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10 ottobre 2009

Affrontare i mostri di fine livello

Ogni livello ha i proprio mostri che si oppongono al tuo incedere nel gioco della vita.


E vanno affrontati - o schivati: sono passaggi obbligatori per poter proseguire il proprio percorso ed avanzare.




Del resto, non è forse così anche in ogni videogioco che si rispetti?

Ogni livello è formato da una serie di piccoli mostriciattoli da abbattere o da evitare, buche in cui non cadere, bombe da schivare, bonus da cogliere al volo per migliorare la propria energia o equipaggiarsi di armi ancor più potenti di quelle di prima! :) E più si gioca e più si imparano i trucchi necessari per sopravvivere.

Alla fine di ogni livello poi, si presenta sempre il mostro finale, l'insidia finale da affrontare e sconfiggere prima di poter accedere al livello successivo... generalmente ancora più difficile del precedente, ancora più ricco di pericoli ma anche più divertente!

Ma non è finita qui perchè, superati tutti gli step, alla fine di tutti i livelli, tocca sempre affrontare "il mostro finale": il più tosto di tutti, il più impegnativo, il più temibile e temuto! Generalmente però, avendo superato tutti gli altri, abbiamo tutte le carte in regola per affrontare anche quest'ultimo, decisivo, nemico da sconfiggere.

Considerando però una cosa molto importante: a differenza dei videogiochi, nella vita vera non ci sono vite aggiuntive, e non esiste la modalità "vite infinite"!

Dunque... make attention with your life! There's only one!

20 maggio 2009

Risollevarsi dalla polvere attraversandola

E' proprio inutile!

Si vive sempre in mezzo alla polvere delle nostre giornate stanche, impegnate, incasinate, piene di impegni, senza tempo libero, complicate, battagliere. Ci sono sempre un sacco di situazioni da affrontare, persone, circostanze, eventi...

Ma così è per tutti!

Ed in mezzo a questo polverone bisogna imparare a starci, a viverci cercando di diradare la polvere e godendo a pieno del Sole che talvolta, a causa delle nostre alte nuvole polverose, quasi scompare - o meglio scompare dalla nostra vista! Soltanto attraversando il polverone, rivedremo bene il sentiero...

E se un cattivo pensiero
ha il potere di rovinarti la giornata,
se concediamo talvolta ad una preoccupazione il potere di concentrare la nostra attenzione solo su di lei,
al contrario,
un buon pensiero ha il potere di rallegrartela,
di farti vedere le cose da un altro punto di vista,
di smontarti le impalcature costruite che sopprimono la Gioia,
di farti risorgere a nuova vita!

30 aprile 2009

Bilancio 2008

Non far passare i tuoi giorni come niente perché ricorda: il sole di quel giorno non bacerà più la tua faccia come in quel momento e nemmeno la pioggia di quell'attimo, nemmeno la grandine di quel tempo. E tutto è sacro, la tua vita, quel ti circonda, i tuoi fratelli. Vivi bene il tempo che hai a disposizione. Regala qualcosa di bello agli altri. 


