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| Non ciò che appare, ma ciò ché nella sostanza che non si vede. |
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30 aprile 2021
Niente di appariscente, ci salverá (torneremo ancora)
31 marzo 2021
Le occasioni perdute (non perse)
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| E l'altra faccia del "carpe diem", sono le occasioni non vissute. |
A contarle, a riguardarle, sale veramente il mal di stomaco. Di quante occasioni perse è fatta la nostra vita?
18 febbraio 2021
Una casa disabitata non è piú una casa
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| E' rimasto solo un pianoforte, per suonare quello che si sente nel cuore. |
Detiene ancora quegli oggetti che parlavano di loro, senza più averne notizia.
21 luglio 2020
12 luglio 2020
Senza di te, mi sento perso, disperso, smarrito
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| Dov'è che devo andare adesso? |
Alla fine si può sempre rivolgere la nostra attenzione, indietro a quello che si è perduto, o avanti ponendola su ciò che sta per nascere.
1 luglio 2020
Come un segnale che arriva da lontano - mistero profondo di incontri e di scontri - ovvero ciò che capita, senza volerlo far capitare e che ti sconvolge i piani e le idee
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| Mistero profondo. |
Ho incontrato una persona che mi ha "visto" meglio di tantissime altre che frequentavo da molto.
21 aprile 2020
Come ad un albero in procinto di fiorire
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| Inaspettatamente |
E' accaduto come ad un albero in procinto di fiorire, bloccato da un'improvvisa ed inaspettata gelata.
18 aprile 2020
5 marzo 2020
3 marzo 2020
Il coraggio da apprezzare
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| Un leone si vede nelle difficoltà. Anche se lui non vorrebbe vedere più |
9 febbraio 2020
9 gennaio 2020
7 marzo 2010
Cammina assieme ma pensa con la tua testa
A guardar bene capita spesso di dire e pensare che una persona sia meglio di un'altra e diamo giudizi spesso considerati, almeno ai nostri occhi, insindacabili e perfetti su tutto e su tutti ma quasi mai su noi stessi: e quando facciamo così, sbagliamo alla grande agendo esattamente nel modo contrario in cui sarebbe bene agire: guardare noi stessi, giudicare i nostri comportamenti, correggersi.
In realtà non c'è alcuna differenza tra una persona brava, onesta, che non beve e che non si droga e che non fa cose negative ed una che le fa. La differenza grande sta nel fatto che la prima capisce cosa sia bene o cosa sia male e sceglie il bene, mentre la seconda è caduta e cade nel subdolo tranello del male e soltano a scelte fatte, dopo un po' di tempo, si capisce cosa fosse fin da principio bene e cosa fosse male. Alla fine dei conti la verità celata dietro alle scelte si palesa e viene fuori rendendo effettivamente visibile il bene ed il male.
Insomma si tratta come di scegliere due sentieri e sempre l'uno accanto all'altro: solo che uno conduce in un burrone mentre l'altro porta alla spiaggia dove si può fare il bagno e stare bene.
Solo che, quando siamo davanti al bivio, non sempre è così scontato capire quale sia il sentiero giusto da intraprendere. In queste scelte - e sono le scelte quotidiane anche piccole quelle che fanno la differenza! - influiscono un po' tutte le persone che ci ruotano attorno a partire dai genitori, la famiglia e gli amici, anche se alla fine l'ultima parola tocca sempre a noi, chiamati in primo luogo a scegliere su noi stessi, come è giusto che sia.
E' solo un passo dopo l'altro che piano piano si capisce quale sia la direzione da noi intrapresa che può rivelarsi buona oppure meno buona: spesso infatti il male si nasconde dietro una parvenza di bene. Dietro un sorriso può nascondersi una presa in giro. Dietro una stretta di mano, un imbroglio negli affari. Oppure no: dietro un sorriso può nascondersi amicizia e dietro una stretta di mano un saluto di stima, ma è chiaro come lo stesso gesta possa dimostrare cose esattamente opposte - verità o falsità, amicizia o menefreghismo, complicità o indifferenza - sebbene ad un'apparenza fuggevole, rimanga lo stesso identico gesto esterno.
