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26 agosto 2010

Madre Teresa, così vicina a Dio da sentirsi lontana da Dio





Oggi si compiono 100 anni dalla nascita di Madre Teresa. Una donna incredibile, così semplice che disarma qualsiasi forma di dissenzo e contrapposizione nella sua opera d'Amore dettata da Dio. In lei, nel suo operato, è impossibile non riconoscere qualcosa di straordinario. E questo non soltanto per i numeri delle sue "sorelle" che assieme a lei aiutano ogni giorno un sacco di poveri ma bensì, per la carità infinita che il suo cuore e le sue opere hanno portato sulla terra, la stessa terra che tutti i giorni calpestiamo anche noi, senza alcuna minima differenza da lei, la terra di tutti gli uomini. Terra di tutti gli uomini, affidata a tutti gli uomini, ma di cui non tutti gli uomini si prendono cura allo stesso modo: la maggior parte di noi non "ama" la terra, bensì la sfrutta, il che è decisamente diverso.

19 gennaio 2010

Ricordati chi sei e non mollare mai


E ritrovarsi così, senza accorgersene e senza capire perchè, imprigionati, stipati assieme ad altri ad osservare la vita da una finestra - quella del computer e quella della stanza - ritrovarsi da correre su prati verdi al sole d'estate, a ridere ed urlare, ritrovarsi a dover stare zitti zitti con gli occhi bassi, tutti i giorni, sotto un cielo grigio e nebbioso. Incredibile!

Un freddo, un freddo assassino scaldato solo da un po' di paglia e da piccole condivisioni frazionate tra un'occhiata fuori ed un'occhiata fuori, occhi che cercano altra vita oltre alla poca che si vede qui, sempre uguale, ogni giorno, senza sconti per nessuno. Le narici sbuffano e la mente vaga chissà dove ricordandosi quell'immensa vita vissuta tempo fa talmente ancora viva che, a guardar bene, non sembra ieri ma domani. Ed il cuore per un poco si risveglia, ricordandosi, e sorride. Ma solo per un attimo perchè la realtà la fa da padrona e torna, prepotente ad occupare il suo posto togliendo quel velo gioioso, torna il freddo e la testa si riabbassa, china su quel che si deve fare.

Urla soppresse - che un giorno esploderanno - gambe ferme - che un giorno ancora correranno - braccia occupate sulla tastiera - che un giorno si alzeranno per riscrivere ancora una storia, qualcosa di bello da poter poi ricordare ancora in altri giorni grigi, come questi, Gioie che sono benzina potente per camminare in giorni tristi e difficili.

Ricordati chi sei, da dove vieni, cosa hai fatto, cosa io ho sempre fatto per te - dice nel silenzio quella voce conosciuta, voce antica e sempre dolce da ascoltare. E dunque perchè adesso è così? - viene da chiedersi.

Ma le cose sono due: o effettivamente ti hanno catturato, legato, imbavagliato, ingabbiato e messo al bando - e ciò effettivamente talvolta succede! - oppure sei stato tu che hai per qualche motivo lasciato che ti portassero via da quei prati verdi in cui hai sempre corso perchè credevi di poterne fare a meno - che stupida idea! - o perchè talmente credevi di averli già percorsi tutti che avevi bisogno di altro spazio - e sei finito dove di spazio non ce n'è in nessun modo nè tipo! Condotto beffardamente dai tuoi stessi "custodi" che non ti vogliono veder correre con tutta la tua potenza e nella tua bellezza ma vogliono vederti ammaestrato, senza tutte quelle tue difficili - per loro - irrequietezze tipiche di un cavallo che ancora non ha accettato tutte le regole e porta briglie e morso col sorriso del vinto. Ma è difficile, per loro, non hanno capito.

Perchè dietro la nebbia si vede ancora quel che c'è ma non si vede - quel che non c'è si vede ma che si vede bene col cuore! - e non hanno capito quanto sia vera e viva quella corsa sui prati verdi - corsa ancora mai terminata!

Stupidi soldati sempre pronti ad assecondare ogni più piccolo capriccio del primo superiore che capita così da avere sempre paglia da sgranocchiare, ma da dietro una staccionata raccontandosi dei tempi in cui anch'essi, liberi, correvano dalla mattina alla sera: ma erano altri tempi, dicono.

Altri tempi? Sono solo i tempi che vuoi che siano: puoi scegliere! E se ancora non aprono la steccionata e la gabbia impedisce ancora di scorrazzare fino al mattino successivo senza sosta, tutti i giorni, il pensiero è già là che aspetta il corpo e tutto il resto. La solita saliva acquista un sapore diverso: almeno la mente non è più schiava, anche se tutto il resto ancora non si muove e non può muoversi.

Almeno la mente, almeno il cuore, almeno l'anima: quelli non posso proprio lasciarli qua, non posso proprio affidarglieli. Loro prendono il raffreddore in mezzo alla nebbia ed hanno proprio bisogno del Sole. No, mi dispiace, quelli proprio non posso lasciarveli, nè venderli - non hanno prezzo! - nè regalarli: sono troppo preziosi e so già a chi appartengono. Sono suoi, nella Libertà. Ti prego, non mollarli mai... non mollarmi mai!

E nel tuo soffio mi faccio forza, alla tua Misericordia rendo grazie. Non mi mollerai mai!

25 dicembre 2009

La grotta che è dentro di te per il Natale di tutti i giorni



 C'è una grotta segreta, celata, nascosta dentro di te!

Ed è lì che nasce e rinasce la vita ogni volta che glielo permettiamo! Quand'essa poi, seppur un po' sporca e non del tutto accogliente, si appresta ad accogliere la Vera Vita, allora essa tutta quanta s'illumina d'Immenso perchè l'Immensità stessa di Dio la viene a visitare. E permane questa luce e questo calore fin quando la continuiamo ad accogliere: quando invece la sbattiamo fuori, per far entrare altro, allora siamo noi, da padroni di casa di noi stessi che consapevolmente facciamo ritornare la nostra grotta buia e fredda - ed accogliamo la morte anzichè la vita!

E dunque non è Natale, sempre, dentro di noi!

Ma quando accogliamo la vita, è allora la Vita stessa che viene e prende dimora dentro di noi: e ci fa essere più vicini al Cielo e ci fa essere più vicini alla Terra, alla stessa maniera, alla stessa misura - più vicini a Dio e più vicini agli uomini, tanto siamo vicini a Dio quanto siamo vicini agli uomini! Il Cielo non ha misure diverse dalla Terra - se così fosse sarebbe un'ingiustizia! - ma il Cielo fa come parte della terra, ne è semplicemente la parte che rispetto a noi sta più in alto ma forma, assieme alla Terra, un tutt'uno! Chi accoglie il Cielo dentro di se, accogliendo Gesù, coccolandolo, ascoltandolo, offrendogli una casa ed una dimora anche se certamente non degna, fa tutto quel che c'è davvero da fare nella vita ed accoglie in se tutta la terra, tutti gli uomini di ogni generazione, tutti gli amici, i nemici, i conoscienti, tutto quel che esiste sia che si veda che non si veda - pur innalzandoci verso l'alto, ci fa sentire più vicini al basso ovvero più vicino ai problemi che abbiamo qua! Incontrare Dio non vuol dire mai innalzarsi verso alte vette irraggiungibili allontanandosi dai problemi degli uomini, allontanandosi dagli uomini: non è mai questo, bensì, avvicinarsi a Dio vuol dire accoglierlo dentro di se per affrontare tutte le cose del mondo in maniera diversa, insieme a Lui ed insieme agli altri uomini, con tutte le difficoltà del caso - ma con la Luce di Gesù, che è una Luce Nuova!

Il Natale inizia sempre dentro di noi - oppure non inizia mai!