Cosa ho imparato:
  • ad andare a lavoro e a cercare di guadagnarmi il pane! 
  • a vivere da solo
    • ad andare a letto tutte le sere senza che nessuno ti dia la buona notte
    • ad alzarmi da solo tutte le mattine senza che nessuno ti dia il buon giorno
    • ad affrontare tutte le gionate da solo - prendendomi il bene ed il male senza che nessuno mi dicesse una parola o una pacca sulla spalla nei momenti di difficoltà!
    • a fare tutto questo con gioia!
  • che la solitudine, a parte qualche momento, non è mai bella
  • che la vita ha in se la condivisione - tutti siamo nati dallo stesso ceppo - anche se ce ne siamo dimenticati - tutti torneremo allo stesso padre
  • che la ricchezza può portare all'indurimento del cuore e alla non condivisione
  • che la carriera e l'affermazione di se, pur non volendo, spesso impediscono la reciproca conoscenza e la nascita di vere amicizie - si bada più a quello che a cercare rapporti veri con le persone - sono tutti rapporti economici
  • che l'amicizia vera è impagabile e non ha prezzo, scavalca le montagne e abbatte le pareti e distrugge le distanze - che poi è quello che fa l'amore, visto che l'amicizia è una forma d'amore
  • che l'uomo talvolta ha bisogno di assaporare la povertà affinché divida quel che ha a disposizione con gli altri - incredibile è come i momenti di difficoltà possano avvicinare le persone e farle stringere le une con le altre, oppure disperderle e farle divenire addirittura nemici! - , ma che la miseria non è assolutamente un bene ma un male da combattere
  • che l'apertura del cuore non dipende dalla ricchezza ma che "è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli"
  • che chi ha, vuole avere sempre di più e che chi non ha, avrà sempre di meno
  • che bisogna imparare sempre, costantemente, tutti i giorni, a starsene tranquilli e sereni al proprio posto, senza preoccuparsi troppo del futuro - ad ogni giorno basta la sua pena - ma è una cosa che imparo e disimparo, di continuo
  • che un buon rapporto con un collega o con un amico vale molto di più di tutto quel che posso guadagnare di soldi, case, successi in una vita intera
  • che noi che abbiamo i soldi non sappiamo stare bene tra di noi ed amarci e cosi li sprechiamo e non facciamo del bene e non sappiamo nemmeno goderci quel che abbiamo, né sappiamo godere in maniera retta e bella delle persone che ci stanno accanto e del bello che c'è in loro ponendo sempre in risalto i loro difetti - e questo è proprio un controsenso e un grande nostro peccato
  • che dunque risolvere il problema della ricchezza ed abbattere tutte le povertà, non è la soluzione finale e definitiva, anche se è un passo che va compiuto abbattendo le differenze delle classi sociali
  • che non si può essere sempre amici di tutti - sarebbe una falsità - e che si avranno sempre dei nemici. L'importante è cercare di mettersi d'accordo per via con i propri avversari prima di arrivare dal giudice cercando di costruire almeno rispetto e stima là dove non è possibile sfondare del tutto e diventare amici
  • che ci sono giorni che non passano mai, e giorni che vorresti rivivere 2000 volte
  • che non esiste solo quello che si vede e che si tocca e nemmeno solo quello che si sente e si percepisce perché non credo si percepisca tutto l'esistente - l'Esistente supera di gran lunga il nostro percepire ed il nostro sentire e vedere
  • che il nostro vivere ha senso solo "se si vive per" ovvero per qualcosa o per qualcuno altrimenti non ha senso e perde tutto significato: nemmeno i vegetali non hanno uno scopo nella loro esistenza in quanto essi producono ossigeno che serve a noi per respirare (e lo fanno anche se non si vede e se nessuno ci pensa); inoltre fanno della terra qualcosa di bellissimo, qualcosa di tenero, di debole, da difendere, da custodire, da curare. Dunque anche loro hanno un loro scopo, anch'essi "non esistono e basta". Così noi non siamo fatti per esistere e basta e seppur la chiave dell'esistenza umana stia nell'essere e non nel fare, nessun essere è fatto per non fare niente: l'uomo ha proprio bisogno di costruire, inventare, realizzare, progettare, sudare ma impegnarsi seriamente in qualcosa di bello, assieme agli altri.
  • che gli uomini sono propensi nel fare grandi discorsi e grandi proponimenti ma che non sanno nemmeno rispettare la più piccola promessa fatta e che dunque, ogni loro buona volontà, cade il più delle volte nel vuoto e non produce cambiamento positivo. Insomma molte parole, pochi fatti. Molte chiacchiere e poche cose concrete. Ed io sono un esperto in questo...
  • siccome ci siamo automontati, auto costruiti, il primo passo verso la libertà vera è smontarsi, smontare le costruzioni di se e le maschere che non sono verità su di noi e che noi ci siamo messi addosso o che gli altri ci hanno messo addosso; se non ci smontiamo, se non ci togliamo le catene che ci siamo messi, non potremo iniziare a costruirci in maniera diversa, più libera e più vera e più da figli di Dio! Se non faremo così, non riusciremo a percepire e ad ascoltare le profondità del nostro cuore, là dove da sempre squilla la voce della verità su noi stessi, là dove sappiamo bene quel che vogliamo, là dove i desideri profondi e veri assumono forma ed esistono veramente. Occorre però liberarsi bene delle cose che in superficie non ci fanno ascoltare quel che grida in profondità per sentire il grido recondito e costante che sale e che diviene un urlo: un urlo che se ascoltato conduce alla libertà, alla Verità, alla Bellezza, alla Schiettezza, all'Amore, alla Felicità. Se non ascoltato davvero, conduce alla scontentezza e alla spossatezza più grande!
  • Mi sono accorto che faccio questo, faccio quello e parlo così solo perché sono nato in un certo posto e in un certo luogo e in un certo tempo: ma questo che sono è il vero Lorenzo, è il Lorenzo che davvero, in qualsiasi tempo fosse nato avrebbe agito così? E' giusto come mi comporto o quello che penso? C'è un modo più consapevole di vivere oggi, che era giusto e migliore anche ieri e che sarà ottimo anche per il domani? Quali sono i comuni denominatori del vivere bene, dello stare bene, dell'amare, di ogni tempo ed ogni luogo? Una volta individuati i comuni denominatori, e non è facile, occorre dividere ogni cosa della propria vita per quelli e rimoltiplicare il risultato per le idee e le speranze che ci portiamo dietro nel nostro divenire. Così forse otterremo un buon risultato.
Come ogni azienda (sono un'azienda composta da una persona!),
pubblico il bilancio dell'anno precedente,
comprendente alcune cose che ho constato o compreso.