Il sentiero buono e quello cattivo iniziano insieme, dallo stesso svincolo - come se il bene ed il male avessero la stessa radice - solo che uno porta in un bel posto mentre l'altro conduce nell'oscurità. Alcune persone ti dicono gira a destra, altre ti dicono di andare a sinistra ed ognuno ti consiglia per quel che ha visto essere bene o male ma sempre limitatamente alle proprie esperienze: dunque maggiori saranno le esperienze vagliate e vissute dal consigliere, maggiore valenza e verità avrà il suo consiglio. Non importa che il consigliere di turno abbia fatto 1000 cose nella propria vita - sarebbe anche impossibile! - ma quel che conta è che tali situazioni e possibilità di vita, belle e brutte, siano state "vagliate", "viste", "capite", "interpretate", "prese in considerazione" cosicchè egli sappia ben consigliare e non solo sulla propria esperienzza ma sulle esperienza dell'uomo in generale. Perchè quel che è bene è bene e quel che è male, è male per tutti!
Un proverbio degli Indiani d'America dice: non giudicare una persona prima di aver percorso 1000 miglia nei suoi mocassini. Ciò vuol dire "mettiti sempre nei loro panni", "cammina con loro", "affronta quel che affrontano loro": e quando avrai fatto tutto questo per un po' di tempo, potrai emettere un giudizio, un parere, un'opinione su quella faccenda e su quei comportamenti in maniera oculata, conoscendo la verità di quella situazione e non parlando per sentito dire o "pappagallando" questo o quest'altro che chiacchiera, ma perchè hai vissuto quell'esperienza. Ciò vuol dire, vivi e vedi e capisci dai fatti cosa è bene e cosa è male.
Ma vuol dire anche vedere bene le cose e cioè camminare assieme a loro ma non prendendo la loro mentalità se non è una buona mentalità. Vuol dire camminare assieme a loro ma ragionando sempre con la propria testa non cercando sempre e per forza l'approvazione degli altri cadendo assieme agli altri nei vizi più stupidi e sbagliati.
13 gennaio 2010
L'impotenza dell'uomo di fronte all'onnipotenza della natura
Perchè noi uomini ci sentiamo così onnipotenti anche se in realtà, nell'universo, non siamo che minuscole formichine bisognose di ossigeno?
Cosa possiamo fare noi, spostare con sudore e fatica 100 mattoni in qualche ora?
E' incredibile il nostro atteggiamento nei confronti della vita e della natura: siamo noi che vogliamo comandare, distruggere, costruire e mai invece c'è da parte nostra una ricerca dell'armonizzazione sia con la natura che con l'ambiente. Ci sentiamo grandi perchè riusciamo a costruire una macchina che sa fare calcoli più veloce di noi - un computer - oppure perchè costruiamo una navicella che ci porta nello spazio ma, di fronte ad un terremeoto, ad un maremoto - o a qualsiasi altro evento simile, che se confrontato a tutti gli eventi satellitari o dell'universo rimane pur sempre qualcosa di molto piccolo e limitato - siamo completamente impotenti... e può capitare che molti muoiono.
Come è accaduto ad Haiti dove hanno parlato di "Apocalisse" intesa come catastrofe generale: cielo nero, polvere, case distrutte, vite spezzate, frantumate, devastate dalla potenza sconfinata della natura arrabbiata di fronte alla quale tutto il nostro esistere scompare in un batter d'occhio, come se non fosse mai esistito.
Di fronte a cose simili cadono tutte le nostre sicurezze e tutte le nostre fatiche: penso a quella gente che, come me e molti altri delle nostre parti, avrà studiato, avrà faticato per prendere un mutuo e costruire una casa, magari un'attività commerciale: poi accade qualcosa come è accaduto ad Haiti o senza andare lontano in Abruzzo qualche tempo fa... e tutto scompare, si dissolve, il loro sudore è stato inutile e, nella migliore delle ipotesi possono ripartitre da 0, anzi da sotto 0 ma, nella peggiore delle ipotesi, non possono nemmeno più ripartire perchè sono morti oppure è stata tolta la vita ad amici e familiari.
Dunque, chi mi dice che ci sono sicurezze, che il buon lavoro paga, che bisogna studiare ed impegnarsi perchè i sacrifici vengono sempre ripagati... bah, penso che tutto ciò possa solo essere una buona palestra per riuscire a stare degnamente al mondo... ma non serve a niente, è tutto inutile, i nostri sforzi sono quasi sempre vani e cadono nel vuoto. Tanto impegno, tanta fatica, per niente.
