29 gennaio 2010

Scrivi la tua storia giorno dopo giorno seguendo la tua personale Stella Cometa


Puoi leggere tutti i libri che vuoi, e farai bene a leggerli. Leggerli, ti fa entrare nella vita di qualcun altro: un po' in quella dell'autore - per una porta inconsueta, non sempre aperta per tutti - ed un po' nelle vite dei personaggi che, sebbene siano solo nomi e descrizioni scritte, acquistano vita reale perchè, anche se si chiamano con un altro nome, essi sono incredibilmente il vicino di casa, il compagno di scuola, il vicino d'ufficio, l'edicolante di turno - e così li incontriamo un po' tutti i giorni!

Insomma leggere è come entrare in un altro mondo. E non è vero che leggendo può non cambiare niente nella nostra vita perchè, leggendo, entrando in un'altra dimensione, si possono apprendere cose e può scossare la scintilla interiore che ci fa rinascere e vedere le cose del mondo e della nostra vita sotto un altro punto di vista! E' indubbio infatti che molti fatti che ci accadono e che accadono, possono essere visti in molti modi, da diverse angolazioni. Leggere ti fa sedere un attimo, ti fa uscire dalla tua vita ed entrare in altre vite per poi ritornare alla tua vita accresciuto dell'esperienza di altri, dai pensieri di altre, dalle avventure e dagli amori di altri - che sono solo altri te sparsi per il mondo - e ti fa tornare con i piedi in terra alla tua quotidianità ma, forse, con un sorriso in più nel taschino da giocarti e da tirare fuori all'occorrenza.

Insomma leggere è una cosa molto potente: la mente gira e pensa e può scorgere nuove luci, scovare nuove ombre ancora non viste, può inventare nuovi marchingegni e pensare a come lavorare meno e guadagnare di più, oppure semplciemente riflettere su qualche argomento a cui non aveva mai pensato. Leggere può dunque essere principio di novità, in tutti i sensi perchè può scatenare in te qualcosa che può farti muovere nuovi passi in nuove direzioni, che non è detto siano sempre nuove direzioni fisiche, bensì nuove direzioni mentali o spirituali.

Puoi leggere quanto vuoi ed accrescere la cultura, cosa molto positiva e bella. Puoi leggere le vite degli altri, vite di artisti, santi, scrittori, ingegneri e scienziati che hanno fatto qualcosa di bello e di grande nel mondo: puoi leggerli e cercare di carpirne i segreti, le idee, le motivazioni, gli stimoli, gli obiettivi. Puoi leggerli e puoi pure cercare di seguirli, anche se spesso con scarsi risultati perchè "stai cercando di seguire una stella cometa che indica una strada, ma non è la tua!".

Ciò che voglio dirti è che puoi pure seguire le vie degli altri, le strade scritte dagli altri: puoi anche provare a scimmiottare questo e quello nelle cose che fai, nei pensieri che tratti, nelle movenze e nei comportamenti ma questo non ti gioverà a molto e non ti porterà lontano - con la testa e con il cuore! Certo le fonti d'ispirazione sono fondamentali come le fondamenta di una casa, ma, quel che conta, è scoprire la scintilla di fuoco e vita che è nascosta dentro di te perchè soltanto questa saprà condurti lontano e farti sentire, allo stesso tempo, sempre a casa! Scopri qual è la tua stella cometa, quella che indica il sentiero giusto e bello per te e poi non avere più timori di seguirla: tu stesso ne vedrai le opere bella ch'essa saprà ispirarti e tu stesso ne godrai i benefici per aver creduto fortemente e nell'aver perseverato per seguirla. Questa luce interiore non si spegne mai del tutto in nessun uomo, ma può spesso assopirsi, addormentarsi: fondamentale è risvegliarla di tanto in tanto, ma chi sceglierà di farlo quotidianamente, non crederà i suoi occhi per quel che vedrà accadere!

E dunque leggere è importante, sempre: ma quel che conta molto è pure scrivere, giorno dopo giorno, la tua storia che non sarà mai uguale a quella di qualcun altro benchè abbia certamente importanti tratti di similitudine con altre vite di altre persone sparse chissà dove nel mondo, o accanto a casa tua. Scrivere i tuoi giorni però, senza aver scoperto la propria stella e senza cercare d'imparare a seguire la propria stella cometa, è come girare in tondo senza arrivare mai davvero a niente e senza costruire mai niente davvero.

Anche se la vita è un ciclo e può essere rappresentata come un cerchio, si va sempre avanti, dietro alla propria Stella Cometa che guida il cammino.

28 gennaio 2010

Zampillare dell'acqua che disseta sempre, come oasi nel deserto



 Se vuoi trovare l'acqua, devi scavare. O credi di poter trovare l'acqua da bere in superficie?

Certo, puoi pure acquistare l'acqua nei supermercati ma non la tua acqua, è l'acqua degli altri. Quel che devi fare è trovare la tua acqua dentro di te, nelle tue profondità: essa ti disseterà ampiamente e, se tu vorrai, potrà dissetare anche molti tuoi amici, se vorrai offrirgliela e se desidereranno assaggiarla: così che berrete alla stessa acqua, condividendo quel che avete di più grande da condividere, ancor più grande che condividere beni materiali, denaro e case perchè l'acqua che è dentro di te, non ha prezzo e nessuno può comprarla. La si può solo offrire e ricevere accettandola.

Con fatica prendi il piccone e scava: dovrai togliere le pietre che ostruiscono il passaggio. Meno fatica farai con la terra morbida ma la sera sarai stanco lo stesso. E per molti giorni scaverai e faticherai, forse per degli interni anni: eppure si trova sempre la vena interiore da cui zampilla acqua buona e nel giorno in cui si tira l'ultima picconata, allora sì, che sarai nella Gioia!

Ma il lavoro non è finito solo con la scoperta di una buona vena di acqua dissetante: occorre a quel punto costruire un bel pozzo, resistente, che non crolli al primo inconveniente e che faciliti, per te e per gli altri, la pesca in quell'acqua immergendovi un secchio per portarla in superficie. Si costruisce una carrucola, si trova una fune per scendere fino in fondo dissetandosi sempre di più alla freschezza di quella sorgente sempre nuova.

Dove c'è acqua nasce la vita. Sebbene talvolta possa esistere solo una pozza d'acqua nel bel mezzo del deserto, anch'essa porta i suoi frutti tanto che queste pozze non sono semplici pozze ma hanno un nome che le contraddistingue da ogni altra pozza esistente sulla terra: sono oasi dove frescheggiano palme e piante, e proprio lì, dove il sole batte forte e sembra non possa nascere la vita, essa sbaraglia le regole del gioco e come un prodigio nella sabbia è una speranza viva nelle difficoltà e nell'arsura.

