24 giugno 2026

L'appetito (per i libri) vien mangiando


Nei giorni fortunati ci si imbatte in quei libri che sono meglio dei panini perche sfamano un certo appetito.

Avidi e insaziabili, i veri mangiatori li sbranano assaporando parola per parola con l'acquolina in bocca.

Essi hanno la capacità di risvegliare quella piccola fiammella rimasta accesa, contro tutti i venti del mondo.

scritto il 18 agosto 2014

10 gennaio 2026

Semplice, ma speciale

Forse non pensiamo cosí spesso quanto dovremmo su quanto poco tempo abbiamo da veramente vivere.

Ogni pasto, all'apparenza sembra una cosa normale ma puó diventare un momento particolare.

Scoprire qualche sapore nuovo, un modo per scoprire paesi lontani senza viaggiare veramente. Scambiare due parole, condividere il pasto e le proprie riflessioni del momento con qualche amico, puó essere un piccolo momento in una giornata frenetica e piena di tante cose, ma assente a volte della parte piú importante.

La frenesia, la fretta, è controproducente anche in cucina per preparare il pasto: solo i tempi giusti, gli ingredienti giusti e la compagnia giusta per cibarsene, fanno sí che quel piatto possa divenire un momento speciale. 


7 gennaio 2026

Abituarsi al poco è necessario

Abituarsi al poco è necessario: anche chi è ricco e ha tutto si troverà in luoghi e circostanze sfavorevoli che impediranno la soddisfazione dei suoi piaceri. 

Nessuno può avere tutto quello che vuole, ma può non volere quello che non ha e godere delle gioie che gli si offrono. Gran parte della libertà consiste in un ventre moderato e capace di sopportare gli stenti. Non si può immaginare quanto piacere mi dia il sentire che la stanchezza se ne va da sé; non cerco né massaggiatori, né bagni, unico rimedio è il tempo: il riposo elimina le conseguenze della fatica.

Una cena qualunque sarà più piacevole di un banchetto inaugurale. Ho messo, dunque, il mio animo alla prova all'improvviso e perciò ne ho tratto un'esperienza più schietta e vera. Se l'animo si prepara e si impone di essere paziente, la sua reale fermezza non è chiara. Le prove più sicure sono quelle improvvise: se di fronte ai dispiaceri non è solo rassegnato, ma tranquillo; se non dà in escandescenze e non attacca briga; se supplisce a ciò che avrebbe dovuto ricevere non desiderandolo, e pensa che manchi qualcosa alle sue abitudini, ma non a lui stesso.

SENECA, Lettere a Lucilio.



14 dicembre 2025

Sei sulla strada

Trattasi di un percorso.

Un percorso è sempre fatto di alti e bassi. Più saprai accettarli, più saprai guardarli, più saprai gestirli, meglio sarà per te.

scritto 11 dicembre 2012

18 luglio 2025

Non lasciare i tuoi scritti nel cassetto - tirali fuori finché sei in tempo

Non lasciare che le tue idee o i tuoi spunti muoiano con te.

Sarebbe uno spreco - certo per qualcuno

Ma se hai avuto un'idea, che a te sembra davvero buona, realizzala!

Chi ha tempo non aspetti tempo.

scritto il 27 giugno 2013

29 giugno 2025

Capita

Quando siamo soli, vorremmo dei compagni di viaggio. Quando si hanno dei compagni di viaggio, vorremmo essere soli.

In definitiva, non siamo mai contenti.

4 maggio 2025

Forse mai o forse prima o poi: ma a partire da adesso

Tutti noi abbiamo dei limiti e quando si incontrano è difficile accettarli.

È difficile dirsi piú di qui non riesco ad andare. Anche perchè, come possiamo essere certi di non riuscire veramente a procedere oltre?

Ed è questo il dubbio che alimenta l'andare avanti: fin dove posso arrivare?

Ma dei confini, in noi, li troviamo e difficilmente li accettiamo.

Ma quanto è importante comprendere quando fermarsi, e quando insistere, per raggiungere ció che sembrava ormai irraggiungibile.

Forse è proprio quando non vediamo il modo per oltrepassarci - superare noi stessi - è lí che dobbiamo insistere, non demordere, aumentare ancora il nostro sforzo, fino al raggiungimento dell'obiettivo.

Ma concentrandosi sulle cose giuste, focalizzandosi non sul risultato da ottenere bensí sul lavorío da fare su stessi, nel segreto, mantenendo un approccio positivo e di lungo periodo.

Come sempre è la capacitá di mantenersi persistenti nello sforzo di lungo periodo che puó portarci dove adesso non possiamo nemmeno pensare di trovarci.

13 aprile 2025

Sempre in movimento

La nave avanza in due casi.

Quando lo scenario davanti a se é sempre diverso attimo dopo attimo o quando lo scenario davanti a se é sempre uguale settimana dopo settimana.

Non avanza quando é appoggiata alla terra ferma, condizione di riposo per una nave che certo non é fatta per starsene appoggiata ad una banchina di un porto, per sempre.

Bensí una nave é stata concepita per solcare i mari e forse gli oceani. Portare le persone su di se, lasciare che essi contemplino paesaggi dal pontile o dai finestrini, far sentire la dolce brezza del vento del mare, col sole lieve, che ogni angoscia placa e lo spirito ritempra.

scritto il 14 aprile 2013

17 marzo 2025

Ció che non si allena, si dimentica

“Il pensiero del filosofo spagnolo Josè Marina coincide perfettamente con l’idea che ha Guardiola sul lavoro: “Il talento non è un dono (una cosa) ma un processo (un apprendimento), e non sta all’inizio, ma al termine della formazione e dell’allenamento.”

Pensa Pep: «ciò che non si allena, si dimentica». 

Proprio per questo, alla base del rendimento c’è l’allenamento e il lavoro. Non tanto dal punto di vista quantitativo, ma da quello qualitativo. 

L’allenatore trasmette l’idea attraverso le parole, ma il giocatore lo assimila mediante la pratica reiterata, diretta e corretta: «i giocatori vengono convinti dei concetti tattici allenandosi. Se si apprende un concetto tattico si apprende giocando, perché il gioco è l’unica cosa reale».

Non si tratta di ripetere meccanicamente delle azioni, ma di comprendere il perché di quelle azioni: «l’allenamento consiste nel fatto che i giocatori prendano delle decisioni», dice Guardiola. 

E non basta dirlo e allenarlo, va vissuto come esperienza: «per apprendere, devi provare, non basta che te lo dicano. Per correggere davvero un difetto importante, devi averne sofferto le conseguenze». L’errore e la sconfitta sono grandi stimoli per la correzione e lo sviluppo di un concetto.”

[Da “Pep Guardiola, la metamorfosis” di Martì Perarnau]

14 gennaio 2025

Assurdità normali

Camminare, senza muoversi.
Sentirsi, senza essere fisicamente l'uno accanto all'altro.
Incontrarsi, anche se siamo a distanza di km.

Sembra assurdo ma è possibile.
Sentire la presenza come se non te ne fossi mai andata.

E comprendere, a fatica, di cosa si tratti davvero.
Hai voluto essere presente, ti sei fatta spazio a tuo modo.

Rimango perplesso e fermo, dinanzi al mistero.
Affascinato ed attratto ma allo stesso tempo quasi timoroso di cotanto mistero.

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Scritto il 14 gennaio 2020