I regali sono importanti - possono essere segno di affetto e vicinanza, ed anche utili a chi li riceve - i festoni e gli addobbi richiamano alla Gioia ed alla festa per riposarsi e staccarsi un attimo da tutta la fatica quotidiana e dagli affanni, i pranzi e le cene tengono alta l'allegria con amici e parenti - non si festeggia mai da soli, insieme è sempre più bello! - ma ciò che conta è che dentro di noi venga accolta la luce perchè se non si accoglie la luce allora, per forza, siamo nell'ombra: e se siamo nell'ombra non vediamo bene e niente ha senso, ma se siamo nella luce allora tutto ha senso, acquista senso, un grande senso ed anche le cose frivole o che sembrano frivole acquistano importanza - e fare un regalo torna ad essere qualcosa di bello!

Ma c'è di più: qualcosa di più grande di una "festa comandata", qualcosa di profondamente più accogliente di "un comandamento", qualcosa di profondamente più libero e rigenerante di un impegno da assolvere. La possibilità di far permanere Gesù nella nostra grotta per tutto l'anno ed andarlo a trovare spesso, la possibilità immensa di andare a trovare la Via, la Verità e la Vita in ogni momento della giornata ed in ogni luogo ci troviamo e con chiunque passiamo le nostre giornate.

Là, in quel porto sicuro, abbiamo la possibilità di confrontarci non solo con gli altri - uomini e donne come noi, amici e parenti - ma pure con la Verità profonda che, per grazia, decide di scendere ancora dentro di noi, guarendoci dal male e dalle malattie che nemmeno sappiamo di portarci addosso perchè non riusciamo a vederci bene in tutto quel che siamo. Dunque, come i magi, possiamo andare spesso là, portando ed offrendo ben poco - sofferenze, dolori, difficoltà, qualche gioia, tutta la nostra povertà e la nostra non verità - ma donandola a colui che da una montagna di spazzatura, ne costituisce dimora per uccelli ed alberi e frutti - Colui che tutto può e che tutto Rigenera! A Gesù non servono doni immensi: già scegliere e decidere con Gioia di stare davanti a Lui, senza dire niente, in silenzio, scoprendo che il silenzio e la nostra presenza sono tutto ciò che di più caro possiamo donargli - e tutto ciò di cui Lui ha sete per amarci! - già questo ci libera, ci sveste, ci smaschera e ci rende sereni perchè i raggi della Sua Luce possono arrivare a toccarci, a stringerci a se, facendoci festeggiare un altro Natale, donandoci una nuova rinascita, un nuovo domani, un oggi più consapevole e benedetto.

Cosa c'è di più caro che puoi donare ad un amico - e che anch'egli può donarti - della tua - della sua - presenza?

Buon Natale! :)

9 dicembre 2009

Respirare in mezzo allo smog quotidiano



Non facile o sempre scontato riuscire a trovare un po' d'aria buona in mezzo allo smog del tran tran quotidiano!

Dunque talvolta occorre lasciare tutto e partire per andare in montagna :) a respirare un po' d'aria buona, a farsi delle belle mangiate, a ritemprare lo spirito ed a riposare i muscoli del corpo e del cervello staccando i fili che ogni giorno ci fanno consumare energie su energie. Insomma, occorre andare là dove c'è ancora, per sua stessa natura, un po' di sana aria buona!

Ma non tutti i giorni si può andare in montagna prendendo auto o pullman e prenotando un comodo hotel vicino a posti stupendi: ciò che conta è salire in alta quota anche dai luoghi dove abitiamo e lavoriamo - portando il cuore più in alto di dove sta faticando in quel momento! - elevando tutto se stessi verso qualcosa di più grande e di più vasto aprendo mente, cuore e spirito a qualcosa di nuovo, qualcosa di potente e reale che fa alleggerire anche il peso e la fatica di quel che si sta vivendo ed affrontando realmente in quell'istante. E respirare così quell'aria buona che ritempra i muscoli e le energie, rinfiamma il cuore entusiasmo per il presente e getta nuova luce sul futuro - e va fatto spesso, ogni quanto ne abbiamo bisogno - non solo una volta al giorno ma anche di più - in base alle nostre esigenze ed in base al nostro desiderio di disintossicarsi dallo smog quotidiano - pregando!

Mettere il naso all'insù - staccarsi un attimo anche solo mentalmente da quel che si fa - respirare l'aria buona che per sua stessa natura rimane smpre buona ed è gratis ed è sempre lì per te - l'aria fresca e frizzante di Dio! - allargare la mente uscendo dai nostri piccoli orizzonti e scoprire che non è tutto lì, che quella fatica è sopportabile - talvolta addirittura trasformabile in qualcosa di bello! - rilassare i muscoli per reimpiegarli con ancora più forza in quel che si deve fare.

E così ritornare a valle - con i polmoni carichi di ossigeno buono - con il cuore che adesso pompa ancora bene sangue nelle vene ed in tutto il corpo che, rigenerato, è pronto per altre avventure, nuove strade, nuovi sentieri - fino al prossimo spettacolare giro in montagna!

7 dicembre 2009

Le montagne sono alte ma l'orizzonte è sempre più vasto ed ampio



Gli orizzonti sono sempre piu vasti dei miei - dei tuoi
- e, per fotuna, non abbiamo sempre ragione noi e non ci siamo solo noi e non facciamo bene tutto solo noi: noi noi noi, viene la nausea!

Con i nostri comportamenti talvolta nauseiamo gli altri ma noi non nauseiamo mai noi perchè non vediamo noi cosa siamo, come ci comportiamo, cosa facciamo, come ci rivolgiamo agli altri e come li trattiamo. Viviamo e basta, senza la benchè minima attenzione nei confronti degli altri, ponendoci in tutto al centro: un centro piccolo minuscolo, dal quale partiamo e dal quale ci smuoviamo ben poco e non percorriamo distanze e non scaliamo montagne e non ci abbeveriamo mai dell'orizzonte che costantemente sfamerebbe i nostri polmoni ma rimaniamo spesso lì, a 2 cm da dove posiamo i piedi dicendo che quegli orizzonti sono troppo lontani per noi, credendo che quella nebbia fitta ed il brutto tempo che non ce li fa contemplare bene sia perenni e che non possano essere illuminati e sconfitti dai raggi del sole.

Ah se invece noi arrivassimo anche a far venire la nausea a noi stessi questo sarebbe proprio buono perchè placheremmo noi stessi, tranquillizzaremmo noi stessi, apriremmo la nostra mentalità e smetteremmo di credere che noi e solo noi sappiamo tutto: smetteremmo di chiuderci e ci apriremmo alla Vita! - la quale non nausea mai nessuno che vi si è veramente aperto di cuore e di tutto se stesso, ma al contrario sublima sempre ed esalta ogni cosa bella e buona e placa e sfama la sete di ogni cuore sincero che ama la Vita e tutto quel che le ruota attorno, riempiendo di ogni delizia l'anima di questi cercatori d'acqua buona fra i ghiacciai innevati.

Perchè solo accorgendosi di ciò che di noi fa nauseare, allora e solo allora si può vomitare quel che di noi non porta luce, bellezza e calore Vero. E solo dopo aver fatto una bella vomitata - e non solo una ma molte vomitate! - solo in quel modo possiamo rifiutare ed espellere volontariamente il male che è in noi per aprirsi al bene, al sommo bene - l'Amore di Dio! - che non aspetta altro di amarci pazzamente, come da sempre fa - senza che talvolta noi nemmeno ce ne rendiamo conto!

20 novembre 2009

Gesù e il business miracoloso


 
Ne avevano viste e vissute tante - ma proprio tante - e quel che avevano vissuto aveva dell'incredibile e dell'inenarrabile. Uomini come tutti gli altri, le loro piccole vite erano state sconvolte da qualcosa di potentissimo e di importantissimo non solo per loro ma per tutte le generazioni passate, presenti e future anche se essi non ne avevano la benchè minima certezza. O meglio, qualche bagliore di certezza l'avevano pur trovata in vita loro ma se ne erano spesso andate via, spazzate e distrutte da altri eventi altrettanto strani e talvolta incomprensibili. Ed erano rimasti - Pietro ed i suoi amici - con qualche certezza e con molte non-certezze. Disillusi forse, ridimensionati in quel che credevano di aver incontrato, visto, udito, toccato. Straniti.