E se invece di perdere un mucchio di tempo, come facciamo spessissimo, per battagliarsi continuamente su tutto, cercassimo davvero quel che conta nella vita - l'armonia con gli altri, la pace, l'aiuto reciproco, l'amicizia e gli affetti, l'inseguimento delle proprie belle passioni - forse riusciremmo, in modo più naturale, a godere di più di quel che abbiamo. Tanto prima o poi nella vita un terremoto arriva sempre: e butta giù i palazzi di cemento e ti spacca - e forse ti uccide se ci rimani sotto - o butta giù i palazzi e tutte le mura che avevi costruito dentro di te come un fortino - dove ti arrocchi quotidianamente - talvolta meno visibile e non sempre riportato nei rotocalchi dei telegiornali ma altrettanto potente e violento può anch'esso spaccarti dentro, e se non stai attento può sovrastarti ed ucciderti, silenziosamente.
Noi non siamo onnipotenti e dovremmo dircelo e ricordarcelo più spesso. Eravamo creature facenti parte della creazione come le piante e gli animali - e lo saremmo sempre - se solo ci fermassimo un attimo e ridimensionassimo un po' le vedute di questo mondo. Ma sarà forse troppo tardi?
Cosa possiamo fare noi, spostare con sudore e fatica 100 mattoni in qualche ora?
E' incredibile il nostro atteggiamento nei confronti della vita e della natura: siamo noi che vogliamo comandare, distruggere, costruire e mai invece c'è da parte nostra una ricerca dell'armonizzazione sia con la natura che con l'ambiente. Ci sentiamo grandi perchè riusciamo a costruire una macchina che sa fare calcoli più veloce di noi - un computer - oppure perchè costruiamo una navicella che ci porta nello spazio ma, di fronte ad un terremeoto, ad un maremoto - o a qualsiasi altro evento simile, che se confrontato a tutti gli eventi satellitari o dell'universo rimane pur sempre qualcosa di molto piccolo e limitato - siamo completamente impotenti... e può capitare che molti muoiono.
Come è accaduto ad Haiti dove hanno parlato di "Apocalisse" intesa come catastrofe generale: cielo nero, polvere, case distrutte, vite spezzate, frantumate, devastate dalla potenza sconfinata della natura arrabbiata di fronte alla quale tutto il nostro esistere scompare in un batter d'occhio, come se non fosse mai esistito.
Di fronte a cose simili cadono tutte le nostre sicurezze e tutte le nostre fatiche: penso a quella gente che, come me e molti altri delle nostre parti, avrà studiato, avrà faticato per prendere un mutuo e costruire una casa, magari un'attività commerciale: poi accade qualcosa come è accaduto ad Haiti o senza andare lontano in Abruzzo qualche tempo fa... e tutto scompare, si dissolve, il loro sudore è stato inutile e, nella migliore delle ipotesi possono ripartitre da 0, anzi da sotto 0 ma, nella peggiore delle ipotesi, non possono nemmeno più ripartire perchè sono morti oppure è stata tolta la vita ad amici e familiari.
Dunque, chi mi dice che ci sono sicurezze, che il buon lavoro paga, che bisogna studiare ed impegnarsi perchè i sacrifici vengono sempre ripagati... bah, penso che tutto ciò possa solo essere una buona palestra per riuscire a stare degnamente al mondo... ma non serve a niente, è tutto inutile, i nostri sforzi sono quasi sempre vani e cadono nel vuoto. Tanto impegno, tanta fatica, per niente.
E se invece di perdere un mucchio di tempo, come facciamo spessissimo, per battagliarsi continuamente su tutto, cercassimo davvero quel che conta nella vita - l'armonia con gli altri, la pace, l'aiuto reciproco, l'amicizia e gli affetti, l'inseguimento delle proprie belle passioni - forse riusciremmo, in modo più naturale, a godere di più di quel che abbiamo. Tanto prima o poi nella vita un terremoto arriva sempre: e butta giù i palazzi di cemento e ti spacca - e forse ti uccide se ci rimani sotto - o butta giù i palazzi e tutte le mura che avevi costruito dentro di te come un fortino - dove ti arrocchi quotidianamente - talvolta meno visibile e non sempre riportato nei rotocalchi dei telegiornali ma altrettanto potente e violento può anch'esso spaccarti dentro, e se non stai attento può sovrastarti ed ucciderti, silenziosamente.
Noi non siamo onnipotenti e dovremmo dircelo e ricordarcelo più spesso. Eravamo creature facenti parte della creazione come le piante e gli animali - e lo saremmo sempre - se solo ci fermassimo un attimo e ridimensionassimo un po' le vedute di questo mondo. Ma sarà forse troppo tardi?
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