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12 settembre 2010

Piccoli errori comuni: i tre ostacoli

 
Un giorno un Maestro accolse tre candidati che volevano diventare suoi discepoli. Al primo incontro il Maestro iniziò a comportarsi in modo eccentrico a tavola, facendo discorsi assurdi e avendo atteggiamenti strani.

13 febbraio 2010

Le 8 regole per morire presto

Trovato attaccato alla parete del ristorante "Il pappagallo" a Stresa, sul Lago Maggiore
Norme per i dirigenti che non amano la vita.
  1. metti sempre il tuo lavoro al primo posto e la tua persona al secondo;
  2. fa il possibile per andare in ufficio anche di sera dopo cena, nel pomeriggio del sabato e nei giorni festivi;
  3. se non puoi restare in ufficio fino a tardi, prendi con te una borsa piena di lavoro da sbrigare a casa;
  4. non cercare di distendere lo spirito durante i pasti: anzi, se puoi, fa di ogni pausa una discussione;
  5. non concederti alcun svago, tutta roba che fa perdere tempo e disturba la concentrazione;
  6. lo stesso dicasi per le ferie. Meglio rinunciarvi;
  7. non dir mai di no ad un invito: accetta innazitutto gli inviti a conferenze, riunioni e assemblee;
  8. non mollare mai un po' delle tue responsabilità e carica tutto sulle tue spalle: infatti sei un uomo indispensabile.
Se seguirai queste regole, la tua Ditta farà bene a guardarsi attorno per cercare chi dovrà occupare presto il tuo posto.

Eh, sì lo so, sembra davvero incredibile anche a me ma queste regole in cui credo fortissimamente, non le ho scritte io! :) Quando me le sono trovate inaspettatamente di fronte, appese alla parete di un ristorante sul lago Maggiore, proprio non ho saputo resistere alla tentazione di fotografarle e ho riso almeno 20 minuti come un ebete, da solo. Troppo belle!

Per filo e per segno, avrei potuto scriverle io!

A dimostrazione del fatto che molte persone, alla fine, passano per gli stessi posti magari in epoche diverse, magari in situazioni diverse, eppure incredibilemente uguali!

Non sono firmate e dunque non ho idea di chi le abbia trascritte a mo' di pergamena come "verità da passare agli altri e da tenere bene a mente", ma chiunque sia stato ha chiaramente la mia totale stima :)  e gli riconosco tutte le ragioni del mondo! 

Ho provato a chiedere al padrone del locale ma non mi ha saputo dire niente: lui ha detto che lquel quadretto lo aveva lasciato attaccato avendolo ereditato dalla precedente gestione. Non sembrava molto interessato in realtà: asciugava i suoi bicchieri sbadatamente rispondendo alle mie domande con sufficienza. Ma per me quelle parole erano come un segno da seguire o meglio, un segnale per una strada da evitare, che già sto cercando di evitare :)

E quel che mi mette i brividi è quando capita di trovare conferme alle proprie idee o supposizioni così, quando proprio non te lo aspetti mai, per la strada, e nei posti più disparati e proprio in momenti incredibilmente perfetti, quando proprio diciamo... "casca a fagiolo"! :)

Trovare ciò di cui hai bisogno, quando se ne ha bisogno. Trovare conferme quando si ha bisogno di conferme. Trovare senza cercare anche se in fondo siamo sempre in ricerca. Scoprire che già avevamo scoperto. Rileggere da altri quel che avevamo scoperto essere vero per noi.

E vi sembra poco?

9 gennaio 2010

Non si finisce mai di imparare



A volte i bambini sono più grandi degli adulti.

E gli "adulti" credono, sbagliando, che giunti sui 18 anni il tempo della scuola sia finito e che non sia più il tempo di imparare qualcosa: non è più necessario, ormai siamo grandi e vaccinati per insegnare. Ma in realtà, molto spesso non è affatto così e chi dimentica che siamo sempre bambini - anche ad 80 anni - ha perso tutto il tempo della sua vita dietro a cose vane e sarà molto infelice, adesso, ed anche più da vecchio, quando avrà la bava alla bocca ed i muscoli flaccidi - e fare ginnastica non servirà ormai più a niente!

Il tempo di imparare non termina mai!

E questo è il bello della vita... che ogni giorno possiamo imparare qualcosa di nuovo perchè ogni giorno c'è almeno un insegnamento nasconsto in fondo alla tazzina del caffè! - tutto da gustare!

7 gennaio 2010

Come starsene bene in ufficio senza farsi cacciare nei guai

Un uccellino era in volo per andare a svernare al Sud. Ma il freddo era tale che l'uccellino cadde a terra congelato.
Una vacca di passaggio gli scodellò addosso una bella cagata fumante.
Scongelato e riscaldato, l'uccellino si mise a cantare di gioia.