E allora si ritorna a lavorare, per mangiare. E si ritorna in quel mare che già si conosce bene, pieno di pericoli e di difficoltà ma pure di opportunità da cogliere al volo per poi rivendere nel mercato, il giorno successivo.

Quando si ha un momento di indecisione nella vita, o quando le cose non vanno come avremmo pensato e sperato, la prima cosa che si fa è ritornare sulle certezze che abbiamo sempre avuto. E' l'unica cosa che si possa fare, ritornando a scrutare il cielo con aria interrogativa e stringendo forte nelle proprie mani le stesse reti di sempre, quelle che sempre ci hanno dato da mangiare - in tutti i sensi!

Ed è così che ha fatto Pietro quando qualcosa nella sua vita non tornava: non tornavano i conti e 2 + 2 non faceva quattro - come sarebbe stato logico che fosse - ma Pietro si trovava fra le mani solo un 1 - ed era strano, era proprio strano. Strano da giustificare in famiglia e con gli amici questo 1 che si ritrovava fra le mani dopo mesi ed anni in cui, di cene e pranzi gioiosi ne aveva passati tanti e tanti raccontando a tutti che quel Gesù che aveva incontrato era qualcuno di speciale. Amarezza in fondo al cuore di una storia non compiuta, fatiche ed energie buttate, forse giorni sprecati? - parole, gesti, fatti, situazioni, amicizie e convinzione da gettare? - lacrime e sbadigli regalati al nulla?

Come si sarà sentito Pietro quando, trovando in fondo a se le piccole risorse rimaste, stringendo i pugni nelle tasche, ha detto agli altri, anch'essi intenti chissà a fare che cosa, che se ne sarebbe tornato a pescare. "Io vado a pescare" - perentorio, deciso, senza tanti fronzoli. Lo immagino come un "Mi sono rotto di stare qui chiuso in una stanza a cercare soluzioni ad un teorema che soluzioni non sembra averne. Mi sono proprio rotto! Cerchiamo di fare qualcosa di buono. Io vado a pescare. Vediamo di riuscire a combinare qualcosa!". Ancora una volta la scelta più logica di fronte ad un alone di mistero sui fatti che avevano sconvolto il gruppo.

Pietro non ci stava. A quelle condizioni non ci stava! Non era possibile che tutto quel percorso fosse finito lì, quasi in una strada senza sfondo. E non voleva sentir ragioni: non voleva perdere tempo e dominato come sempre dalla sua naturale istintività, voleva "fare qualcosa". Non sopportava di starsene con le mani in mano: non era fatto per stare fermo aspettando gli eventi. Gli eventi sono eventi e capitano - per loro natura. L'uomo deve darsi da fare per conto suo! Così che gli "eventi" vedendo le nostre buone intenzioni, ci vengano a loro volta incontro!

Ed incredibilmente, gli altri, lo seguono.

E tutti riprendono in mano gli strumenti del mestiere. Reti, barche, qualche tozzo di pane per la nottata. Presi dall'euforia di pescare qualcosa da rivendere il giorno successivo. Una bella pesca e qualche buon affare stipulato dà sempre un certo buon umore ed una certa sicurezza - cosa di cui probabilmente in quel momento tutti avevano un estremo bisogno.

Si riaffrontano le onde, si cerca il punto che sembra migliore, si sondano le acque - del mercato - si chiede consiglio al collega di fianco, si seguono tutti i presupposti di sempre che sempre hanno condotto a qualcosa di buono da ridare. Ma c'è ancora qualcosa che non va: al mare sembrano non interessare le nostre reti e le nostre mani faticano inutilmente - senza nessun riscontro positivo.

Non si pesca niente, faticando.

Non ci saranno i sorrisi dei clienti il giorno dopo al mercato. Nessun abbraccio e nessuna pacca sulle spalle per nessuno del gruppo, nè sorrisi, nè divertimento in quello che si fa, nè soddisfazione in famiglia raccontando il piccolo successo del momento - che diviene in quell'istante la vittoria più bella del mondo - perchè non c'è nessun successo o conquista da raccontare! Non ci saranno i soldi derivati dalla vendita perchè non ci sarà nessuna vendita. Adesso ci si mette pure il mare. Il mare. Si ribella pure il mare adesso?

Dunque abbiamo perso tutto.

La faccia in famiglia, la faccia con gli amici. La dignità professionale. Le capacità da sempre avute. Le sicurezze di sempre che sembrano anch'esse smarrite, anche loro, scomparse con quei fantasmi che appaiono nelle stanze dove ci riuniamo - e dentro di noi! E da una tristezza ed amarezza - perchè quella aveva fatto muovere i nostri passi per andare a pescare - ci ritroviamo con due amarezze in più e ancor più fatica in testa e nei muscoli. Sfiancati. Sfiniti. Al limite del sopportabile.

E quando si arriva a quel punto accade che, nella vita, si ascolta il primo consiglio del primo che ti suggerisce qualcosa - le abbiamo tentate tutte e non sappiamo più cosa fare! Dunque si ascolta anche qualcuno a caso - non bisogna mai lasciare niente al caso! - chi se ne frega se questo non ha studiato, se non è del settore e non ne sa niente della pesca mentre noi siamo dei buoni esperti: magari lui vede le cose da un altro punto di vista, magari ha fortuna. Sì, sì, facciamo quel che dice, ed in fretta anche! Siamo senza risorse, senza cibo. Siamo con l'acqua alla gola!

Ed è qui che Pietro aveva ragione: non bisogna mai starsene con le mani in mano. Nemmeno un attimo! Perchè gli eventi accadono quando me te lo aspetti ed in un modo inconsueto che mai avresti potuto immaginare. Non accadono per tuo merito o per tua propensione, per conoscienza di ciò che sta facendo o perchè sei più bello. Se devono accadere, semplicemente accadono. Noi dobbiamo lavorare - ma sempre con un occhio in attesa di un segno benevolo dal Cielo senza il quale non possiamo fare niente! Istintivamente Pietro aveva agito bene: aveva condotto i suoi al passo successivo della loro storia con Gesù - anche se nemmeno lui ancora se ne rendeva conto e tantomeno i suoi amici.

Perchè la Vita, quando ti dai da fare con le reti e le lacrime del quotidiano, non può starsene anch'essa con le mani in mano. Ed anch'essa stringe i pugni nelle sue tasche e le batte sul tavolino dell'universo e fa sobbalzare tutti dalle proprie poltrone e fa alzare i deboli e fa cadere coloro che si sentono forti e che spadroneggiano, tireggiando. Perchè la Vita è la prima che non può accettare l'ingiustizia e le sofferenze delle persone! E così la Vita li stava aspettando sulla riva del mare per cibarsi, assieme a loro, delle loro stesse vittorie e delle loro conquiste: anche la Vita esulta di Gioia con noi quando i nostri affari vanno in porto alla grande!

E come potrebbe essere altrmenti? Quei pesci finiscono sulla bancarella e... un sacco di gente se ne ciba! E così cresce, si nutre, mangia, digerisce ed ha ancora energie, forza ed entusiasmo per riscotruire il domani. A volte anche solo un tozzo di pane mangiato con Gioia dà un'energia esorbitante che ti fa scalare montagne e pianure, senza più mangiare niente e bevendo solo l'acqua che piove dal Cielo! La Vita poteva dunque non essere contenta di quella pesca miracolosa che lei stessa aveva suggerito di fare?

E così la Vita suggerisce. Tolte tutte le umane certezze che hanno condotto solo ad un fallimento - facendo la cosa più logica non abbiamo ottenuto nessun risultato positivo! - si segue la Vita che parla in fondo dentro di noi - dalle sponde del mare nascosto dentro di noi - o il consiglio di un amico che non si sentiva più da dieci anni ma che, in qualche modo, fa sempre parte della notra vita - senza sapere nemmeno perchè!

