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4 maggio 2013

Cosa puoi offrire al mondo? - guarda a ciò che di bello già possiedi

Ogni terra può offrire quello che ha
Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile. (San Francesco d'Assisi)

27 settembre 2011

5 maggio 2011

14 novembre 2010

Presto e bene non stanno bene insieme - il brutto vizio del business selvaggio

Il business non ha orari - ha sempre fretta e non si riposa mai
Si dice che chi dorme non prende pesci: ma chi non dorme mai - o vive freneticamente per tutto il giorno e non si riposa bene - avrà ancora la lucidità per "pescare i prossimi pesci"?

27 luglio 2010

Tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare, anzi l'Oceano


Tra il dire ed il fare c'è di mezzo tutto un mondo da attraversare, un mondo non semplice ma fatto di pericoli, situazioni da evitare - se possibile! - situazioni da affrontare per forza, bufere, tempeste, onde alte e maree; animali marini, mostri marini che nemmeno si credevano esistenti, vento forte oppure assente - che alla fine essere senza Vento è un danno grosso come avere un Vento troppo forte indomabile che spinge! - imprevisti e problemi mai immaginati!

Tra l'avere un'idea e realizzarla, c'è tutto un mondo. Tra il realizzare l'idea e l'ottenere dalla sua realizzazione "quel che si sperava", c'è tutto un altro mondo. C'è un mare, anzi un oceano, fra la teoria ben immaginata e scritta sapientemente su carta e la vita vissuta e realizzata. Tanto più la differenza fra la vita sognata - e addirittura mai sperata - si assottiglia finendo col combaciare con la realtà stessa della nostra esistenza, tanto più saremo felici e realizzati, in tutto quel che possiamo fare, di giorno come di notte. Tanto più diminuisce questo "gap", tanto più aumenta la nostra soddisfazione.

Tra il capire un concetto ed il saperlo mettere in pratica c'è un altro oceano e non sempre è il Pacifico :) anzi, molto spesso è un oceano mosso e agitato. Tra il dire "voglio dimagrire" ed il farlo ci sono molti km da correre e molti giorni da vivere mangiando meno le cose che il nostro appetito vorrebbe. Tra il dire "ti amo" e l'Amare, altro che oceani, non so se basta qualche pianeta per colmare un divario incolmabile. Facile, facile dire "ti amo" o "ti voglio bene"... poi c'è tutto un mondo da affrontare. E a volte le onde sono alte... ti guardano in faccia, con quello che sei, e a volte, a volte, ti buttano giù, implacabili. E magari bevi anche un po' d'acqua salata.

Quanti pianti, quanti pianti prima di capire che in un certo qual modo, si può pure starsene tranquilli nell'affrontare l'oceano, che tanto prima o poi si muore e se effettivamente si buttassero giù tutte le mille difese che ci arroccano, sarebbe più facile e più lineare far combaciare il desiderato ed il sognato, lo scritto su carta, ed il vissuto quotidiano. 

Che in fondo lo scritto su carta è ben poca cosa rispetto al vissuto, e serve solo per correggere ed indirizzare il vissuto. Che quel che conta è la Vita, il resto è carta straccia da buttare, serve al momento, ma poi si butta via. E non resta.

29 giugno 2010

Impara l'arte e mettila da parte, sempre e dovunque

Qualsiasi cosa si faccia, occorre sempre imparare.

Quando si è imparato qualcosa, allora la si può trasmettere e si può mostrare a qualcun altro un modo di affrontare lo stesso problema, quella situazione, quel discorso, quella cosa da fare.

Quando si è percorso una strada, allora si può dire: "un modo può essere questo" e si può raccontare la nostra storia, quel che si è fatto, perchè lo si è fatto, cosa ci ha guidato, dove siamo arrivati. E' l'insegnamento più grande, quello dell'esperienza, che non è altro che l'insegnamento del vecchio detto, sempre nuovo, "impara l'arte e mettila da parte" che domani ti potrà sempre tornare utile.

Apprendere vuol dire "fare proprio", interiorizzare una via, una strada, un percorso, un modo di fare, di muoversi, di confrontarsi. Apprendere non vuol dire capire esclusivamente con la mente: in questo modo in realtà la cosa "capita" è rimasta esterna a noi stessi, e non ci tange. Apprendere vuol dire "portare dentro", "custodire", vuol dire aver capito diventando in grado di saper riprodurre in autonomia. E la vera e propria prova che dimostra l'aver appreso si ha soltanto quando, in autonomia, ci ritroviamo capaci di saper rifare ciò che abbiamo appreso: se ci ritroviamo incapaci, significa che non avevamo appreso, non avevamo imparato, tutt'al più avevamo "capito".

9 gennaio 2010

Non si finisce mai di imparare



A volte i bambini sono più grandi degli adulti.