Ma un gatto randagio lo sentì, lo trovò, lo tirò fuori dalla merda e se lo mangiò.



Lezione di carriera:
1.- Non tutti quelli che ti coprono di merda sono tuoi nemici...

2.- Non tutti quelli che ti tirano fuori dalla merda sono tuoi amici...

3.- Quando sei nella merda, tieni chiuso il becco...

14 dicembre 2009

Cosa contraddistingue un capo?


Quando fu creato il corpo umano, ogni sua parte voleva esserne il "capo".

Il Cervello disse:
- Il capo devo essere io, perché controllo tutte le funzioni del corpo.
I Piedi dissero:
- Noi, dobbiamo fare i capi: portiamo il Cervello dovunque voglia andare.
Le Mani dissero:
- Noi, dobbiamo fare i capi, perché facciamo tutto il lavoro e portiamo i
soldi a casa.

E così via: il Cuore, i Polmoni, gli Occhi. Finché non alzò la voce il Buco del Culo. Ovviamente lo fecero tacere a forza di risate.

Allora il Buco del Culo si mise in sciopero, chiuse bottega e smise di
adempire alla sua funzione.

Ben presto gli Occhi divennero strabici, alle Mani vennero crampi, i Piedi
inciampavano, il Cuore fibrillava, i Polmoni ansimavano ed il Cervello era
febbricitante.

Alla fine si arresero e votarono la mozione: il capo è il Buco del Culo. Le
varie parti si accollarono tutto il lavoro ed il Buco del Culo si limitava a
produrre merda.

Lezione di carriera: non serve il Cervello, per fare il capo: BASTA SAPER FARE LO STRONZO!

30 novembre 2009

Una malattia dell'anima

"Tutti conosciamo una malattia diffusa nell’Africa Centrale chiamata malattia del sonno. Ciò che dobbiamo sapere è che esiste una malattia simile che colpisce l’anima – e che è molto pericolosa, perché si instaura senza essere notata. Quando dovessi notare il minimo segno di indifferenza e di mancanza di entusiasmo nei confronti nel tuo simile, stai allerta!”

"L’unica maniera di cautelarsi contro questa malattia è capire che l’anima soffre, e soffre molto, quando la obblighiamo a vivere in modo superficiale. L’anima ama le cose belle e profonde”.


Prof. Albert Schweitzer, medico e missionario
Premio Nobel per la pace nel 1952

16 novembre 2009

La lezione del tacchino che voleva fare carriera velocemente

Un tacchino selvatico chiacchierava con un toro:
- Mi piacerebbe tanto arrivare in cima a quell'albero, ma non ne ho la forza
- Beh, perché non ti mangi un po' della mia merda - rispose il toro - E' piena di roba nutritiva -

Il tacchino becchettò un po' di merda e scoprì che di fatto gli aveva dato forza sufficiente per arrivare al primo ramo dell'albero.Il giorno dopo, mangiato un altro po' di merda, arrivò al secondo ramo.


Dopo un paio di settimane, il tacchino era fieramente appollaiato sulla cima dell'albero. Ma fu subito visto da un cacciatore che lo abbatté.


Lezione di carriera: mangiando merda puoi arrivare in cima, ma non è detto che ci resti...

9 novembre 2009

La lezione del corvo che non fa niente

C'era un corvo che se ne stava appollaiato sui rami alti d'un albero e non faceva niente tutto il giorno.

Un coniglietto di passaggio vide il corvo e gli chiese:
- Posso starmene anch'io seduto qua a non far niente tutto il giorno?
- Certo, perché no? - rispose il corvo.

E il coniglietto si sedette comodo a terra sotto il corvo a riposarsi.

All'improvviso apparve una volpe, saltò sul coniglietto e se lo mangiò.


Lezione di carriera: per startene seduto a non far niente tutto giorno, devi essere seduto molto in alto.

5 novembre 2009

Come fingersi grandi lavoratori - e fare carriera?



Ho letto questo articolo di giornale - ma di quale rivista o quotidiano sarà stato? Qualcuno lo sa? - per la prima volta appeso nell'ufficio dove lavoro ormai da quasi un anno ed è stato amore a prima vista.. Non si sa chi ce l'abbia attaccato ma è troppo bello anche perchè è troppo vero: la gente fa effettivamente così  come descritto! E fa anche molto, molto di più!

Fingere di lavorare sempre e sempre, senza sosta, in alcune strutture organizzative - che non amo per niente! - è una delle principali regole basilari per cercare di fare carriera.