E si fa quel che dice lui... e velocemente si rigettano le reti. Un ultimo tentativo - cosa costa ormai? Siamo col culo in terra! - senza pretendere stavolta che sia quella buona. Erano altre le nostre pretese: pretendevamo di pescare noi, per come eravamo abituati a fare, per come sappiamo fare. Pescare grazie a questa dritta di questo tipo dà pure meno soddifazione ma ormai non è più il momento di fare gli schizzinosi: si tratta di mangiare o di non mangiare, si tratta di presentarsi domani al mercato oppure di tornarsene a casa, tristemente a casa senza aver preso nulla.

E via. Si getta la rete - ma chi è quel tizio sulla sponda che ci ha detto di gettare la rete? - chiede uno.
- Ma che ne so - risponde Pietro - con questa nebbia non si vede nemmeno bene - e continua a preparare la rete.
- Chi se ne frega di chi è - dice un altro - se prendiamo due pesci fatti bene siamo a posto per oggi e si torna a casa... che nottata sfigata! - conclude continuando a lavorare.

E tutti avevano la stessa certezza. Poteva essere la salvezza. Una salvezza inaspettata. Ma tanto erano disillusi da tutto e tutti che nemmeno ci speravano che stavolta fosse la volta buona: erano solo in attesa degli eventi.

Ed il busines tornò ad essere business!

Pesci su pesci. Affari su affari. Soldi su soldi. Mercati su mercati. Mani che stringono mani e signore che vengono al banco scegliendosi il pesce migliore e compiacendosi della vasta e buona scelta che veniva offerta da quei pescatori. E sorridono... sì sorridono! E tornano a casa raccontando al marito che - stamani c'era proprio un sacco di bella scelta al mercato... ed i prezzi, anche i prezzi erano davvero accessibili!

Che bello! Che bello! Finalmente!

Ma qualcosa non tornava: chi era quello che aveva suggerito questa mossa finanziaria strategica ma che di strategico davvero poco aveva per gli esperti del settore? Chi era colui che aveva dato quel suggerimento così benedetto dal Cielo tanto che adesso non riuscivano nemmeno più a smazzare tutti gli affari che avevano tra le mani? Da niente a tutto! Senza passare per nessuna via di mezzo di incremento quotidiano del business, senza limare cm dopo cm conquistandosi spicchi e fette di mercato sempre più importanti! Da niente a tutto, solo per aver seguito senza indugiare il suggerimento di uno sconoasciuto che niente aveva a che vedere con i nostri affari.

E chi aveva l'occhio più esperto e forse il cuore più libero dagli affari rispetto agli altri - Giovanni! - lo riconobbe e lo annunciò a tutto il gruppo: quel tizio era Gesù!

Gesù! Gesù! Gesù!

(libera interpretazione-racconto del passo del Vangelo di Giovanni 21, 1-8 detto "La pesca miracolosa") 

1 novembre 2009

I santi hanno vinto senza usare strategie di marketing!

In barba a tutte le strategie e le efficacissime possibilità del marketing, anche del marketing più spinto e di ultima generazione, se ne stanno coloro che del marketing, se ne sono sbattuti altamente - e non vorrei dire cosa, potete facilmente immaginarlo!

Già: tutte le nostre gare per raggiungere vertici, primi posti nelle classifiche di gradimento, i nostri incredibili archibugi per aumentare di visibilità - perchè la pubblicità è l'anima del commercio! - tutte queste frivole e basse preoccupazioni, non sono interessate a coloro che hanno scritto una strada nuova pur seguendone una già scritta da sempre!

Colui che scriveva la loro strada non era uno qualsiasi che prende carta e penna così e scrive quel che gli viene in mente: un qualsiasi grasso e grosso scrivano saprebbe fare una cosa del genere! Questo scrittore è proprio un artista, uno mai sentito prima eppure già conosciuto, uno il cui nome passa spesso di bocca in bocca,  che è anziano eppure giovanissimo, che ha energia da vendere e da sprigionare. E si chiama Gesù!

Essi si sono preoccupati soltanto di una cosa: seguirLo! E seguire è molto diverso da inseguire!

Si insegue sempre qualcosa che scappa e che ci fa dannare per stargli dietro, per cercare di raggiungerlo. Si segue qualcuno che aspetta il nostro passo perchè si affianchi al suo, per poter camminare fianco a fianco, sorridendosi l'un l'altro, aiutandosi, scherzando. Chi si fa inseguire ci mette sempre in affanno e scappa sempre da noi: ma chi si lascia seguire, ci precede e ci segue, ci affianca e parla con noi. Anche se sta davanti a noi per guidarci, il suo sorriso è già dentro di noi e camminando, a distanza, siamo già vicini - quasi una cosa sola con Lui! SeguirLo non reca affanno, ma Pace Profonda! Per inseguire occorre correre e muoversi: per seguire occorre fare attenzione ai passi ed ai movimenti di chi guida perchè dalle sue direttive dipenderanno le nostre mosse, cosicchè i nostri movimenti diventino simili ai Suoi! Il nostro ben intendere subito le sue direttive ci fa stancare meno: l'alternativa è il brancolare nel buio per averle male ascoltate ed un po' di fatica in più per recuperare il passo perduto!

Non perdere tempo ad inseguire!

Ma perdi sempre tempo a seguire, perdi ogni minimo tuo ritaglio di tempo a cercare di capire le mosse per seguirLo! Ogni frammento di tempo è buono per farselo riempire da Lui: la mattina quando non hai assolutamente voglia di alzarti e di aprire un occhio e la sera quando vorresti spaccare il mondo dopo l'ennesima giornata di duro lavoro che sembra non sia servito ancora a niente e a nessuno; il viaggio in treno annoiante ed il tempo perso ad aspettare il pullman alla fermata; mentre scruti la gente stanca come te nella metro affollata e mentre contempli il cielo su un campo verde nelle campagne più belle che tu abbia mai visto!

Questo artista sarà sempre lì, per te!

E quando te ne andrai, lontano, tanto che vorresti scappare dalla tua stessa vita, Egli stesso ti seguirà,  per ritrovarti e per riabbracciarti e donarti quell'abbraccio potente che ancora non ti aveva dato. Perchè Egli ti ama pazzamente!

A Lui davvero non conta che tu sia un vincente o un perdente, che tu sia famoso o il più sconosciuto degli sconosciuti: non gliene frega proprio niente! Egli ti ama pazzamente e così tanto che non immagini nemmeno! Ma presto, presto lo scoprirai, se lo seguirai. Dagli un attimo e te ne regalerà altri 100 e ancor più belli! Donagli un pensiero ed Egli te ne donerà 1000 incredibilmente inaspettati e sempre nuovi!

Dunque i seminari di marketing ti sembreranno pure noiosi, ridicoli, inutili, stupidi!


Il tuo pensiero non sarà più di quello di far conoscere a tutti i costi ma quello ben diverso di ConoscerLo a tutti i costi!

E così lasciare ancora nelle Sue mani il pennino piumato che scorre veloce, per scrivere la tua storia - e la Sua nella tua! -, giorno dopo giorno, come già altri nostri amici - che ci aspettano per abbracciarci anch'Essi assieme a Lui! - hanno fatto: ognuno ha lasciato a Dio il compito di inventarsi la trama e gli intrecci degli snodi della loro vita lasciando a Lui, Vita stessa, di scrivere un altro personalissimo Inno alla Vita per farci uscire dal mondo e rientrarci lindi e puliti accompagnati da Lui e lasciare così la nostra piccola - ma anche Sua! - esclusiva scia luminosa nel mondo!

25 ottobre 2009

Il Gesù di Paolo e il Paolo di Gesù

A volte capitano delle cose semplici nella nostra vita, cose pulite, linde, impercettibili. Cosa piccole, ma cose grandi.

