare in antipatie e difficoltà ed accresce una mentalità in cui "nessuno è indispensabile ma tutti sono importanti";
  • è come dire "se guardi sempre tutti i giorni dalla finestra, non scorgerai sempre lo stesso paesaggio?" Cambiando gruppo di lavoro potrai scoprire nuovi lati dello stesso mestiere, nuove modalità di intendere il lavoro ed il posto di lavoro, nuovi modi di fare le stesse cose ma con una filosofia aziendale diversa e magari migliore.
Altri vantaggi?

4 luglio 2010

Quel che rimane sempre con te - Qual è la giusta direzione?

 
La vita è una cosa strana e spesso non me la so spiegare. E nessuno te la spiega benchè molti ci provino, alla fine ognuno dà le proprie risposte. Ci sono giorni in cui certe risposte risuonano limpide e fiere, senza nessuna sbavature ma capita poi che, al giorno successiva, ne venga ampiamente dimostrata la non piena veridicità o almeno non la veridicità oggettiva assoluta. Che poi quella servirebbe: togliere ogni ombra di dubbio dai dubbi, decidere con chiarezza e decisione di camminare speditamente verso una certa direzione, convogliare tutte le proprie energie verso un obiettivo chiaro, forte, inamovibile.

Se si guarda lo scorrere degli anni, del tempo, cosa rimane?

Gli oggetti che hai, nella migliore delle ipotesi, sei riuscito a guadagnarteli con i tuoi sforzi. Hai cambiato diversi cellulari, automobili, magari case a seconda di quanto le tue fortune terrene ti hanno sorriso, a seconda di quante scommesse nella vita hai vinto, a seconda di quanto le tue vedute ti hanno portato business, denaro, potere.
Si cambiano mogli, mariti, compagni, avventure, amori. Quante persone che c'erano all'inizio dei tuoi anni saranno con te anche alla fine dei tuoi giorni? 

Nella variabilità generale, sembra che tutto sia passeggero, momentaneo, istantaneo e dunque fallace perchè quel che passa illude, rallegra per un momento ma solo per un momento e non per sempre. Godendo attimo per attimo di quel che si può godere, si rimane dopo anni con niente fra le mani, se nello stesso tempo non si è costruito qualcosa di vero, di autentico, di sincero come può essere un'amicizia, un amore importante, una storia bella. Dentro risuona sempre qualcosa di potente che fa cercare il per sempre, perchè anche vivendo di ogni attimo, quel che si fa è cercare sempre di sommare attimo ad attimo affinchè, senza interruzioni, si sfoci nel per sempre. E' quasi matematico, ognuno è alla ricerca del per sempre, in qualsiasi modo lo si cerchi. A volte si costruiscono regni finanziari od economici, case e ville che sembrano divenire l'emblema e l'effige del nostro "per sempre", qualcosa che rimarrà anche dopo il nostro passaggio.

Nonostante questo migrare e cambiare di tutto quanto a volte ruoti attorno alle nostre vite, qualcosa rimane sempre con noi. E' una parte viva di noi che quasi finiamo con l'ignorare, che spesso deridiamo e sbeffeggiamo ma che non muore mai perchè non può morire in quanto viva facente parte della Vita stessa. E non muore nemmeno quando il corpo non ci sta più dietro: quando ormai sfiancato come una macchina che perde pezzi perchè ha percorso troppi chilometri in vita sua il corpo non regge, l'anima rimane presente. E può essere "morta" ovvero da ravvivare, da far rinascere, da purificare, da pulire per farla risplendere, oppure Viva, Viva e pienamente immersa nella Vita.

Ecco quel che si porta sempre con noi ed ecco ciò che trapela dal nostro volto: la limpidezza dell'anima, la purezza del proprio cuore, la semplicità del nostro essere, la conoscenza e l'adesione all'amore di Dio, oppure le nostre zozzerie impastate di fango e cattiveria. Tutto il male che ci portiamo appresso appesantisce i nostri passi, non dona luce ai nostri occhi, blocca le nostre mani verso il bene, muove i nostri passi su strade vuote che non portano a niente.

Quel che rimane sempre con noi, fa muovere i passi lentamente se non sono cose buone, fa mettere le ali se hai deciso di camminare scarico, senza niente nella borsa, senza nessun appesentimento in bisaccia, senza nessuna preoccupazione, confidando sempre che la strada si aprirà davanti ai propri passi perchè la Vita stessa suggerirà cosa fare, in ogni situazione, per procedere poi con decisione a tutto gas, seguendo la giusta direzione, e non perdersi mai, anche sotto il sole cocente in una valle ancora mai visitata!

29 giugno 2010

Impara l'arte e mettila da parte, sempre e dovunque

Qualsiasi cosa si faccia, occorre sempre imparare.

Quando si è imparato qualcosa, allora la si può trasmettere e si può mostrare a qualcun altro un modo di affrontare lo stesso problema, quella situazione, quel discorso, quella cosa da fare.

Quando si è percorso una strada, allora si può dire: "un modo può essere questo" e si può raccontare la nostra storia, quel che si è fatto, perchè lo si è fatto, cosa ci ha guidato, dove siamo arrivati. E' l'insegnamento più grande, quello dell'esperienza, che non è altro che l'insegnamento del vecchio detto, sempre nuovo, "impara l'arte e mettila da parte" che domani ti potrà sempre tornare utile.