27 gennaio 2010

Con la testa fra le nuvole



Camminando si raccolgono le parole. Si raccolgono parole pure standosene fermi, certamente, ma camminare - andare avanti, avanzare - fa sempre incontrare qualcosa di nuovo. Incontrare qualcosa di nuovo fa confrontare e confrontare fa scaturire parole che saltano fuori come scintille dallo sfregamento di due pietre, con la dovuta forza. Non c'è bisogno di molte parole spesso, ma c'è bisogno di parole giuste.

Le parole, le parole... quelle giuste sono un balsamo da spalmare sul cuore nei momenti in cui sanguina. Quelle giuste sono fuochi d'artificio da far salire fino al Cielo nei momenti in cui la Gioia prende il sopravvento e si fa festa assieme agli amici. Quelle giuste sono dolci, dette piano all'orecchio od ascoltate nel trambusto di un ufficio in fondo al cuore o nel mezzo di un concerto. Quelle giuste sono personali, talvolta vere per tutti, ma sempre personali. Quelle giuste hanno il sapore dei cibi più buoni o sono cattive come medicine, che seppur cattive, fanno il loro effetto a tempo dovuto. Quelle giuste le sentiamo vere: vere per noi, vere per gli altri. E portano una ventata di aria fresca in mezzo ad una giornata calda, un sorso di acqua fredda da bere proprio quando si ha la gola più arsa.

E sono sempre le parole antiche quelle che colpiscono perchè le sentiamo, incredibilmente le più nuove. Esse hanno un valore grande, intramontabile, che non si appassisce col mutar del tempo, ne tantomeno segue le mode, ne hanno bisogno di pubblicità alcuna: esse esistono, permangono, ritornano, riaffiorano, gioiscono. E chi le trova non ha da perder tempo con altre cose.

Le parole usano tutti i messi disponibili per girellare nel mondo ed incontrare le persone. Si presentano, invitano uomini e donne di ogni età a rimanere un po' con loro, a donare a loro un po' del loro tempo per ridonare loro una ricchezza moltiplicata in ogni ampiezza e profondità per colmare ogni vuoti profondo scavato nell'anima. Esse non hanno fretta, ma nemmeno amano la troppa lentezza e la fermezza inamovibile. Bensì si cullano nell'andar su e giù come su un'altalena, che sembra quasi che tocchino il cielo con un dito, ma poi ritornan giù, come su un'altalena, per ritornar ancora in alto, in un moto perpetuo, senza sosta, nella calma di un pomeriggio primaverile di sole tenue, pieno di risate.

Perchè sono le stesse parole che ti vengono incontro, a braccia aperte e col sorriso più bello che hanno da offrirti: esse vogliono coccolarti e cullarti, talvolta stordirti ed assordarti, trasformare quel che senti, farti dire quel che provi, ascoltare quel che hai da dire.

E voglio vivere così, con i piedi per terra e le mani in tasca.

26 gennaio 2010

Vivere davanti allo specchio guardandosi per quel che siamo

E se ti fanno un complimento poni attenzione a quelle parole, ma non troppo. E se ti fannouna critica, anche una critica pesante, poni attenzione a quelle parole, ma non troppo.

Fa così: durante il giorno prendi tutto quel che capita, senza badare troppo a ciò che entra e mettilo in un sacco e portatelo a casa: eviterai così di farti condizionare, nel bene e nel male, da ciò che gli altri dicono e vedono di te. Perchè tu non vedi sempre bene te stesso e gli altri non vedono sempre bene te stesso: talvolta tu saprai meglio degli altri chi sei, a dispetto di quel che gli altri vedono per quel che lasci intravedere di te, ma talvolta saranno gli altri che potranno aiutarti nella tua crescita ponendo l'accento su alcune tue caratteristiche vere, che magari fai fatica ad accettare, ma che esistono. Mettendo tutto dentro un sacco, non lascerai fuori niente, e non ti perderai niente di quel trovi nel tuo cammino: certo non sarà tutto bello e profumato quel che scoprirai, ma così è la vita per tutti quanti, quindi sta pure sereno: non è tutto bello ma non è tutto brutto, non è tutto dolce ma nemmeno tutto amaro.

La sera poi, quando arrivi in casa tua e sei da solo, chiudi la porta della tua stanza ed inizia a tirare fuori quel che hai messo nel sacco durante le ore faticose della giornata ed osserva quelle parole che ti hanno riservato, quei fatti, quelle situazioni e quelle occhiate, con altri occhi e guarda in faccia quel che è successo senza nessuna paura e timore, guardando tutto come se fossero cose esterne a te, che quasi non ti riguardano, come davanti alla tv: non potrai nasconderti dalla verità di vedere quel che è bene, bene, e quel che è male come male. Che questa poi in realtà, anche se talvolta è affare amaro e duro da masticare e digerire, questo è ciò che più conta, per crescere: guardarsi, cecare di vedersi nella verità di quel che siamo, per tutto il bene che siamo e che possiamo dare e per tutto il male di noi che non siamo ancora riusciti a convertire in bene.

Ma bada bene, ho detto per tutto il male che ancora non siamo riusciti a convertire in bene: ciò che conta è che lo vedi. Vederlo, vedere la bruttezza di quel tuo atteggiamento, di quella tua parola detta male, di quel sorriso che non sei riuscito a dare, di quella speranza non coltivata al di là delle difficoltà quotidiane, è il primo passo del giorno prima, per iniziare diversamente il giorno dopo. Non credere che riuscirai ad imparare a cambiare tutto in bene in un sol giorno: il cambiamento è l'impegno costante di tutta una vita passata a limare ed a limarsi ma è lo stesso sforzo che fa una roccia in riva al mare. Come la roccia, se continerà a farsi bagnare dalle onde morbide e ammorbidenti del mare, seppur dura riuscirà ad addolcirsi, così tu con il tuo carattere a tuo modo forte, se ti guarderai spesso, come davanti ad uno specchio, potrai capire dove agire per arrotondare i tuoi pungiglioni caratteriali. Ma devi guardarti bene, in uno specchio dritto per vederti dritto, perchè spesso ci vediamo come in un cucchiano -in maniera distorta - e non capiamo niente di noi.