E' anche lì che si nasconde la mano di Dio: un Dio Potente che non ama mettersi in prima fila nè in bella vista, che non cerca le migliori strategie per essere primo nei motori di ricerca web del momento, un Dio che se tiene - e che tengono - fuori dalle principali riviste e dai più importanti rotocalchi mondiali, un Dio che non appare quasi mai in tv, un Dio che non alza la voce ma la abbassa fino a divenire silenzio, musica, Amore totale per chi per chi tende l'orecchio impara ad ascoltarla, senza iPod, senza abbonamenti, senza download, senza auricolari.

Un Dio libero. Libero dalle convenzioni, libero dalle parole stesse - sebbene le abbia usate - libero dal cibo - sebbene se ne sia cibato - libero dagli abiti - sebbene li abbia indossati - libero dai giudizi - sebbene sia stato giudicato e condannato nonostante avesse il potere fra le mani di mettere una buona o brutta parola per un giudizio molto più potente - libero dalla voglia di "diventare qualcuno" professionalmente - sebbene abbia lavorato - libero dalle convenzioni - sebbene ci sia nato e cresciuto dentro - libero dalle regole - sebbene le abbia spesso, ma non sempre, seguite. Libero e liberante per chi lo incontrava, sincero e sofferente ma ricco di speranza da elargire a chi se ne volesse riempire la saccoccia: instancabile guaritore di anime e di corpi, camminatore incomparabile dei sentieri umani e spirituali delle nostre anime, sempre pronto all'ascolto, attento a non sprecar parole ma a dire quelle giuste come quando si sta tentando di stipulare un affare.


E' un uomo che quando passa dalla vita un altro uomo la devasta e la amplifica, la spoglia e la distrugge per ricrearla ancor più viva, ancor più carne - ma stavolta benedetta! - ancor più cuore pulsante ma stavolta pulsante d'Amore.

Anche se lo si vuole incontrare è solo Lui che incontra noi, mai il contrario perchè per quanto lo si cerchi, Egli ci anticipa sempre: in tutto e per tutto perchè essendo Egli il primo - e pure l'ultimo - non accetterebbe mai di arrivare per secondo all'appuntamento. E siccome siamo spesso molto impegnati - a fare niente molto spesso, però siamo impegnati - allora è Lui stesso che prende appuntamento con noi, senza avvertirci, lasciando a noi la sorpesa e a Lui l'iniziativa, trafiggendoci quando meno ce lo aspettiamo, quando i nostri occhi sono fissi sulla meta, quando il cavallo va avanti per la sua strada ed è una buona giornata di sole per viaggiare, per trattare i nostri amati affari, per amare le nostre belle donne.

Non importa. Un fulmine, un lampo, un bagliore, un fragore. Ti scuote, ti stordisce. E ti conduce in un nuovo mondo - forse apparentemente sempre lo stesso alla vista degli altri - ma ormai molto, molto, molto diverso dal mondo in cui da cieco ti muovevi in mezzo ai ciechi alla ricerca del niente, alla conquista del niente che era tutto, per cui facevi tutto - per cui ti alzavi presto la mattina e tardi andavi a riposare mangiando pane di sudore - faticando e combattendo.

Ma non per regalarti la pensione ed il relax, anzi. Per metterti ancor più agitazione: perchè adesso vedi bene e vedi il male ed il bene che ti circondano e che sono dentro di te. Scopri l'insopportabilità della morte che cerca di vincere sulla Vita, scorgi la battaglia, ti trovi un'arma in mano tu che cercavi la pace intesa come assenza di sofferenza. Ti ritrovi la Grazia dello Spirito Santo che ti accompagna in modo inspiegabile e potente ed ormai ci sei, nella strada, le stesse pietre di prima, le stesse faccie, niente è cambiato, ma tutto è cambiato. Mani che prima si chiudevano alla guerra e all'egoismo, si aprono all'Amore di un abbraccio e di una carezza, di un'amicizia infranta, di un tradimento accettato ed amato, abbracciato. Mani che si aprono sempre più, come le mani di Gesù, aperte, sempre aperte al mondo, ai bambini quando non erano bucate, ai chiodi del non Amore degli uomini, quando erano trafitte ma mai, mai chiuse, fino alla fine, fino all'ultimo soffio di alito concesso dal Padre.

Mani aperte, mani offerte. Mani che stringono ancor oggi altre mai, voce che tuona e lampa come accadde a Paolo, fulmine che scuote, fuoco che divampa. Debolezza accolta ed amata, conoscenza nuova inaspettata. Stoltezza che diviene tutto. Povertà che diviene ricchezza. Ricchezza che diviene spazzatura. Onori che divengono imbecillità. Orgogli che divengono vergogne. Volontà che divengono pentimenti.

E strade da percorrere, ancora, incessantemente guidati dai chiodi delle mani aperte - quelle mani che ci hanno accolto - strade percorse da altre energie, da altri sapori, da altre gioie, da altri incontri. Fulminati, contenti, sconcertati, consolati, profondamente amati e rinnovati. Verso confini nuovi che non conosciamo.

Mani che non ci lasceranno, che ancora sanguinano per noi, che desiderano ardentemente sanguinare con noi assieme a noi, per vincere la morte e lodare, sempre, la Vita!

(il titolo del post e la foto in alto sono del libro di Salvatore Maurizio Sessa autore anche di www.ildesertofiorira.it, il testo del post NON è tratto dal libro - perchè non vi fate anche voi un giro in alta quota standovene seduti a casa vostra?)

4 ottobre 2009

Una vita senza senso

Se non abbiamo la benzina per vivere il domani, chi ce la darà?

Se non abbiamo l'entusiasmo di un cantante ad un concerto, chi ce lo darà?

Se non abbiamo la forza di guardare la gente dritta negli occhi, senza timore, senza superbia, chi ce la darà?

Se non saremo sale e sabbia, se non berremo alla fonte della Vita, se non costruiremo e distruggeremo qualcosa e poi ricominceremo a costuire ancora con più entusiasmo e voglia, chi, chi, chi ci aiuterà?

Senza senso è un giorno triste, un giorno chiuso, un giorno vissuto senza respirare e senza far respirare le persone attorno a te. Senza senso è l'esistenza umana se non si riconosce nello sguardo di un altro il proprio sguardo, la sofferenza e la difficoltà dell'altro esattamente uguali alle proprie, se non ci si accorge che quello di cui ho bisogno io è anche ciò di cui ha bisogno l'altro. Allora, se io posso avere ciò che all'altro serve, ne farò un cumulo in casa mia ed una riserva infinita perchè non manchi mai a me e nemmeno alle persone attorno a me. E così imparerò che c'è sempre, in ogni situazione, un così bisogno di guardare al bisogno e all'esigenza dell'altro, anche le più piccole, che alla fine non c'è nemmeno più il tempo di guardare alle proprie che, mastodontiche, si presentano a chiedere di pagargli il conto, un conto sempre a debito. Guardare all'altro ma con discrezione perchè ti farebbe piacere che uno si facesse gli affari tuoi? Non intendo questo per "guardare all'altro"!

Perchè morire di fame non è solo morire del non aver cose di che nutrire il corpo. Ben più, ben più di questo c'è bisogno in un mondo grigio e chiuso dalle proprie, rigidissime regole. Ma per chi scopre la regola delle regola, la regola della Misericordia che non ha regole, ah quanto stanno strette le regole fisse di chi comanda con superbia e pensando di "essere un grande" perchè "raggiungerà i suoi obiettivi!

Vivere una vita con tutta l'energia ch'essa può contenere e sprigionare non ha prezzo! Non ha prezzo nemmeno la benzina che ti può far camminare più di quel che speravi - che ridona sempre nuova luce a quel che vivi - quotidianamente!

Questa benzina è "sprezzata" - spesso disprezzata! - la sua tariffa non dipende dall'andamento del mercato, la richiesta non è alta - perchè dai più è addirittura sconosciuta! - ma il bisogno reale - materiale - è per tutti immenso. Senza di lei non si muove nemmeno un passo, non si riesce proprio a combinare niente e siamo come un motore che talvolta fa pure la scintilla, ma che non si accende mai e sbuffa e sbuffa in continuazione: sembra che parta, ma poi non parte mai! Dunque fanne il pieno - affrettati! - e premi sull'accelleratore. E quando devi frenare, frena.

