12 gennaio 2013

Cosa fanno le squadre migliori? Nessuno vince per caso

Reinventarsi una vita
Va da quelli bravi, guarda quelli bravi, ed impara da loro.

Perché in quello che fanno, non vincono mai per caso: hanno dei segreti nascosti nelle pieghe delle loro giornate. E soprattutto, non si arrendono mai ed inventano sempre qualcosa di nuovo.

Più o meno cosa fanno?
  • minimizzano gli errori - sanno che chi meno sbaglia, vince
  • ottimizzano le energie - sanno che correre a vuoto è la prima cosa sbagliata da fare. Al contrario, è meglio correre il meno possibile ma correre bene, anche perché le energie sono una risorsa limitata
  • fanno molte azioni d'attacco ma riescono anche a sfruttare le giornate peggiori compiendo poche azioni ma ricavandone il massimo che possono
  • non buttano via il tempo che passano assieme
  • sanno che tutti ed il contributo di tutti è fondamentale - anche del magazziniere e del medico sportivo
  • si aiutano tutti in campo e fuori dal campo
  • hanno qualcuno che li guida, che sa dove vuole arrivare e sa come portarceli
  • si allenano, si allenano, si allenano - sanno che la motivazione conta talvolta molto di più delle capacità e che il talento non ben allenato sarà presto sprecato
  • non mollano mai - trovano la forza di reagire alle sconfitte e alle brutte figure facendo leva sul gruppo e sulla voglia di stare insieme
  • non lasciano niente al caso - sono meticolosi nell'organizzare e nel pensare e ripensare le proprie strategie, i propri modi di prepararsi, il "cosa fare per poter fare"
  • stanno attenti ai minimi dettagli, ogni giorno - sanno che sono i dettagli negli allenamenti che portano alla vittoria durante le partite vere
  • sanno che vincere aiuta a vincere e che convinzione porta convinzione - al contrario le sconfitte conducono allo scoraggiamento, che riduce le energie, che fa perdere lucidità e non si riesce più ad esprimere il meglio di se stessi - e si sbagliano anche i passagg semplici, quelli che tutti sanno fare
  • hanno paura di perdere - sono terrorizzati dalla paura di perdere e proprio per questo riescono a concentrare tutte le loro energie trasformandole in energia per vincere
In tutto questo un coach ha un compito fondamentale: deve guidare la squadra, i dirigenti, tutto il team. Un bravo coach guarda i suoi uomini negli occhi, li conosce giorno dopo giorno, li comprende e già sa cosa può chiedere ad uno e cosa può dare un altro - questo è il suo mestiere, sa tirare fuori il meglio da ciascuno, rendere forti i deboli e rende campioni i forti.

4 commenti:

  1. Bel post.
    Azzeccatissima la foto di Alex Zanardi, chi meglio di lui può insegnarci a non arrenderci mai?

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    1. @Enrico: già, Zanardi è un grande davvero :)

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  2. Ti confesso, letto il titolo il mio pensiero è andato al signor Moggi; ho pensato a un post riferito alla sua "scesa in campo", con un programma che, sempre stando al titolo, corrisponderebbe 'esattamente' al suo modo di agire passato.
    Per fortuna mi sono sbagliato, ho letto il post, mi sono commosso per la descrizione dettagliata degli impegni necessari, indispensabili, per vincere. Che, applicati (come lo sono, nella fattispecie) non credo possano vedere alcun perdente, non credo che il non arrivare fisicamente primi possa essere interpretato come una sconfitta.
    Ovviamente, per estensione, si tratta di una serie di norme di comportamento valide per la vita di ognuno: combattere sempre e comunque, anche contro la cosiddetta sfortuna.
    Ciao, buona domenica.

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    1. @gattonero: già, si. Mi piace reimmergermi ogni tanto nel sano agonismo "da campo da calcio" che un po mi manca :)

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