Se poi lascerai alle onde del mare di entrare nel tuo cuore prepotentemente e di buttar giù ogni portone duro e di spalancare ciò che è chiuso, allora sta pure certo, che nelle tue difficoltà, i tuoi giorni saranno sereni. Se ti abbandonerai, sarai sereno. Se ti fermerai, come una roccia vicino al mare, diventerai liscio, assumerai una forma che adesso non hai: e sarai lieto di far sedere persone su di te per lasciarle perdere col pensiero e con la mente nell'infinito orizzonte che si vede da lì, sopra il mare in lontanaza.

24 gennaio 2010

Vedere partite di calcio in streaming gratis su internet

Vedere partite di calcio in streaming gratis su internet
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E' possibile vedere gratis in streaming molte delle principali partite di calcio, italiane e straniere, accedendo al sito http://www.atdhe.net/index.html o da www.atdhe.me e selezionando la partita che si vuole guardare.

Buona visione!

22 gennaio 2010

Amore non corrisposto: la fortuna di scovare una buona keyword!


Il post "Amore non corrisposto" scritto senza pretese una sera d'inverno dopo aver visto il film "L'amore non va in vacanza", è uno dei post di questo blog più letti. Il motivo è presto detto: consultando le statistiche degli accessi, la keyword "amore non corrisposto" è una delle principali keyword che fa approdare visitatori sventurati in queste pagine. E di certo io non ci avrei proprio mai pensato! Dunque mi sono fatto alcune domande:

Ma quante persone cercano su internet "Amore non corrisposto"? Che ci fosse tutto questo giro di ricerche su internet riguardo all'amore non corrisposto era certamente una delle cose che difficilmente s'immaginano e difatti io proprio non ci pensavo per niente. Così sono andato su Google Insights for Search per studiare l'andamento di ricerca di questa combinazione di parole su Google ed, incredibile, ciò che avevo scoperto in piccolo osservando le statistiche del mio blog, rifletteva esattamente l'andamento delle ricerche degli ultimi anni come si può facilmente constatare dal grafico sottostante.



La ricirca di "Amore non corrisposto" sul web sembra, almeno per il momento, aver toccato il suo picco massimo nel novembre del 2009.

Ma dove si posiziona il mio blog ricercando su Google per questa keyword? Sono andato dunque a vedere per quella keyword, in quale pagina di Google si posizionava il mio blog e, al momento in cui scrivo, si trova alla 2° pagina! Dunque nemmeno alla prima e ciò significa che gli utenti, non contenti delle risposte trovate sulle prime pagine, mossi dall'interesse di trovare chissà che cosa sull'argomento :) sono giunti fino alla 2° pagina e chissà poi fino a dove si sono spinti nelle loro ricerche scartabellanti.

E come mai "Amore non corrisposto" è una keyword così ricercata? Bah, davvero strano. Cosa si aspetta di leggere un utente che digita "Amore non corrisposto" da un sito o da un blog? Quali consigli spera di riuscire a trovare? Forse cerca dei rimedi per allievare il malessere della non corrispondenza amorosa? :) Beh di certo non lo si può sapere e non è nemmeno troppo importante scoprirlo. Probabilmente il numero di persone single che hanno sentito di avere un amore non corrisposto è drasticamente aumentato a novembre, ovvero nei pressi del natale, quando tutti gli accoppiati della terra iniziano a pensare ai regali da fare ai propri patner e, presi da una morsa allo stomaco, questi single impensieriti si sono attaccati ad un pc in cerca di un buon rimedio per ovviare alla delusione amorosa, vera o presunta, in cerca di parole e consigli sul da farsi. Perchè poi molti amori non corrisposti sono semplicemente amori non riusciti, amori non sbocciati, amori non vissuti, amori probabilmente mai esistiti oppure esistiti solo nella testa di una delle due persone - ed in effetti, non esiste niente di peggio di questo!

Ed adesso, in questo momento, quante sono le ricerche sul web per "Amore non corrisposto" in Italia? Dunque gli italiani sono così malati di amori non corrisposti?





Tutto questo per arrivare a dire che le buone keyword fanno effettivamente il loro effetto per fare in modo che molti visitatori leggano le pagine del tuo blog, ammesso che questo ti interessi. Leggo molti blog che trattano di SEO e di tutto ciò che gravita intorno alla SEO (ovvero attorno a tutte quelle tecniche atte e fatte per far trovare il proprio sito sui motori di ricerca e per comparire nelle prime pagine di ricerca) ma mai mi sono messo a pensare a come sfruttarle in modo serio.

La fortuna di trovare una buona keyword è semplicemente che questa può essere una porta d'ingresso aperta sul web per il tuo blog: un navigatore può utilizzarla cercando sui motori di ricerca ed entrando nel tuo mondo blogghistico dove può scoprire sia le informazioni su quel che stava cercando, sia altro - documenti e scritti di altro tipo e su altre argomentazioni - che magari possono comunque interessarlo e che, senza essere passato da quella porta, non avrebbe mai conosciuto ed incontrato!

Dunque lascia molte porte aperte - e se riesci, creale! - perchè più porte aperte avrai sul web, maggiori saranno le possibilità che molti navigatori le attraversino ed arrivino alle tue pagine. Sempre che questo t'interessi...

21 gennaio 2010

Insieme incontro alla Verità



Ci sono lodi che divengono bestemmie così come ci sono elogi che diventano offese e calci in faccia.

Sono le lodi e gli elogi non veri: non si loda o si elogia nella verità perchè davvero si pensa così ma bensì si loda e si elogia inconsciamente fin quando le cose vanno come vorremmo con quella persona - o con quel Dio - o vanno comunque a nostro vantaggio grazie a quella persona/Dio ma appena la persona commette qualcosa che non va, l'elogio diviene prontamente offesa perchè si è perso quel che si "guadagnava" elogiandola, la si abbandona presto lasciandola nella solitudine e la si riempie di rimproveri. Non se ne parla più bene ma male, anche con gli altri.

E questo elogio e lode sono appunto falsi e si smascherano da soli nel bezzo delle bufere e delle difficoltà, dei problemi quotidiani, nelle difficoltà della vita: insomma, alla minima scossa di terremoto crolla tutto quel bel castello finto che si basava sul guadagno che si poteva trarre dal rapporto con quella persona - o con quel Dio - e si dirige il nostro interesse e la nostra attenzione verso altre fonti, in qualche modo "più remunerative" perchè in quella circostanza l'amicizia con quel tizio mi porta più vantaggi che l'amicizia con altri tizi meno potenti, meno "fighi", meno "social".