E fa in modo che la tua vita abbia un senso!

27 settembre 2009

Cos'è la preghiera?

Pregare è...
  • uno scambio reciproco di Amore fra l'uomo e Dio, fra Dio e te; dunque un donare un po' del tuo tempo a Dio e ricevere il Suo Infinito Amore per te dentro di te. In realtà c'è uno scompenso in questo perchè noi diamo poco e Dio dona tanto!
  • una boccata di ossigeno nell'aridità della vita;
  • un'inizieno di energia dentro di te, un risveglio di tuto noi stessi, dentro e fuori;
  • una liberazione totale di se dal male, dalle schiavitù che ci attanagliano e che ci legano come se avessimo le catene ai polsi e alle caviglie e che non ci fanno fare il bene che vorremmo e non ci fanno godere in modo totale del bene che potremmo!
  • gioia infinita di sentirsi amati, compresi, accolti, coccolati in qualsiasi situazione, per quel che si è davvero, per quel che si è senza nemmeno saperlo o vederlo;
  • conforto grande nella sventura, rifugio sicuro da ogni attacco;
  • riposo dell'anima, della mente e del corpo dalle fatiche e dallo stress della vita quotidiana;
  • vedere e sentire il paradiso, chiamare il paradiso a scendere dentro di te, attorno a te, nelle persone che ti circondano! 
  • accogliere Dio dentro di se - quale grande possibilità che ci è stata donata!
  • uno dei migliori tipi di investimento del tuo tempo - gli interessi ricevuti sono altissimi, il tasso non scende mai al di sotto del 300%, no è soggetto a variazioni contrattuali nè a clausole o postille di nessun genere!
  • divenire più umani nel senso buono del termine - ovvero più compassionevoli, "più insieme agli altri";
  • ricevere i fuoco di Dio per incendiare il mondo - diventa un piromane!
  • mistero oscuro, stupidità e nullaggine - per chi non ha mai incontratò Gesù - e mistero luminoso, affascinante ma inspiegabile per chi l'ha incontrato!
  • divertimento e piacere - quando incontri e passi del tempo con uno dei tuoi migliori amici, forse non ci trovi un gusto inconfondibile e impareggiabile?

Pregare non è...
  • dire parole ripetendole senza capirne il senso - non è comunque ripetere parole anche se se ne conosce il senso!
  • rispettare una norma o assolvere un impegno preso;
  • una noia mortale senza senso - che barba che noia!
  • un lavorio complicato della testa - questo serve solo per rincoglionire!
  • la soluzione di tutti i mali - non è una formula magica... anche se secondo me talvolta, in un certo senso, ci si avvicina!
Beh, insomma... le liste qui sono lunghe... chi più ne ha, più ne metta!

16 settembre 2009

Radiofreccia: prove tecniche di trasmissione

Una volta localizzate le frequenze del cuore - quelle che guariscono dai mali dal mondo - potrete goderne ogni momento che vorrete: mentre siete in tram, in pullman o in auto, mentre guardate la tv beatamente suduti sul divano o mentre state facendo una partita di calcio con i vostri amici. Potete sfruttare la loro potenza anche mentre lavorate, mentre vi state facendo una doccia rilassante o quando siete in chiesa da soli a pregare nel silenzio più profondo: non ci sono limiti nè limitazioni e tutta la fantasia a vostra disposizione è bene accetta!

Una volta scoperte queste frequenze amate dalle nostre orecchie - e dalle orecchie del nostro cuore! - esse potranno divenire per voi un'ama più, una vera e propria arma segreta che nessuno mai potrà portarvi via. Pensate che bello: nessuno potra togliervela dalle mani - se voi stessi non deciderete di non farne più uso! -, è sempre disponibile per voi, è completamente gratuita, non scade e non va assolutamente a male - anzi come del buon migliora e si affina invecchiando! -, vi difenderà da ogni male e sarà cura delle vostre quotidiane ferite per potervi, l'istante successivo potervi ridonare in maniera più piena e pulita. Cosa desiderate di più?

Ed una volta sintonizzati bene sulle frequenze che davvero sentite forte e potenti - il segnale è stabile ormai da un po' di tempo e passano della musica davvero troppo bella - non potrete fare a meno di parlarne agli amici!

Non esiste canzone che ti fa impazzire che non vorresti far conoscere ai tuoi amici! Quando la senti ti fa venire voglia di canticchiarla e di ballarla, di metterla pure come suoneria del cellulare: ma ballarla e godere di tutte le note e della voce del cantante assieme alle persone a te più care - amici in primis! - è una delle cose più belle che possano esistere!

Dunque cosa aspetti?

Sei pronto non soltanto per ricevere quelle frequenze così spettacolari, ma anche per ritiriasmetterle - così come le hai sentite e le senti - affinchè la rete di trasmissione si amplii e queste splendide note d'Autore possano giungere dappertutto - fino agli estremi confini della terra!

Ciò è proprio un processo naturale! Le cose scoperte come buone o belle - o tutt'è due! - passano di bocca in bocca e di mano in mano - partono da uno e arrivano chissà dove! - senza fermasi. Non è forse così per quel software che davvero ti semplifica il lavoro? Non è così per il cd di quel cantante che è davvero un fico? Non è così per quel libro che proprio non si può fare a meno di leggere?

Così potrai aprire la tua piccola radio anche tu: avrai qualcosa da dire di bello e da condividere con gli altri!

Perchè non sarà soltanto opera tua quel che trasmetterai ma saranno cose captate dalle frequenze del Cielo - rielaborate e masticate dal tuo palato - arricchite dal tuo taglio unico e personale: probabilmente non potrai modificarne la bellezza o la straordinaria potenza intrinseca che esse contengono per loro stessa natura, ma potrai offrirle ai radio-ascoltatori presentandole in un modo diverso, in un modo rock che piace prima di tutto a te!

Perchè se qualcosa piace a te, e ti piace tanto, è molto probabile che piaccia pure a qualcun altro! - ed è altrettanto probabile che farà impazzire anche qualche altra persona che ancora non sa che questo genere di musica gli fa perdere la testa!

11 settembre 2009

Prove tecniche di ricezione

Le frequenze giuste non si prendono subito bene. Vanno ricercate e scelte!

Spesso, prima di sentire la Musica o La Parola, si sentono tutte le interferenze che talvolta danno pure un grosso fastidio alle orecchie. Poi si intrasente qualcosa. Sì, è una bella canzone.

Voglio sentirla meglio!

E così si cerca, girando la manopola o scorrendo con il tasto digitale, di beccare il punto perfetto per godersi appieno quel dolce sentire e trovare così il modo di farsi un viaggio migliore, divertendosi e rilassandosi. Perchè non bastano le parole degli amici che sono in macchina o nella stanza assieme a noi: per quanto belle, calde ed amichevoli, a volte esse possono addirittura divenire rumore - rumore assordante - talvolta così fastidioso da provocare pure malattie alle orecchie.

Unico rimedio per questo male diffuso è fare silenzio attorno a se e dentro di se. E se ogni tanto non è possibile fare silenzio attorno a se - visto che i cazzotti nei denti da dare al rumoroso o ai rumorosi di turno non sono ancora stati legalizzati a parte qualche caso eccezionale - è indispensabile trovare il proprio metodo personale di "assentarsi" e di fare silenzio dentro di se, sintonizzandosi sulle frequenze giuste - le frequenze della guarigione dal mal d'orecchi!

Talvolta - specie in occasioni imprescindibili dalle quali non possiamo esimerci dal partecipare come andare a lavoro o cose simili - non esiste proprio altro sistema per entrare nel silenzio e trovare le frequenze giuste se non quello di prendere la propria scaletta interiore e scendere là, in fondo, dov'è buio, lì proprio dove nessuno ci sente e ci vede: là siamo totalmente liberi da ogni genere di condizionamenti. Questo luogo personalissimo è sempre accessibile e può divenire davvero il vostro rifugio nelle più svariate occasioni, senza nessun limite se non quelli che voi stessi vi creerete.

