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| Legati da fili invisibili |
Visualizzazione post con etichetta Paulo Coelho. Mostra tutti i post
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23 gennaio 2020
Fili invisibili che ci legano - senza nemmeno volerlo
27 gennaio 2012
Accendere il fuoco dell'amicizia se passa il vento freddo
26 dicembre 2011
Crescere come un bambù cinese
1 ottobre 2010
Prendi in prestito un consiglio ma guarda bene quanto vale
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| Scimmia saggia pensante |
Il millepiedi decise di domandare al saggio della foresta, una scimmia, quale fosse il rimedio migliore per il suo dolore alle gambe.
"Si tratta di reumatismi", disse la scimmia, "Hai troppe gambe. Bisognerebbe che tu fossi come me: con due gambe sole, raramente vengono i reumatismi".
"E come faccio per avere solo due gambe?"
"Non mi scocciare con questi dettagli", rispose la scimmia. "Un saggio dà solo il consiglio migliore. Il problema risolvilo tu".
2 settembre 2010
La storia del Gabbiano e del Topo
12 giugno 2010
Del pentimento sincero
Il monaco Chu Lai veniva aggredito da un insegnante che non credeva a nulla di ciò che egli diceva. La moglie dell’insegnante, invece, era una seguace di Chu Lai - e pretese dal marito che andasse a chiedere scusa al saggio.
Contrariato, ma non avendo il coraggio di opporsi alla moglie, l’uomo si recò al tempio e mormorò alcune parole di pentimento.
- Non ti perdono - disse Chu Lai. – Torna al lavoro".
La moglie ne fu scandalizzata:
- Mio marito si è umiliato, e voi, che affermate di essere un saggio, non siete stato generoso!
Rispose Chu Lai:
- Nella mia anima non c’è rancore. Ma, se egli non è pentito, è meglio che riconosca di provare rabbia contro di me. Se avessi accettato la sua richiesta di perdono, avremmo creato una falsa situazione di armonia – e questo avrebbe accresciuto la rabbia di vostro marito.
Dalla newsletter Il Guerriero della Luce n. 223 di Paulo Coelho
29 aprile 2010
Sulla strada della saggezza
- Per un anno, dovrai pagare una moneta a chi ti aggredirà – disse l’abate a un giovane desideroso di intraprendere il cammino spirituale.
Nei dodici mesi seguenti, il giovane pagava una moneta ogni volta che veniva aggredito. Alla fine dell’anno, tornò dall’abate per conoscere il passo successivo.
- Vai in città a comprarmi del cibo.
Appena il giovane fu uscito, l’abate si travestì da mendicante e si recò alla porta della città. Quando il giovane si avvicinò, cominciò a insultarlo.
- Che bello! – commentò il giovane. – Per un anno intero ho dovuto pagare, e adesso posso essere aggredito gratis, senza spendere niente!
Udendo questo, l’abate si tolse il travestimento.
- Chi non prende gli insulti seriamente, è sulla strada della saggezza.
Dalla newsletter Il Guerriero della Luce n. 223 di Paulo Coelho
23 febbraio 2010
Il codice dell'ospitalità
Due uomini stavano attraversando il deserto quando videro la tenda di un beduino e si avvicinarono per chiedere rifugio. Pur non essendo conosciuti, furono accolti come detta il codice di comportamento dei nomadi: fu abbattuto un cammello e la sua carne servita in una lauta cena.
Il giorno seguente, dato che gli ospiti erano ancora lì, il beduino fece abbattere un altro cammello. Stupiti, i due uomini dissero che non avevano ancora terminato di mangiare quello che era stato abbattuto la sera precedente.
- Sarebbe una vergogna servire cibo vecchio a coloro che ospitiamo – fu la risposta.
Il terzo giorno, i due stranieri si svegliarono presto e decisero di proseguire il viaggio. Dato che il beduino non era in casa, lasciarono a sua moglie cento dinari, chiedendo nel contempo scusa di non poterlo attendere, giacché se si fossero trattenuti ancora a lungo, il sole avrebbe finito per diventare troppo forte.
Avevano ormai fatto quattro ore di cammino quando udirono una voce che li chiamava. Si girarono a guardare: il beduino li stava inseguendo e, quando li raggiunse, gettò il denaro a terra.
- Io vi ho accolto così bene! E voi, non vi vergognate?
Gli stranieri, stupiti, dissero che i cammelli valevano certamente molto di più, ma loro non avevano molto denaro.
- Non sto parlando della somma – fu la risposta. – Il deserto accoglie i beduini ovunque essi vadano e non chiede mai niente in cambio. Se dovessimo pagare, come potremmo vivere? Accogliere voialtri nella mia tenda ha significato ricambiare una frazione di quello che la vita ci ha dato.
Dalla newsletter Il Guerriero della Luce n.218 di Paulo Coelho
1 ottobre 2008
Costruire o Piantare
Un testo anonimo della tradizione afferma che, nel corso della propria esistenza, ogni essere umano può adottare due atteggiamenti: Costruire o Piantare. I costruttori possono dilungarsi per anni nei loro compiti, ma arriva un giorno in cui terminano la propria opera. A quel punto si fermano, e il loro spazio risulta limitato dalle pareti che hanno eretto. Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato.
Poi ci sono quelli che piantano: talvolta soffrono per le tempeste e le stagioni, e raramente riposano. Ma al contrario di un edificio, il giardino non smette mai di svilupparsi. Esso richiede l'attenzione continua del giardiniere ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere una grande aventura.
I giardinieri sanno sempre riconoscersi l'un l'altro, perchè nella storia di ogni pianta c'è la crescita della Terra intera.
Tratto da "Brida", un libro di Paulo Coelho
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