Per questo si dice che gli amici veri ci sono sempre, in tutte le stagioni: essi ci conoscono in profondità e chi ci vuole davvero bene accetta tutte le fasi da passare, obbligatorie per il fatto stesso di vivere. Gli amici non lodano come gli adulatori, alla fine non gli importa delle tue vittorie o delle tue sconfitte: già l'essere amici è una vittoria, ed è la vittoria più importante di tutte le altre.

Nessuno può essere sottratto da questo: andare incontro alla Verità, ogni giorno. E ciò è difficile e duro da digerire perchè se fossimo tutti sempre onesti e bravi, allora non ci sarebbero problemi e se tutti si comportassero sempre bene - non apparentemente ma in profondità - non vi sarebbe sorta di male, di litigio, nè di gelosia. Ma non è così perchè tutti in qualche modo temiamo questo confronto con Lei e cerchiamo di scansare il fatto che "stiamo inesorabilmente procedendo verso la Verità di noi stessi e verso la Verità assoluta", questione dolente dei nostri giorni in quanto ogni sorta di male cesserà e tutti i nostri rigirii malandrini saranno inevitabilmente smascherati e portati alla Luce: resisteranno o scapperanno via come cani inferociti ricercando il buio, da dove essi provengono?

Sulla Verità non ci soffermimamo mai abbastanza. Sull'essere veri - con se stessi e con gli altri - non ci soffermiamo mai abbastanza. Basterebbe invece fermarsi un attimo, qualche attimo al giorno, scoprirsi anche nel male che si porta, pentirsi del male che si fa e chiedere perdono a chi di dovere se si è fatto qualcosa che non va nei suoi confronti e così pure a Dio, sia il perdono per il male commesso sia la possibilità di compiere ogni sorta di bene, in tutti i modi possibili, in tutte le situazioni possibili.

L'obiettivo è quello di divenire trasparenti: non che non ci vedano passare, ma trasparenti nei modi di fare, sinceri, veri. Questo non vuol dire abbassare la testa con i potenti, sempre, e fare il duro con chi è più debole di noi. Vuol dire esattamente il contrario: significa fare la faccia dura con chi non fa le cose per bene e si comporta male, urlare se c'è da urlare, sbattere i pugni sul tavolino, se occorre... e sorridere ed aiutare chi ha bisogno di una mano.

Ed andare incontro alla Verità insieme, aiutandosi reciprocamente e non giudicandosi continuamente. Costruendosi ed edificandosi gli uni gli altri e non al contrario, demolendosi gli uni gli altri: che senso ha il gioco al massacro? Ha il senso di "ti faccio fuori così prendo il tuo posto" o di "sparo su di te così che io appaio bene nei confronti di tizio che è il capo" o ragionamenti simili a questo. E poi? Che rimane? Cosa rimane quando saremo i primi avendo raso al suolo tutto quel che circonda, avendo ucciso e ferito persone, con chi parleremo da primi e re incontrasti quali abbiamo voluto diventare comportandosi così?

Confrontarsi, questo sì che fa bene. Mettersi in nuove sfide, questo sì che fa bene. Osare. Tentare. Oltrepassare gli ostacoli. Librarsi nell'aria senza sapere dove atterrare. Rischiare tutto sentendo il brivido sulla pelle. Ricominciare ogni giorno, andando incontro insieme agli altri verso la Verità, per arrivare insieme, per farsi il viaggio assieme - che è più bello!

19 gennaio 2010

Ricordati chi sei e non mollare mai


E ritrovarsi così, senza accorgersene e senza capire perchè, imprigionati, stipati assieme ad altri ad osservare la vita da una finestra - quella del computer e quella della stanza - ritrovarsi da correre su prati verdi al sole d'estate, a ridere ed urlare, ritrovarsi a dover stare zitti zitti con gli occhi bassi, tutti i giorni, sotto un cielo grigio e nebbioso. Incredibile!

Un freddo, un freddo assassino scaldato solo da un po' di paglia e da piccole condivisioni frazionate tra un'occhiata fuori ed un'occhiata fuori, occhi che cercano altra vita oltre alla poca che si vede qui, sempre uguale, ogni giorno, senza sconti per nessuno. Le narici sbuffano e la mente vaga chissà dove ricordandosi quell'immensa vita vissuta tempo fa talmente ancora viva che, a guardar bene, non sembra ieri ma domani. Ed il cuore per un poco si risveglia, ricordandosi, e sorride. Ma solo per un attimo perchè la realtà la fa da padrona e torna, prepotente ad occupare il suo posto togliendo quel velo gioioso, torna il freddo e la testa si riabbassa, china su quel che si deve fare.

Urla soppresse - che un giorno esploderanno - gambe ferme - che un giorno ancora correranno - braccia occupate sulla tastiera - che un giorno si alzeranno per riscrivere ancora una storia, qualcosa di bello da poter poi ricordare ancora in altri giorni grigi, come questi, Gioie che sono benzina potente per camminare in giorni tristi e difficili.

Ricordati chi sei, da dove vieni, cosa hai fatto, cosa io ho sempre fatto per te - dice nel silenzio quella voce conosciuta, voce antica e sempre dolce da ascoltare. E dunque perchè adesso è così? - viene da chiedersi.

Ma le cose sono due: o effettivamente ti hanno catturato, legato, imbavagliato, ingabbiato e messo al bando - e ciò effettivamente talvolta succede! - oppure sei stato tu che hai per qualche motivo lasciato che ti portassero via da quei prati verdi in cui hai sempre corso perchè credevi di poterne fare a meno - che stupida idea! - o perchè talmente credevi di averli già percorsi tutti che avevi bisogno di altro spazio - e sei finito dove di spazio non ce n'è in nessun modo nè tipo! Condotto beffardamente dai tuoi stessi "custodi" che non ti vogliono veder correre con tutta la tua potenza e nella tua bellezza ma vogliono vederti ammaestrato, senza tutte quelle tue difficili - per loro - irrequietezze tipiche di un cavallo che ancora non ha accettato tutte le regole e porta briglie e morso col sorriso del vinto. Ma è difficile, per loro, non hanno capito.

Perchè dietro la nebbia si vede ancora quel che c'è ma non si vede - quel che non c'è si vede ma che si vede bene col cuore! - e non hanno capito quanto sia vera e viva quella corsa sui prati verdi - corsa ancora mai terminata!