E gli "adulti" credono, sbagliando, che giunti sui 18 anni il tempo della scuola sia finito e che non sia più il tempo di imparare qualcosa: non è più necessario, ormai siamo grandi e vaccinati per insegnare. Ma in realtà, molto spesso non è affatto così e chi dimentica che siamo sempre bambini - anche ad 80 anni - ha perso tutto il tempo della sua vita dietro a cose vane e sarà molto infelice, adesso, ed anche più da vecchio, quando avrà la bava alla bocca ed i muscoli flaccidi - e fare ginnastica non servirà ormai più a niente!

Il tempo di imparare non termina mai!

E questo è il bello della vita... che ogni giorno possiamo imparare qualcosa di nuovo perchè ogni giorno c'è almeno un insegnamento nasconsto in fondo alla tazzina del caffè! - tutto da gustare!

3 gennaio 2010

Chi va con lo zoppo impara a zoppicare

Arcipuffolina non c'è detto più vero di questo!

Forse non è vero che l'ambiente dove nasci o dove cresci e dove vivi tutti i giorni non ti condiziona?

Non ti insegna / disinsegna qualcosa di importante?
Non ti fa crescere bene / male?
Non ti aiuta / è di ostacolo nello sviluppare le tue caratteristiche, nel prendere coscienza di chi sei, di cosa vuoi e di cosa puoi fare?
Non ti aiuta / è di ostacolo per svilupparele tue abilità e svilupparti?
Non ti aiuta / non aiuta a comprendere ciò che è bene e ciò che è male?

Non è forse così, per tutti, e non solo da piccolini a scuola ed in famiglia ma bensì anche da "adulti"?

Eppure "l'ambiente" lo facciamo noi: con le nostre azioni, pensieri, idee, comportamenti. Tocca anche a noi!

Eppure, se tutti zoppicano intorno a te, non verrà forse anche a te da imitare il loro comportamento?

21 settembre 2009

Il tempo vien per chi lo sa aspettare

E' il tempo che dimostra la verità delle cose.

E' il tempo che dimostra se puoi e quanto puoi dare fiducia ad una persona.

E' il tempo che dimostra se quel rapporto è amicizia o se è Amore.

E' il tempo che fa crescere ogni realtà, con calma, giorno dopo giorno - rispettando e seguendo i suoi tempi!

18 settembre 2009

Impara l'arte e mettila da parte


A volte
conta molto di più una figura di merda in meno,
che una conoscenza tecnica in più.

Perchè si può sapere anche di meno,
ma mostrare più di quanto sappiamo,
oppure si possono conoscere molte cose tecniche
ma non sapersi interfacciare con gli altri:
e allora l'utilità delle nostre conoscenze e del nostro sapere, è praticamente equivalente a 0.

Meglio non sapere niente
ed essere sereni
ed avere dei buoni rapporti con gli altri,
oppure, ancora meglio, saper unire entrambe le cose nel giusto mix.

E anche questo è proprio un'arte...

7 settembre 2009

Diventare i primi: mors tua vita mea

Si gioca sempre così, perchè così t'insegnano che bisogna fare - perchè così è giusto e tutto il resto è merda!

Già, merda. Non cacca o "popò", proprio merda! Merda puzzolente!

Chi non è il primo non conta niente: il suo parlare non conta niente, il suo discorso vale meno di una cicca spiaccicata in terra nella strada dove sopra è passata una ruota di un camion con rimorchio. Il suo sentire non conta niente, il suo vedere neanche - figuriamoci, cosa mai può vedere quel coglione lì? - la sua intera esistenza è spazzata via dall'egoismo degli altri. E tutti scaliamo la vetta, cerchiamo di arrivare per primi oppure nelle migliori condizioni possibili in cima alla montagna del successo sociale.

Già, la vita è una montagna da scalare, un sentiero da percorrere, un percorso per raggiungere l'inarrivabile al quale sempre aneliamo ma mai tocchiamo. Una ricerca continua di qualcosa che non troveremo mai - perchè niente potrà saziare la nostra implacabile sete, talmente forte che nemmeno sentiamo e vediamo più. Una gara, una corsa per arrivare, per affermarci, per mostrarsi, per realizzarsi utilizzando tutte le proprie doti - io sono più bravo di lui! Sono più giusto di lui! Questo non capisce che ho ragione io! - O almeno così riteniamo che sia. Ripeto, ci hanno insegnato da sempre che è così: impossibile che sia diversamente.

E ci siamo dentro fino al collo, tutti quanti. Anzi, ci siamo sommersi dentro, dentro a questa spazzatura che noi stessi provochiamo, continuamente. Spazzatura che nessuno smaltirà mai - a parte qualche spazzino sperduto che ancora lavora senza stancarsi mai, senza chiedere niente a nessuno, senza pretendere niente da nessuno, e lavora per tutti nel segreto e nel silenzio delle proprie notti - spazzatura che ingombra le nostre stradi, le nostre mani, i nostri atti, il nostro vivere quotidiano.