Ed oltre ai "suggerimenti" dell'articolo, io aggiungerei pure:
  • lamentati spesso del troppo lavoro con tutti e in ogni occasione: la gente finirà per credere che effettivamente lavori davvero tanto;
  • non alzarti spesso dalla sedia: più riesci a stare attaccato col sedere e fermo alla scrivania con la mano sul mouse e gli occhi sullo schermo del pc e più il tuo essere indaffarato sarà credibile;
  • lascia a qualcun altro l'incombenza di "chiamare gli altri per la pausa caffè" perchè chi ha questo incarico - ed in ogni ufficio c'è colui che spontaneamente resiste di meno e si candida per acquisire questo titolo - non è mai o quasi mai considerato un vero lavoratore doc ma bensì, spesso, un "cazzone" doc!
Sai suggerirne altri? (possono sempre fare comodo!)

21 agosto 2007

Sii felice

Solo se sarai realmente profondamente felice donerai amore e pace agli altri e armonizzerai l'ambiente che è attorno a te.

Ma non aspettare che avvenga qualcosa di particolare per essere felice. Se così farai, troppo spesso saranno assolutamente vane le tue speranze perchè difficilmente nella tua vita accadranno cose che la sconvolgeranno.

Molto più saggia è la via della felicità-normale ovvero della vita quotidiana semplice, nuda e cruda. La via del ringraziamaneto per il grande dono della vita che Dio ci ha fatto. Infatti chi è nato da se stesso, o per volontà propria o esclusivamente per volontà dei propri genitori? La via del ringraziamento è una via alta e virtuosa e conduce alla spontaneità del cuore, lo riempie di grazia e di contentezza, conduce l'uomo ad essere allegro.

L'uomo allegro cammina con la Speranza nel cuore, che non è illusione o voglia di non vedere i problemi, ma è Speranza certa che, comunque vada, essendo figli di Dio, la fine terrena potrà andare come andrà, ma abbiamo un Padre che ci accoglierà per ciò che siamo. Questa certezza nel cuore cambia il comportamento dell'uomo e lo rende felice di esistere, felice di essere figlio, felice di esserci e di combattere assieme ad altri per costruire qualcosa insieme. Allegria poi non vuol dire stupida arroganza e goliardia senza senso: allegria vuol dire sentire il cuore amato, sentirsi amati e perciò, ridonare gratuitamente amore. L'amore non lo si può dare quando non ci sentiamo amati. E' proprio impossibile.

2 agosto 2007

La storia del cinese

Un povero cinese suscitava la gelosia dei più ricchi del paese perché possedeva uno straordinario cavallo bianco. Ogni volta che gli offrivano una fortuna per acquistare l'animale, il vecchietto rispondeva: "Questo cavallo è molto più di un animale per me, è un amico, non posso venderlo". Un giorno, il cavallo sparì. I vicini radunati davanti alla stalla vuota, diedero il loro parere: "Povero idiota, dovevi prevedere che ti avrebbero rubato quella bestia. Perché non l'hai venduta? Che sfortuna!". Il contadino si mostrò più circospetto: "Non esageriamo", disse. "Diciamo che il cavallo non si trova più nella stalla. E' un dato di fatto. Tutto il resto è solo una vostra valutazione. Come faccio a sapere se è una fortuna o una sfortuna? Noi conosciamo solo un frammento della storia. Chi può sapere cosa succederà?". La gente prese in giro il vecchio. Da molto tempo lo consideravano un sempliciotto. Quindici giorni dopo, il cavallo bianco tornò. Non l'avevano rubato, era semplicemente scappato in campagna e di ritorno dalla fuga aveva portato con sé una dozzina di cavalli selvaggi. I paesani si assembrarono di nuovo: "Avevi ragione, non era una sfortuna, ma una benedizione".

I paesani si allontanarono, convinti che il vecchio sragionasse. Ricevere dodici bei cavalli era inevitabilmente un dono del Cielo. Chi poteva negarlo? Il figlio del contadini iniziò a domare i cavalli selvaggi. Uno di questi lo gettò a terra e lo calpestò. I paesani vennero ancora a dare il loro parere: "Povero amico! Avevi ragione, questi cavalli selvaggi non ti hanno portato fortuna. Adesso il tuo unico figlio è storpio. Chi ti aiuterà dunque nella vecchiaia? Sei davvero da compatire". "Vedremo", ribatté il contadino, "non precipitiamo le cose. Mio figlio ha perso l'uso delle gambe, tutto qui. Chi può dire cosa ci riserverà questo? La vita si presenta a pezzettini, nessuno può predire il futuro". Qualche tempo dopo, scoppiò la guerra e tutti i giovani del villaggio furono arruolati nell'esercito, tranne l'invalido. "Vecchio", si lamentarono i paesani, "avevi ragione, tuo figlio non può camminare ma resta con te, mentre invece i nostri figli vanno a farsi ammazzare".

"Vi prego", rispose il contadino, "non giudicate così in fretta. I vostri giovani sono stati arruolati nell'esercito, il mio resta a casa, è tutto quello che possiamo dire. Dio solo sa se è un bene o un male".