Apprendere vuol dire "fare proprio", interiorizzare una via, una strada, un percorso, un modo di fare, di muoversi, di confrontarsi. Apprendere non vuol dire capire esclusivamente con la mente: in questo modo in realtà la cosa "capita" è rimasta esterna a noi stessi, e non ci tange. Apprendere vuol dire "portare dentro", "custodire", vuol dire aver capito diventando in grado di saper riprodurre in autonomia. E la vera e propria prova che dimostra l'aver appreso si ha soltanto quando, in autonomia, ci ritroviamo capaci di saper rifare ciò che abbiamo appreso: se ci ritroviamo incapaci, significa che non avevamo appreso, non avevamo imparato, tutt'al più avevamo "capito".

25 giugno 2010

Produrre ossigeno dall'anidride carbonica


Se è vero che siamo anche un po' spugne, possiamo assorbire sostanze nutritive oppure veleni - e tutto dipende da quel che troviamo nell'ambiente circostanze - ma nonostante questo è altrettanto vero che "non ci fa male quel che c'è intorno, ma quel che emettiamo noi stessi": dunque spesso e volentieri, ci autoinquiniamo la vita!

Del resto è anche vero che, essendo appunto un po' "spugne assorbenti", per ributtare fuori succhi nutrienti, occorre essere strizzati, fino all'ultima goccia. Pensi che uno straccio quando lo strizzi, sia contento di come lo tratti? Così anche la Vita a volte fa con te per farti tirare fuori il meglio che hai dentro - anche se non ti piace essere strizzato!

Quando assorbiamo veleni, abbiamo la possibilità di scaricarli, quasi tramutarli, e attuando un processo interno di "conversione" possiamo comtribuire in piccola parte a purificare l'aria. Come le piante, possiamo produrre ossigeno - che è vita - nutrendoci soltanto dell'anidiride carbonica - che per noi uomini è morte!

Sarà la Vita stessa che è dentro di noi che attuerà il processo di fotosintesi clorofilliana. Questo processo a volte incappa in un combattimento, spesso silenzioso, invisibile ai più, ma reale. Avviene tutto all'interno: la linfa vitale che rende verdi le foglie non si vede ma è presente ed essenziale ed una bella pianta verde non è soltanto bella da vedersi, ma è anche utile, perchè rende l'aria migliore, più respirabile, più ossigenabile, più leggera, meno inquinata.

L'accoglienza profonda della linfa vitale dentro di noi, può trasformarci in piante sempreverdi che contribuiscono nel loro piccolo a rendere l'ambiente più vivibile, più umano, più vicino all'uomo. La produzione di ossigeno o di inquinamento da parte nostra, dipende solo e soltanto dall'accoglienza vera di linfa vitale o dalla non accoglienza, dalla conoscenza di ciò che è per noi linfa vitale positiva che ravviva corpo e spirito, dallo scegliere o dal non scegliere di voler far idratare ogni più piccola e profonda particella del nostro organismo.

Accogliendo veramente la Vita, si diviene per forza di cose alberi secolari e piante sempreverdi, in quanto accogliendo la Vita dentro di noi, ci si innesta nell'albero della Vita, divenendo un piccolo ramosciello della stessa grande pianta. Altrimenti al primo inverno freddo, o al primo accenno di autunno, le nostre foglie appassiranno diventando gialle e marroni e non riusciremo più a produrre ossigeno dall'anidride carbonica, come fanno le altre piante, ma moriremo pian piano solo per non aver voluto nutrirci delle giuste sostanze nutritive. Avremo scelto noi la morte, anzichè amare profondamente la vita.

16 giugno 2010

Affrontare le difficoltà della vita quotidiana

Cactus fiorito in un giardino di una casa sul mare a Monterosso (Cinque Terre, Liguria)
Anche da realtà spinose, possono nascere bei fiori profumati. Anzi, agli occhi del visitatore sembrerà il nascere del fiore ancor più un prodigio, perché nato non da una pianta normale ma in mezzo a molte spine, pungolato da ogni parte, chiamato alla Vita in mezzo a molte difficoltà.

A volte non facciamo altro che cercare di evitare le spine affinchè non ci pungano. E' questa una delle prime cose che s'impara fin da piccoli ovvero ad "evitare i pericoli": presto si capisce che mettendo la mano troppo vicino al fuoco ci si brucia facilmente o che, avvicinandosi ad un vespaio, si finisce con l'essere punti, e magari non soltanto da una sola vespa! Questo comportamento difensivo, è messo in atto anche inconsciamente per tutelare noi stessi dal pericolo e da eventuali dolori provocati da situazioni che sappiamo essere spigolose o che riteniamo tali.

Ma in realtà le spine spesso e volentieri non si possono evitare: vanno affrontate. Ed affrontandole talvolta se ne comprende, come molte altre cose, il loro senso, più difficile da digerire ma fondamentale.A volte non se ne comprende il senso, ma resta il fatto molto semplice che, volendo o non volendo, vanno affrontate lo stesso. E dunque bisogna rimboccarsi le maniche.

Le spine possono essere pungoli, che, sebbene un po' dolorosi, possono spingere a muoversi, a non fermarsi, a non sedersi, a non smettere di riflettere, a non smettere di crescere - che non andrebbe mai fatto a nessuna età della vita!

Le spine possono dunque spingerci alla ricerca, al miglioramento, alla scoperta di cose nuove, alla sfida contro noi stessi per superare i nostri limiti, per spingersi fino al limite dei nostri limiti e vedere quanto si può resistere, superare il proprio sforzo, andare oltre alla propria fatica - che c'è sempre qualcosa di buono alla fine della nostra fatica, quando arriviamo a dire "non ce la faccio più"!