Occhio però a non abusarne: non deve essere un rifugio buio e chiuso utilizzato per nascondervi dalle vostre responsabilità e dai vostri impegni quotidiani! Al contrario, esso è luogo di purificazione e rigenerazione interiore che potrà permettervi di ricaricare le pile ogni volta che lo vorrete - stando praticamente in standby in superficie - e potendo così sfruttare i molti momenti "inutili" del vostro tempo quotidiano per riposarvi ed essere maggiormente incisivi e pronti là dove venite chiamati direttamente in causa.

E una volta che avrete trovato le frequenze giuste, potrete salvarle nella vostra radio di bordo: la volta successiva sarà così per voi più facile ribeccarle e rigodere di quel passano in quel momento!

20 agosto 2009

La Speranza dona una luce nuova


Ieri uscito dall'ufficio, mi sono messo a parlare in metro con un collega. E' uno più grande di me, con famiglia a carico e tutti i giorni si fa circa due ore all'andata e due ore al ritorno tra metro, treno e piedi per venire a lavorare e tornarsene a casa.

Come al solito finiamo sempre per parlare di lavoro, o di cose tecniche su cui stiamo lavorando oppure dei vari problemi che ci sono in un tipo di vita come la nostra. Le due tematiche che le nostre chiacchiere quotidiane affrontano sono sempre queste, tanto che talvolta viene pure il vomito a sentirle soltanto nominare.

A parte le questioni tecniche professionali, che possono certamente essere sempre risolte più o meno in fretta, ma che sempre vengono risolte in qualche modo, le questioni che rendono difficile la vita sono, spesso e volentieri, i rapporti fra le persone, ovvero i rapporti interpersonali proprio in ambito lavorativo. E questo è ben spiegabile vista la nostra innata indole ad essere invidiosi, presuntuosi, gelosi delle attenzioni degli altri e chi più ne ha più ne metta. Insomma questo sarebbe un discorso da affrontare potendo scriverci pagine e pagine e già in molti lo hanno fatto.

Continuando a parlare, questo tipo mi racconta di diverse problematiche con Tizio, Caio e Sempronio e lo racconta in maniera arrabbiata, un'arrabbiatura che nove volte su dieci non ha la possibilità di esternare direttamente con queste persone per paura di perdere il posto di lavoro e proprio per questo, perchè non dette e non risolte, diventano macigni interiori da portarsi appresso. Alla fine mi chiede: "Ma te non hai problemi con nessuno?". "Sì" rispondo "ho discusso varie volte con Lui, Lei e l'Altro. Però poi ci siamo chiariti. E poi adesso vivo con la speranza di cambiare lavoro". In effetti il lavoro che faccio non mi entusiasma più e dunque mi sono rimesso in cerca di un impiego.

In quel momento mi si è aperta una porta e ho visto la differenza che corre fra l'avere una speranza - materiale o spirituale che sia - e il non averla. Tra il sentirsi oppressi senza vedere via d'uscita - e dunque l'essere senza Speranza - o il sentirsi liberi perchè si ha nel cuore la certezza che una via d'uscita, in qualche modo, c'è, anche quando non si vede! Quando uno porta nel cuore una speranza, questa gli permette di vedere le cose sotto una luce diversa, con un po' più di slancio, sopportando e portando i pesi che la vita inesorabilmente ci mette davanti con più leggerezza - benchè essi pesino!

La Speranza ci proietta verso il desiderabile, verso l'ambito, verso il cambiamento, verso il movimento: non ci permette di fermarci a quel che c'è, a quel che si vede, a quel che si sente, ma ci fa scavalcare con un grande balzo la realtà di oggi fornendoci le giuste energie e la giusta vitalità per affrontare il domani, non in modo passivo ma attivamente, per cercare di cambiarlo. Dunque la Speranza apre un mondo nuovo, pur magari non cambiando niente di materiale ma cambiando un atteggiamento interiore nostro di vedere le cose e di affrontarle. E allora magari cambia tutto e possono realmente cambiare anche le cose materiali perchè ritroviamo la forza che prima era assente.

Perché in effetti in questi discorsi che faceva il mio collega ci stavo tutto dentro anche io: la pensavo esattamente come lui su certi comportamenti ed atteggiamenti. Semplicemente però, li vedevo e valutavo in rapporto a me in modo diverso da come lui li vedeva nei confronti della sua persona: lui gli dava peso e si sentiva un po' oppresso, sentiva che le cose non sarebbero cambiate di lì a poco, io al contrario pensavo già al futuro, al futuro prossimo in cui magari nemmeno più interagirò con queste persone - e dunque perché dare tutto questo peso ai loro comportamenti oggettivamente sbagliati?

Non si può però sperare a caso con pensieri futili ed illusori perchè sarebbe da sciocchi. La Speranza deve avere un fondo di possibilità reale. Altrimenti non è più Speranza ma Illusione.
La Speranza di trovare un lavoro migliore, più appassionante ed entusiasmante. La Speranza di incontrare la persona giusta. La Speranza di avere altre belle giornate da vivere. La Speranza di costruire qualcosa di bello insieme a qualcuno. Che molla che può essere quando nasce nel cuore la Speranza! E' una rigenerazione totale!

E la metto per ultima - ma a guardar bene è la Speranza che non muore mai! - ed è la Speranza che si basa sulla certezza che non tutto finisce qui, che la partita non termina qui nelle cose che si vedono, che si comprano, che si bramano e che vogliamo conquistare. Questa è la Speranza sulla quale possiamo far sempre leva, dentro e fuori di noi: l'Amore Vivo che Dio ha per noi sempre, di giorno e di notte, non morirà mai! Sempre saremo amati, coccolati, ascoltati, asciugati nelle nostre lacrime, incoraggiati nelle nostre paure, sconvolti dai suoi messaggi nascosti, meravigliati dalla Sua Infinita Misericordia anche dinanzi a tutte le nostre incessanti e continue chiusure. E questa Speranza è la garanzia, il sigillo di Dio sulla nostra vita e tutto ciò che viviamo non va perso, disperso, disseminato ma è prontamente raccolto, ordinato, ripulito e riofferto da Dio stesso, gratuitamente! Questa Speranza è Energia continua che Dio Amore sprigiona e che riversa nei nostri cuori abbondantemente, secondo il nostro interesse di essere da Lui consolati ed amati per accogliere dentro di noi Una Luce Nuova - un modo nuovo di vedere noi stessi ed il mondo attorno a noi - e vivere finalmente incarnando la Speranza nelle nostre viscere e portando dentro di noi una Luce Potente e Sanificante - senza confini!

19 agosto 2009

E porta un po' di colore nel mondo


Non si vede il vuoto che c'è semplicemente perché non si conosce il pieno che ci potrebbe essere.

E' come guardare un vaso di coccio da lontano: vedi solo l'esterno e non capisci se è vuoto o pieno.

Ma anche se ti avvicini e scruti l'interno, se non conosci la differenza fra vuoto e pieno, se non sai cosa significa "vuoto" e quale grande gioia e potenza voglia dire "pieno", non ti accorgerai delle diversità e per te sarà tutto uguale: sarà indifferente che il vaso sia pieno o vuoto.

Dunque se è vuoto non ti lamenterai e se pieno non trarrai profitto dai suoi contenuti.

Ma quando si comprende la differenza fra "vuoto" e "pieno" allora non è più permesso ingannarci e dire "è tutto uguale"! Il vuoto non contiene che aria e se ci batti con un legno suona come un bronzo. Il pieno, che contiene del buon terriccio, ospiterà le sua piantine e contribuirà a portare qualche piccolo frutto di vita. E porta un po' di colore nel mondo, un po' di ossigeno per gli uomini!