7 febbraio 2009

Come sabbia fra le mani

Quante volte vi è capitato di andarvene a letto baldanzosi, contenti, strafelici... e di risvegliarvi la mattina accorgendovi che tutto quel castello su cui la sera si era basata la tua esaltazione già non esisteva più?

Era solo un miraggio! Un'altra stupida e maledetta illusione!

E ci si ritrova ancora con solo la sabbia fra le mani... sabbia che sembrava, la sera prima o qualche tempo prima, mattoni piedi di cemento su cui costruire chissà che cosa.

Paura, maledetta paura che possa accadere ancora.

Le illusioni, dopo che sono passate, ci lasciano ancor più vuoti di come ci hanno trovato. E non si vive affatto di illusioni ma di solide realtà.

Di realtà tangibili, dimostrabili, mostrabili, toccabili, di realtà vissute e vivibili.

Solo buone notizie: solo solide realtà!

Ma del resto la vita è tutta un giro folle fatto sulla lama di un coltello: non ci vuole niente per farsi male, per scivolare leggermente, per cadere, per ferirsi, per sbucciarsi le ginocchia o sfracellarsi la faccia.

La vita è assurda: non ci sono mai garanzie di niente! Viviamo cercando di accaparrarsi e costruirsi sicurezze e certezze ma, prima o poi, queste pseudo-certezze crollano inesorabilmente su se stesse come le torri gemelle colpite da qualche aereo attentatore - ma com'è possibile eppure erano altissime e ben costruite! - e si rimane cosi solo con le macerie fra le mani, sulla faccia, accanto a noi, dentro ai nostri giorni.
Se il Signore non costruisce la casa,
invano vi faticano i costruttori

Se il Signore non custodisce la città,
invano veglia il custode.
Invano vi alzate di buon mattino
e tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore:
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno. (Salmo 126)

Perchè dunque vivere una vita nell'affanno? Che senso ha? Che gusto c'è?

1 dicembre 2008

Tsunami - questa vita è proprio un'odissea

Prima vedi qualche forte temporale e qualche lampo da lontano, non sulla tua isola, ma su qualche isolotto vicino. Sono le avvisaglie.

Poi lo scorgi negli sguardi - accidenti, cosa è accaduto? - nei movimenti diversi della marea, inspiegabilmente diversi. Prima di uno, poi anche dell'altro. Si stanno organizzando. E' il caricamento dell'onda quando l'acqua si ritira e si abbassa ma solo per raggrupparsi e trattenere tutta l'energia da scaricare.
Infine il tempo si fa scuro anche sulla tua isola. Eh, non può esserci il sole sulla tua isola e l'ombra su quella degli altri. Coloro che sono all'ombra non lo ammettono. Perchè qualcuno sbaglia - chi ride troppo o chi non ride mai - e dunque occorre trovare un buon motivo di accusa, ne va del nostro modo di vivere, è in gioco la nostra sicurezza sulla nostra correttezza nei modi di fare. Chi ride spesso è preso per un coglione. Ma per me coglione, è chi non ride mai, chi si fa chiudere nell'idea che chi è troppo alegro non faccia il suo dovere, chi crede che professionalità e serietà equivalgano a seriosità e agitazione, che crede che più tempo uno lavora e più è bravo, chi crede di poter lavorare bene assieme senza stare bene assieme, senza guardarsi negli occhi.

Dunque inevitabile lo scontro, lo scroscio potente, arriva lo tsnumani che si abbatte con tutta la sua potenza. Scopo dello tsunami è buttarti giù, smontare le tue convinzioni, abbatterti, sconvolgerti, farti perdere la pazienza, incattivirti, distruggere, annientare. In particolare agire su di te, farti cambiare dentro, perchè ogni cambiamento interiore genera sempre un cambiamento esteriore di comportamenti concreti.

Ma quanti me ne devo prendere? Nemmeno fossi nato alle Maldive... e seppur abbia una buona esperienza nel settore, quasi roba da curriculum, mi fa sempre un po' fatica doverne riaffrontare uno nuovo.

Sì... questa vita è proprio un'odissea...

9 giugno 2008

Non ci sto

Non è giusto e non ci sto. Non ci sto affatto.
E mi incazzo come una bestia.
Ma senza perdere la testa, con determinazione.
E me ne sto in silenzio. Ma non arretro.
Semplicemente attendo, attendo che sia fatta giustizia.
D'altra parte non è colpa mia se uno cerca rogne.
Chi cerca rogne, le avrà.

Si dice molti nemici, molto onore.
Ma c'è anche chi direbbe amici siam di tanti, nemici di qualcuno, sgabelli di nessuno.

E secondo me, chi vuole fare temporale,
troverà a sua volta temporale.
Chi vorrà travolgere, senza motivo,
sarà travolto a sua volta quando non se l'aspetta
e senza possibilità di scampo

Se poi mi sbaglio, pace all'anima mia.
Ma se ho ragione, allora spaventati pure. Forse se arretri, ti salvi.