Stupidi soldati sempre pronti ad assecondare ogni più piccolo capriccio del primo superiore che capita così da avere sempre paglia da sgranocchiare, ma da dietro una staccionata raccontandosi dei tempi in cui anch'essi, liberi, correvano dalla mattina alla sera: ma erano altri tempi, dicono.

Altri tempi? Sono solo i tempi che vuoi che siano: puoi scegliere! E se ancora non aprono la steccionata e la gabbia impedisce ancora di scorrazzare fino al mattino successivo senza sosta, tutti i giorni, il pensiero è già là che aspetta il corpo e tutto il resto. La solita saliva acquista un sapore diverso: almeno la mente non è più schiava, anche se tutto il resto ancora non si muove e non può muoversi.

Almeno la mente, almeno il cuore, almeno l'anima: quelli non posso proprio lasciarli qua, non posso proprio affidarglieli. Loro prendono il raffreddore in mezzo alla nebbia ed hanno proprio bisogno del Sole. No, mi dispiace, quelli proprio non posso lasciarveli, nè venderli - non hanno prezzo! - nè regalarli: sono troppo preziosi e so già a chi appartengono. Sono suoi, nella Libertà. Ti prego, non mollarli mai... non mollarmi mai!

E nel tuo soffio mi faccio forza, alla tua Misericordia rendo grazie. Non mi mollerai mai!

17 gennaio 2010

Vendere in tutto il mondo facilmente


 
Ciò che mi affascina del web è la sua potenzialità per poter incontrare nuovi clienti e per poter costruire dei rapporti a distanza.

Ho sempre pensato che aprire un negozio con tanto di vetrina, fosse una delle cose più divertenti che ci potesse essere: avere un bel negozio con una bella vetrina, oggetti in esposizione, clienti che entrano, mostrargli il prodotto, offrirglielo, creare offerte, pensare a nuove strategie ed attuarle. Divertente!

In questo caso per incrementare le proprie vendite e dunque i propri guadagni ci saranno svariati sistemi e metodi però... c'è certamente un numero massimo di persone - e generalmente è abbastanza basso per un piccolo negozio - che riusciranno ad entrare, scorrere fra gli scaffali e vedere la merce perchè più di tante persone non riusciranno proprio ad entrare fisicamente nel negozio nè tantomeno ci passeranno davanti. Ecco il problema grosso è questo: se il negozio è a Brindisi, ci andranno solo persone che risiedono intorno a Brindisi. Tutto qua? E come faccio ad incrementare il business? Come faccio ad offrire questi prodotti ad un numero maggiore di persone? Apro una sede a Milano? Potrebbe essere una ottima idea ma... quanto costa? Tantissimo.

E non scopro l'acqua calda dicendo che il web in un certo senso, ha decisamente abbattutto tutto questo!

Non ha rotto tutte le barriere perchè per forza di cose dei limiti ci sono e ci saranno sempre ma ha decisamente dato a tutti la possibilità di alzare tantissimo il livello di potenziali clienti!

Con un sito di e-commerce per vendere on-line si può ottenere:
  • aumento del numero dei potenziali clienti
  • superamento di barriere fisiche di sede del negozio - una pagina web ed un sito di e-commerce sono raggiungibili dappertutto!
  • superamento di barriere linguisitche - costa meno localizzare una pagina web in 20 lingue o assumere 10 persone ciascuna espertissima in almeno due lingue?

Detto questo è facile comprendere come un'azienda possa in un certo modo svincolarsi dal contesto locale nel quale è nata per offrire quel che può offrire ad un mercato molto più vasto ed assortito dove esporre i propri prodotti.

E questa cosa mi entusiasma tantissimo! Come fanno le aziende a non entusiasmarsi di questa possibilità?

Accidenti il web può portarle nel mondo intero!

Credo che molte aziende non considerino bene ancora questa grande possibilità che hanno! Raggiungere nelle proprie case i propri clienti - in un certo modo stargli pure vicino! - e non è più il cliente che va dal venditore ma bensì il contrario - è il venditore che si offre al cliente! - e certamente deve avere qualcosa di buono da offrire affinchè il cliente sia spinto all'acquisto. Ma l'azienda ha la possibilità di bussare alla sua porta, alla porta del computer del potenziale acquirente.

E non solo come già avviene nel mondo della televisione dove, tutto sommato, si tratta solo di fare un po' di pubblicità: su internet invece si ha la possibilità vera e propria, concretissima, di vendere, direttamente vendere, e non solo e soltanto pubblicizzare il prodotto - che alla fine è soltanto una delle tante mosse per arrivare all'obiettivo principe che rimane quello di vendere!

Dunque il web permette di saltare pure qualche passaggio e di arrivare alla conclusione più velocemente. E ci lasciamo sfuggire questa possibilità?

16 gennaio 2010

Siate affamati, siate folli - discorso di Steve Jobs, Ceo di Apple, all' Università di Stanford

Ci sono storie che è sempre bello ascoltare. Storie che parlano di uomini che hanno avuto coraggio, ed il cui coraggio è stato premiato. Certo non si raccontano mai le storie di chi ha trasformato il coraggio in stupidità o azzardo. Ma ci sono storie che è bene conoscere perchè testimoniano che ci sono sempre un sacco di possibilità - anche nelle situazioni dove non sembrerebbe che ce ne fossero - e che c'è sempre qualche speranza anche quando le cose sembrano non andare nel verso giusto.





E' il caso di Steve Jobs, capo di Apple che, a dispetto di alcune difficoltà e situazioni incontrate durante il suo percorso di vita, ne è uscito alla grande realizzando qualcosa di grande, qualcosa di molto più grande di molti suoi coetanei che, apparentemente, riuscivano meglio all'università o se la stavano sbrigando meglio in altre situazioni lavorative.





E là dove Steve Jobs aveva "fallito" - perchè all'università aveva mollato e aveva "fallito" rispetto ai suoi colleghi che si saranno laureati e avranno trovato un "buon" posto di lavoro in una qualsiasi azienda - torna dopo molto tempo a testa alta - quando ormai ha imparato a tenerla bassa, pur vincendo! - a spiegare e raccontare quale trama segreta ma stupefacente la vita gli abbia generosamente riservato. E dà così speranza a molti giovani: testimonia che occorre avere sempre fiducia nella vita perchè talvolta anche da situazioni strane e difficoltose, possono aprirsi nuove possibilità, migliori, più confacenti alle nostre capacità, più fatte per noi.