Ecco perchè non ci si vede più: perchè c'è questa spazzatura nel mezzo - come si può vedere qualcuno dietro una montagna di spazzatura? - ecco perchè non ci si sente più - come si può sentire qualcuno, se non una vocina tenue, se siamo dietro una montagna di spazzatura? - non ci si tocca nè tantomeno ci si sfiora più in quanto siamo divenuti irraggiungibili gli uni gli altri: ed ognuno sta al suo posto, dietro la propria montagna.

E camminiamo e camminiamo, e sgomitiamo e sgomitiamo.

E ci sono delle tecniche per divenire primi - per affermare il proprio marchio!

Dunque scopriamole, scandagliamole, usiamole prima che altri le usino e ci rubino il posto. Perchè se non siamo lì, non contiamo niente e non siamo nessuno. Che cosa aspettiamo?

E mentre qualcuno ancora cerca con una ruspa di fare un po' di pulito attorno a noi e dentro di noi, gli sciacalli sono già pronti a piombare non appena vedono che giace il corpo di un morto o di un ferito o di un moribondo. Là dove possono beccare, essi vanno. Intravedono qualcosa, da lontano ne sentono l'odore e si fiondano - seguendo istantaneamente il loro istinto - e mordendo, implacabilmente seguendo il detto mors tua vita mea - e godono e vivono a discapito degli altri. E questo a volte, vuol dire fare carriera.

21 maggio 2009

Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi

La falsità distrugge se stessa! Il male e la falsità, non hanno sostanza in loro stessi!


Alla lunga, le illusioni, le falsità e tutto il male si autodistrugge e scompare e resta solo la Verità!


E la Verità risplende
su tutte le falsità!

Ma noi temiamo la Luce della Verità in quanto essa mostra il male che è in noi stessi, il male che abbiamo accolto dentro di noi, talvolta consapevolmente, talvolta inconsapevolmente. Temiamo la Verità perché, anche solo un suo soffio, scioglie le nostre maschere - essa che vuole sconfiggere le nostre bruttezze e farci nuovi! - e abbatte i castelli tristi che abbiamo costruito con tanto sudore e fatica - inutilmente!

E ci sono castelli interiori - ah quanto sono duri e alti! - e castelli esteriori. Ma prima o poi cadranno - imploderanno su stessi - non reggeranno al minimo attacco, non hanno fondamenta in se stessi anche se sembrano così imperanti e potenti sono già un cumulo di macerie anche se vogliono far credere il contrario - perché questo è il loro primo intento, la loro prima vittoria, la loro unica ragione di vita, sembrare ma non essere! Sembrare grandi castelli, ed essere solo un cumulo di macerie. Ma forse anch'essi sanno di essere solo polvere e macerie e forse è proprio per questo che si sforzano di dimostrare di essere importanti, solidi, stabili, coscienti, forti.

Ma prima vince la falsità. La Verità, per dimostrare la sua consistenza, dà la possibilità alla falsità di abbatterla perché è cosciente di se stessa. Non teme i suoi colpi. Addirittura mette in dubbio se stessa e sfida la falsità dicendole "se vuoi abbattimi! Vediamo, vediamo se hai ragione te, se puoi uccidermi!". Dunque si lascia uccidere e fa finta di morire per dimostrare che è più forte, che solo Essa è Vera, che non può essere distrutta, scalfita, annientata. Ma non ha spirito di rivalsa, ha solo vera coscienza di se stessa, sa che Essa solo Esiste ed è! E dunque, inesorabilmente Essa Risorge e Vive.

E rimane, per sempre, la Verità!

E sapere che tutte le nostre falsità saranno annientate - e possono essere annientate! - è un profondo senso di Libertà! Un ringraziamento profondo alla Vita - per questa possibilità offerta! - una pace profonda del cuore!

4 maggio 2008

Chi trova un amico, trova un tesoro

La serenità di un giorno tranquillo, passato fra gli amici di sempre, è impagabile. Con quella stessa energia, con quello stesso entusiasmo.

Con i soldi non ci puoi parlare, nè ci puoi ridere assieme, nè ci puoi piangere ed essi non hanno il poter di consolare. Nemmeno la tua targhetta con su scritto "Ing. Dott. Architett." ti dice una parola nel momento dello sconforto o gioisce insieme a te quando sei contento per qualcosa.

Ma un amico, un amico è sempre lì, e quando bussi alla sua porta egli ti apre: non è solo una questione di dire e di fare, è proprio una questione del sentire assieme, una questione di cuore. E questo è proprio impagabile, un dono grandissimo da custodire e da preservare.

Come disse qualcuno: chi trova un amico, trova un tesoro!