6 agosto 2009

Ciò che esiste da sempre é l'unica Cosa Nuova

Quanta vita che passa e se ne va via lontano. Ma si vive una volta sola. E allora occorre scegliere bene come spendere l'oggi perchè, come un soffio di vento, se ne va via veloce e non torna più indietro. Non lo ritrovi più, non lo puoi più spendere, non ne puoi più godere. Me lo sono detto un sacco di volte, perché credo che ancora non l'ho capito bene!


E allora si può vivere - e scrivere - in due modi:
  • cercare ciò che piace alla gente, ciò che cerca la gente, ciò che la gente ha interesse a leggere e a sentire - e così iniziano le nostre ricerche sui trend che ci sono, adesso, nel mondo. E' così che fanno tutte le aziende perché devono stare sul mercato e proporre qualcosa che piaccia e che in questo lasso temporale ben definito sia ricercato, richiesto e considerato prezioso. Non importa che sia oggettivamente prezioso, utile, buono: basta che la gente abbia la bava alla bocca per averlo e l'azienda è contenta. Così è anche per chi scrive cercando di interessare il lettore in tutti i modi. Certamente questo approccio talvolta può portare al successo e a diventare famosi ed anche competenti di certi argomenti: ma per il resto, sono tutte parole che passano, parole e frasi che valgono qualcosa oggi ma assolutamente niente ieri e tanto meno domani. Passato l'interesse della gente, passa tutto ciò che vi è stato scritto e detto sopra a questo. Ed inizia la rincorsa verso il nuovo trend, di cui occorre imparare a conoscere tutto, per poter offrire al cliente tutto quello che può desiderare.

    Questa è la filosofia del rincorrere: e non si arriva mai alla meta, si rincorre sempre e non si raggiunge mai quel si rincorre talmente è mobile e variabile. Se si raggiunge il successo con questo approccio, esso è mutevole come le nuvole del cielo: e lo si perde presto, inaspettatamente, così come presto era arrivato. E la delusione è alle porte!
  • cercare ciò che è realmente utile, bello, piacevole, vantaggioso - e una volta trovato, viverlo incessantemente, scriverlo, rileggerlo quando non si ha niente da fare. Pensarlo. Immaginarlo. Realizzarlo. E' difficile e faticoso, è rischioso e sembra incerto - fin quando non si scopre che in realtà questa è la l'unica via davvero sicura percorribile! - ma già la ricerca mette in bocca un'acquolina particolare, un sapore autentico del tempo trascorso.

    Questa è la filosofia del correre e del sedersi: ogni tanto correre per raggiungere la meta, ogni tanto sedersi, ma non troppo, per vedere, scorgere, ascoltare e meditare. Si raggiungono spesso mete intermedie aspettando e lavorando per raggiungere la Meta delle Mete. Se si raggiunge il successo con questo approccio, si può stare certi che non lo si perderà facilmente perché è basato su qualcosa di solido e consolidato: ciò che è bello, rimane sempre bello, ciò che è utile a te può essere utile pure a qualcun altro, ciò che ti avvantaggia potrebbe avvantaggiare anche altri! Ma se anche, una volta raggiunto il successo e l'esser famoso, lo si perdesse per qualche causa strana, non sarebbe una così grande delusione se comparata all'immensa Gioia - racimolata, accatastata e disseminata - dell'aver fatto qualcosa di bello, utile e vantaggioso, almeno per un po' di tempo.
  • cercare ciò che ti batte dentro da sempre, cercare la Voce del Cuore che Batte da Sempre - e così iniziano i nostri ascolti della Voce che Parla dentro di noi. Si inizia a ricercare quella Verità che non passa, che non si smuove, che è lì da sempre e che rimarrà lì per Sempre. Certo Essa non è ricercata da tutti, spesso non bramata, talvolta pure pesantemente derisa e frustata ma, chi l'ha presa come compagna, mai ne è rimasto deluso o intristito. Questa Verità che non passa è la Gioia e la Forza più grande per chi la Sposa! Ed è motore potentissimo di azioni e di nuove idee da realizzare - al di là di molte stupide credenze che ritengono esattamente il contrario! Questa Verità é motore di grandi progetti che iniziano da lontano e non sanno mai dove terminano - se mai essi hanno una fine! La scoperta di tutto ciò irrompe nella vita di una persona e lo fionda istantaneamente assieme ad un sacco di gente di sempre - non solo di oggi ma anche di ieri e di domani! - ed insieme a loro Ascolta, Beve, Si Disseta alla Fonte, Si Ubriaca, Legge alla Vita, Parla con la Vita, Chiede alla Vita, Piange assieme alla Vita, Combatte con la Vita ed Entra nella Vita! Ed offre agli altri ciò che sente e che vede portando in piazza qualcosa di nuovo - perché ciò che esiste da sempre è l'unica Cosa Nuova che realmente c'è sempre da portare! - qualcosa che, con tutta probabilità, non porterà al successo e tanto meno all'esser famosi. Ma può condurre in luoghi mai immaginati di cui nemmeno si sospettava l'esistenza. Può far compiere più viaggi di Marco Polo e può far conoscere la Realtà delle Cose e dare nuove vedute e nuovi spunti di riflessioni per vivere nella Pienezza e nella Bellezza.

    Questa è la filosofia del bevitore che più beve e più perde i sensi, e più beve e più vuole bere alla Fonte perché ha scoperto un nuovo gusto, un sapore nuovo e genuino, un qualcosa di immensamente più prezioso di ogni altra cosa che avesse mai conosciuto prima. Questo approccio fa portare quel che esiste da sempre, ma è sempre nuovo anche se è qualcosa non per tutti, ma solo per chi lo vuole e lo sa accogliere. Questo non preclude il fatto che molti possano accoglierlo e farlo entrare in casa propria: ma nessuna delusione è alle porte per chi procede così perchè non c'è nessun interesse nel numero di coloro a cui piace tale tipo di approccio. Piace a chi lo pratica, e piace tanto, e tanto basta.

5 luglio 2009

Dipingere la propria vita



Immaginati tra dieci e poi fra trent'anni: come vorresti essere? Cosa vorresti avere? Come credi che sia giusto e bello vivere questo tempo?

Risponditi il più sinceramente possibile: e poi, senza indugi, cerca di trasformare la tua vita reale nel come la vorresti!

Bada bene che il discorso sembra molto semplice e banale: ma non lo è affatto!

Fare così infatti comporta un sacco di scelte coraggiose e talvolta controcorrente. Al contrario, altrettante volte, basterà seguire la corrente per raggiungere qualcosa che desideravi costruire.

Certo se ti poni mete troppo difficili da raggiungere è molto probabile che non le raggiungerai mai. Ma per volare il più basso possibile c'è sempre tempo - e forse dovrai pur accettarlo un giorno, o domani stesso - ma c'è ancora tempo, c'è sempre tempo.

Come ti vuoi tu? E come ti vogliono gli altri? E quale voce decidi di ascoltare e di seguire? Dove conduce la voce che stai ascoltando? Riesci a intravederlo?

Vivi il tuo tempo bene e permetti agli altri di poterlo vivere bene, al meglio delle loro possibilità. Aiutali ad espandere le loro caratteristiche, a sviluppare e spendere le proprie abilità. Accetta ed ama pure il fatto che esse ti sorpassino, che diventino più brave ed esperte di te: sia addirittura questa la tua gioia quotidiana, l'aver appreso e ritrasmesso qualcosa di positivo. Togli la competitività ed il confronto con gli altri, per quanto ci riesci.

E sorridi, ma non di tutto perché non si può sorridere di tutto: non si può sorridere di fronte all'ingiustizia, non si può sorridere di fronte alla falsità, non si può sorridere di fronte alla calunnia. Perché la ricerca della giustizia impone anche il volto duro e talvolta fa pure piangere. Piangere ed urlare al Cielo per chiedere solo qualcosa di quello che ci spetta, come a tutti, niente di più e niente di meno.

Cosa non si fa per impastare dei propri colori questa tela bianca... oppure accetti che gli altri dipingano, oltre la loro, anche la tua tela utilizzando colori e tinte che a te, in verità, proprio non appartengono?