Sempre nella vita può capitare questo: occorre stare svegli, attenti, come un vero bomber sa fare in mezzo all'area di rigore. Perchè prima o poi un pallone capita, e va buttato dentro, e così abbiamo la possibilità di cambiare le sorti delle nostre partite, in un solo attimo. E siccome la vita non è che una somma di attimi, se stiamo attenti attimo dopo attimo, staremo attenti a tutti i palloni che passano dall'area.

15 gennaio 2010

E se Cristoforo Colombo avesse avuto un blog?



Bello è leggere ed immaginarsi le vite di uomini e donne del passato che hanno fatto in qualche modo la storia!  
 
Come sarebbe andata se avessero avuto un blog o avessero potuto usare twitter?

Forse Cristoforo Colombo avrebbe messo annunci su internet alla ricerca di finanziatori disposti a dargli fiducia e soldi per la sua spedizione. Forse vi avrebbe pubblicato alcune idee, le mappe, la sua frenesia e la sua carica emotiva per convincere altri a dargli una mano: e magari avrebbe pure trovato qualche altro "pazzo" disposto a mettersi in quell'affare con lui: ora, voglio dire, possibile che in tutta Europa non ci fosse stato uno con la stessa voglia di avventura di Colombo? :) Solo che un conto è farsi il giro di tutti i pub d'Europa alla ricerca di persone - ci vogliono anni, risorse, energie... - ed un altro conto è impiegare due minuti per scrivere 4 righe messe in croce spiegando cosa si sta cercando su un sito di annunci. Se ci pensiamo bene è sconvolgente pensare quanto siano cambiate le cose, e non sono cambiamenti da poco!

E poi il viaggio: Colombo avrebbe potuto scriverci ogni piccolo dettaglio di ciò che vedeva, l'umore dei suoi marinai, ciò che gli passava per la testa - o anche se non proprio tutto almeno qualcosa! - insomma un racconto attimo per attimo di quell'avventura incredibile che è stata la scoperta dell'America. E così come lui anche molti altri: bah, mi piacerebbe tantissimo poter leggere "memorie" e scritti di Garibaldi, Cavour, di qualche santo strano (ma quelli già è più facile trovarli perchè in genere qualcosa scrivevano), di qualche re e regine, di Federico Barbarossa, degli Unni - che però non avrebbero certo scritto un blog pur potendo visto che erano super illetterati... - di qualche faraone dell'antico Egitto (qualcosa si troverà pure...), insomma conoscere le vite dei "grandi" del passato ma non raccontate da altri bensì dai protagonisti stessi.

Se Cristoforo Colombo avesse avuto un blog forse i suoi lettori lo avrebbero convinto a non partire perchè in molti e probabilmente tutti gli avrebbero detto che le sue idee non erano normali e che era certamente quasi pazzo! Quindi le cose sarebbero state due: o non sarebbe proprio partito "per le Indie" soverchiato da una miriade di offese potenti che ne avrebbero ridimensionato il pensiero... oppure avrebbe trovato altra gente che si sarebbe imbarcata con lui e avrebbe stupito tutti con racconti e storie mai lette nè viste nè sentite ed il suo blog sarebbe stato uno dei più visitati e dei più pieni di cose strabilianti e foto di animali, piante e luoghi mai visti.

E allora Cristoforo Colombo avrebbe potuto condividere con molti le sue scoperte e molti avrebbero visto che, nella sua "pazzia" è rimasto vivo per tutti i secoli ed il suo nome e la sua impresa sono stati conosciuti da tutti i popoli del mondo!

Un certo tipo di pazzia - ossia il coraggio di chi sa osare oltre a quel che c'è adesso, oltre quello che si vede - viene sempre premiato dalla vita. Insomma, chi non risika (rischia) non rosika! Ed anche senza blog, la pazzia di Colombo è risuonata per i secoli e le sue gesta sono state ammirate da molti e tutti hanno incontrato il suo nome sui libri di storia: ma se Cristoforo Colombo avvesse avuto un blog...

13 gennaio 2010

L'impotenza dell'uomo di fronte all'onnipotenza della natura


 
Perchè noi uomini ci sentiamo così onnipotenti anche se in realtà, nell'universo, non siamo che minuscole formichine bisognose di ossigeno?

Cosa possiamo fare noi, spostare con sudore e fatica 100 mattoni in qualche ora?

E' incredibile il nostro atteggiamento nei confronti della vita e della natura: siamo noi che vogliamo comandare, distruggere, costruire e mai invece c'è da parte nostra una ricerca dell'armonizzazione sia con la natura che con l'ambiente. Ci sentiamo grandi perchè riusciamo a costruire una macchina che sa fare calcoli più veloce di noi - un computer - oppure perchè costruiamo una navicella che ci porta nello spazio ma, di fronte ad un terremeoto, ad un maremoto - o a qualsiasi altro evento simile, che se confrontato a tutti gli eventi satellitari o dell'universo rimane pur sempre qualcosa di molto piccolo e limitato - siamo completamente impotenti... e può capitare che molti muoiono.

Come è accaduto ad Haiti dove hanno parlato di "Apocalisse" intesa come catastrofe generale: cielo nero, polvere, case distrutte, vite spezzate, frantumate, devastate dalla potenza sconfinata della natura arrabbiata di fronte alla quale tutto il nostro esistere scompare in un batter d'occhio, come se non fosse mai esistito.

Di fronte a cose simili cadono tutte le nostre sicurezze e tutte le nostre fatiche: penso a quella gente che, come me e molti altri delle nostre parti, avrà studiato, avrà faticato per prendere un mutuo e costruire una casa, magari un'attività commerciale: poi accade qualcosa come è accaduto ad Haiti o senza andare lontano in Abruzzo qualche tempo fa... e tutto scompare, si dissolve, il loro sudore è stato inutile e, nella migliore delle ipotesi possono ripartitre da 0, anzi da sotto 0 ma, nella peggiore delle ipotesi, non possono nemmeno più ripartire perchè sono morti oppure è stata tolta la vita ad amici e familiari.

Dunque, chi mi dice che ci sono sicurezze, che il buon lavoro paga, che bisogna studiare ed impegnarsi perchè i sacrifici vengono sempre ripagati... bah, penso che tutto ciò possa solo essere una buona palestra per riuscire a stare degnamente al mondo... ma non serve a niente, è tutto inutile, i nostri sforzi sono quasi sempre vani e cadono nel vuoto. Tanto impegno, tanta fatica, per niente.

E se invece di perdere un mucchio di tempo, come facciamo spessissimo, per battagliarsi continuamente su tutto, cercassimo davvero quel che conta nella vita - l'armonia con gli altri, la pace, l'aiuto reciproco, l'amicizia e gli affetti, l'inseguimento delle proprie belle passioni - forse riusciremmo, in modo più naturale, a godere di più di quel che abbiamo. Tanto prima o poi nella vita un terremoto arriva sempre: e butta giù i palazzi di cemento e ti spacca - e forse ti uccide se ci rimani sotto - o butta giù i palazzi e tutte le mura che avevi costruito dentro di te come un fortino - dove ti arrocchi quotidianamente - talvolta meno visibile e non sempre riportato nei rotocalchi dei telegiornali ma altrettanto potente e violento può anch'esso spaccarti dentro, e se non stai attento può sovrastarti ed ucciderti, silenziosamente.

Noi non siamo onnipotenti e dovremmo dircelo e ricordarcelo più spesso. Eravamo creature facenti parte della creazione come le piante e gli animali - e lo saremmo sempre - se solo ci fermassimo un attimo e ridimensionassimo un po' le vedute di questo mondo. Ma sarà forse troppo tardi?

11 gennaio 2010

Le belle parole sono anelli che formano la catena dell'Amore



Nel mondo non siamo che una catena ed ognuno tiene forte qualcun altro... fin quando quel qualcun altro non decide di staccarsi da te o fin quando noi lo lasciamo andare, per andarcene altrove.

Le belle parole, le parole, non sono fini a se stesse: esse, se considerate bene, hanno un grandissimo valore. Siamo noi che spesso non diamo valore a niente e preferiamo vivere tutto molto superficialmente, comprese le parole dette o ascoltate - fa molto comodo - ma non sono mai le situazioni, le parole e le cose ad essere superficiali e banali in se stesse bensì siamo noi che talvolta preferiamo renderle tali per evitare di guardarle bene.

Ciò che è bello porta sempre al bello e di ciò che è bello non ci si stanca mai! Non intendo lagnoso e lagnante - quello non è bello! - intendo la schiettezza sincera della bellezza vera, è qualcosa di impagabile! - come il freddo vero del ferro di una catena d'Amore!

Le giornate spesso diventano vuote a causa nostra: diventano vuote quando svuotiamo ogni cosa del suo vero contenuto, del suo profondo e sacro senso, comprese le parole che sono usate nella maggior parte dei casi solo per sbeffeggiare, sgridare, accusare, spettegolare, parlar male, giudicare. Meglio il silenzio di parole cattive e taglienti, meglio il silenzio per tutta la vita!

Bello invece è imparare a parlar bene là dove si semina solo zizzania, imparare a star zitti per mitigare una discussione, trasformare un ambiente ostile in un luogo dove si parla, ci si confronta, si discute, seminar bene dove si vuol zappare male. Bello è riassaporare ogni secondo di un'esistenza donata gratuitamente, di una scintilla divina posta nelle nostre profondità fino alle nostre mani ed in tutti i nostri organi e sensi, bello è apprezzare e ringraziare ogni anello della catena che mi ha condotto fino a qua e che mi trascinerà altrove o dove sempre, che mi tiene in tensione, che dà senso al mio esistere.

(La frase messa come titolo del post sono parole di Madre Teresa di Calcutta)

10 gennaio 2010

Scrivere è come dipingere

Ogni blog è un vero e proprio dipinto: uno spazio bianco da colorare, scrivacchiare, dipingere, riempire, condividere, mostrare.

Ma bada bene che non tutti i colori sono uguali e che non si dipinge tutti allo stesso modo: ognuno ha il suo modo di tracciare le linee e di sfumare le tinte per descrivere ciò che vuol rappresentare. E questo è il bello.

Ma solo chi impara ad ascoltare, dipinge qualcosa. Chi vuol dipingere spesso non lo sa fare, chi non gliene importa niente a volte riesce a realizzare qualcosa di bello, divertendosi.

E c'è chi non sa creare ma solo copiare perchè non si lascia davvero profondamente dipingere dal Pittore - ovvero Dio che tutto ispira e realizza - e non ascolta la profonda ispirazione che si dischiude dentro di se. C'è chi non sa più di quel ripostiglio segreto celato in fondo al cuore pieno di barattoli pronti ad essere usati e che così non vengono mai aperti - per lavorare, faticare, guadagnare, indaffararsi, costruirsi, diventare - e non si realizza quel bel quadro da sempre pensato, già pronto, bianco che attende di sporcarsi con tutti i colori più belli, col bello e con tutta la fantasia sempre soppressa in favore del grigiore del "devi fare", "va fatto", "si fa così", "funziona così", del comando imposto per il gusto di comandae, che tanto piace a tutti gli uomini di ogni età: il poter disporre della vita degli altri.

E se scrivere è come vivere, e si sa che occorre, nei limiti del possibile, dipingere la propria vita ogni giorno senza mai stancarsi, è altresì vero che scrivere sia come dipingere: i pennelli sono le dita ed i colori le parole. Ciò che viene fuori è un bel - o brutto - quadro, originale, naturale, spontaneo di quel che ci portiamo dentro, di quel che si vede, di quel che si sente, di quel che c'è nel mondo - e ogni tanto pure di quel che non si vede!

9 gennaio 2010

Non si finisce mai di imparare



A volte i bambini sono più grandi degli adulti.

E gli "adulti" credono, sbagliando, che giunti sui 18 anni il tempo della scuola sia finito e che non sia più il tempo di imparare qualcosa: non è più necessario, ormai siamo grandi e vaccinati per insegnare. Ma in realtà, molto spesso non è affatto così e chi dimentica che siamo sempre bambini - anche ad 80 anni - ha perso tutto il tempo della sua vita dietro a cose vane e sarà molto infelice, adesso, ed anche più da vecchio, quando avrà la bava alla bocca ed i muscoli flaccidi - e fare ginnastica non servirà ormai più a niente!

Il tempo di imparare non termina mai!

E questo è il bello della vita... che ogni giorno possiamo imparare qualcosa di nuovo perchè ogni giorno c'è almeno un insegnamento nasconsto in fondo alla tazzina del caffè! - tutto da gustare!

7 gennaio 2010

Come starsene bene in ufficio senza farsi cacciare nei guai

Un uccellino era in volo per andare a svernare al Sud. Ma il freddo era tale che l'uccellino cadde a terra congelato.
Una vacca di passaggio gli scodellò addosso una bella cagata fumante.
Scongelato e riscaldato, l'uccellino si mise a cantare di gioia.

Ma un gatto randagio lo sentì, lo trovò, lo tirò fuori dalla merda e se lo mangiò.



Lezione di carriera:
1.- Non tutti quelli che ti coprono di merda sono tuoi nemici...

2.- Non tutti quelli che ti tirano fuori dalla merda sono tuoi amici...

3.- Quando sei nella merda, tieni chiuso il becco...

3 gennaio 2010

Chi va con lo zoppo impara a zoppicare

Arcipuffolina non c'è detto più vero di questo!

Forse non è vero che l'ambiente dove nasci o dove cresci e dove vivi tutti i giorni non ti condiziona?

Non ti insegna / disinsegna qualcosa di importante?
Non ti fa crescere bene / male?
Non ti aiuta / è di ostacolo nello sviluppare le tue caratteristiche, nel prendere coscienza di chi sei, di cosa vuoi e di cosa puoi fare?
Non ti aiuta / è di ostacolo per svilupparele tue abilità e svilupparti?
Non ti aiuta / non aiuta a comprendere ciò che è bene e ciò che è male?

Non è forse così, per tutti, e non solo da piccolini a scuola ed in famiglia ma bensì anche da "adulti"?

Eppure "l'ambiente" lo facciamo noi: con le nostre azioni, pensieri, idee, comportamenti. Tocca anche a noi!

Eppure, se tutti zoppicano intorno a te, non verrà forse anche a te da imitare il loro comportamento?

2 gennaio 2010

Andare in all-in all'ultima mano nel poker della vita


Già, la vita è così. Giro dopo giro aumenta il buio ed il controbuio. Non lo sapevo che era così, che ti frega così, che inaspettatamente scatta la lancetta e sale la posta in gioco. Non sono pronto, non mi sento pronto. Ma sento troppo forte il tempo che passa - piccoli rintocchi della lancetta dell'orologio, che non si fermano.

Qualche piccola vittoria non fa salire le fiches ne aumentare troppo il morale: tengono tutto in ballo, tutto a mezza via ma più via che a mezza. E poi le sconfitte, piano piano, prima una e poi un'altra. Tocca riprendere altre fiches, occorre rimettere in gioco altre risorse, cercare di recuperare quel che si poteva vincere ed invece, ancora una volta, non si è vinto nè intascato, nè goduto.

Con in testa l'idea che ci si poteva fare, che è strano trovarsi sotto, che sembrava che le carte girassero bene, che se fosse successo quello o quell'altro, che forse se avessi agito in un altro modo adesso... ma tutto è inutile ed ogni ragionamento cade nel nulla della realtà del tavolo verde che, nuda e cruda, chiama a fare nella vita un'altra puntata, senza sapere come andrà.

E allora si riprendono le proprie carte in mano, quelle che ci sono toccate in sorte aspettando di vedere quel che succede ed ingegnandosi in ogni modo per andare in positivo, per mantenersi positivi, per rimanere al tavolo con un approccio positivo agli eventi - come insegnano i saggi si debba sempre fare! - e così impegno e sudore la fanno da padroni.

Starsene lì fermo ad un angolo del panno verde mantenendo il proprio piccolo gruzzoletto non cambia certamente le cose: non toglie i dolori e le preoccupazioni di un quotidiano sempre difficile per tutti da affrontare. Non toglie problemi, anzi, li aumenta: perchè per mantenere il gruzzoletto ci vuole un sacco di fatica, poche e miserissime soddisfazioni lavorative, qualche buona mossa nel gioco, un'amministrazione attenta ed oculata: ma non ci si smuove da lì dove siamo, non ci si smuove dal fango nel quale ci stiamo dimenando, ce ne rimaniamo lì sguazzando sempre nelle stesse pozzanghere - anche se a volte si alza proprio un bel po' di acqua e fango e sembra di fare chissà che cosa!

La soluzione è un'altra: occorre giocarsi tutto!

Compiere il proprio all-in non senza paura di perdere tutto. E quando è il momento migliore di farlo? Siamo così coraggiosi da fare il nostro all-in nella vita quando ancora abbiamo il tempo per recuperare le cose - o almeno così crediamo?

Il tempo, che sembra non essere dalla nostra parte in realtà ci spinge a darci una mossa e quando sta per terminare - o almeno così crediamo - è lì, in quel momento che la Vita stessa di chiede di avere coraggio perchè Ella ha il potere di creare qualcosa quando nemmeno ce n'è l'ombra, nè l'idea di alcuno, nè la possibilità calcolata nè intravista, da qualcuno. E' la Vita che, incredibilmente, crea qualcosa che nemmeno si intravedeva, sul tavolo verde. E' la Vita che decide di accompagnarti, anche quando non lo vuoi, non ci pensi, non te ne importa una mazza e t'impunti sulle tue idee e decisioni! E t'invita a puntare proprio quando non lo faresti mai, quando, guardando le carte che hai in mano non ti sembra di avere niente di particolare in mano per cui giocarsi tutto, proprio quando sembra di non avere la forza di sostenere un all-in, scoprendo però che quel poco, incredibilmente, diviene qualcosa!

E la Vita t'insegna così che ti porta al limite, all'estremo o meglio, che desidera condurti fino al punto che tu debba, per forza, abbandonarti a Lei! Sembra che lo faccia con cattiveria, con forza e violenza - perchè in realtà essa si muove senza la nostra volontà o richiesta! - ma alla fine viene fuori che quelle carte strane, uscite una dopo l'altra senza destare niente di grande nè di buono sotto, in realtà erano la mano perfetta che mai si sarebbe sognato, desiderato, chiesto ed immaginato! Chiederla sarebbe sembrato qualcosa di troppo grande perchè effettivamente, per come stavano andando le cose, la realtà parlava forte e chiaro che "quelle possibilità non c'erano non esistevano", erano inimmaginabili.

E quella mano increibile ci salva!

Letteralmente ci salva da tutte le nostre brutte giocate, dai nostri limiti, dalle nostre sconfitte e pure dalle nostre vittorie meritate sul campo: che anche quelle alla fine è forse meglio non averne perchè ci sta che un giorno debbano pure essere pagate, risarcite, restituite indietro.

Così la Vita non permette che vengano attribuiti a noi falsi meriti di cui certo ci vanteremo vanamente, no, non permette nemmeno questo e rende giustizia prendendosi i suoi giusti meriti ed uscendo allo scoperto proprio quando nessuno se l'aspettava pretendendo un posto importante al tavolo verde, accanto a noi per tutte le prossime partite!