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16 giugno 2021

Le idee vivono


Atterrano e cercano un terreno buono dove nascere e crescere.


Le idee vere stanno fuori dall'ufficio. Vengono nei momenti piú strani, quando cammini, quando guardi una nuvola, quando parli con qualcuno e suo malgrado, la tua mente si assenta e subito sta lavorando ad altro.

14 gennaio 2020

Rivincere è più difficile di vincere

Risultati passati non garantiscono risultati futuri
Il fatto che un allenatore abbia dei bei nomi di squadre allenate nel proprio "palmares", non assicura affatto l'ottenimento di buoni risultati successivi.

12 agosto 2010

Svantaggi e difficoltà di cambiare lavoro frequentemente


Sebbene ritengo che via siano diversi vantaggi nel cambiare spesso lavoro, credo che ci siano anche diversi svantaggi e difficoltà da affrontare.

Qualche piccola idea sul lavoro e sul fatto di cambiare spesso sede/colleghi/lavoro:

  • non consente di mettere mai radici in nessun luogo - e non potrai un giorno arrivare a mettere i piedi sulla scrivania e fumarti il sigaro mentre il tuo business sta crescendo! :) - non stai cercando forse anche tu il tuo business miracoloso? :)
  • ostacola la conoscenza più approfondita fra le persone che lavorano nello stesso luogo - si conoscono tante persone, si conosce tanta gente, si sentono tante campane e diversi punti di vista sulle questioni, ma alla fine è più difficile stringere rapporti duraturi;
  • emerge di più il bello ed il brutto che c'è in te, vieni fuori per quello che sei: alla lunga forse è più difficile crescere bene sempre nello stesso luogo e con le stesse persone e dunque forse è il percorso migliore che ci mette "alle strette" e ci costringe a crescere davvero. In pratica si azzerano le possibilità di non guardare alcune cose di noi stessi e la situazione ci forza e ci spinge a cambiarle: questo aiuta tantissimo in fatto di crescita personale umana, anche perchè "girando" di posto in posto è più facile tenere sempre alte le motivazioni che spingono costantemente a dare il meglio di se;
  • non ci si specializza mai al 1000% in qualcosa: si sa un po' di tutto, ma è possibile che non diventeremo "esperti" in niente ed in ogni mansione svolta impariamo ad usare gli strumenti utili e necessari al momento, dimenticandocene successivamente. Aumenta la flessibilità di sapersi reinventare e la capacità di ricominciare sempre da 0 a discapito però di una vera e forte esperienza in un determinato settore. Esperti si diventa col tempo, maneggiando tutti i giorni gli stessi strumenti;
  • al contrario, potresti ritrovarti a dover fare sempre le stesse identiche cose, ma in posti e progetti diversi: potrebbe diventare monotono il lavoro tecnico da esplicare e dunque meno arricchente e "riempiente", decisamente meno affascinante. Anche se potresti ottimizzare al meglio le tue conoscenze e "riutilizzarle" al massimo, potrebbe non essere il massimo del divertimento;
  • aumenta lo stress per essere sempre competitivo, utile, funzionalmente pronto: guadagnare la fiducia professionale ed umana dei colleghi con i quali si lavora quotidianamente, è una cosa molto importante perchè aiuta a lavorare beneCollaborando attivamente in ufficio, si guadagnerà più facilmente la stima dei colleghi. Ma per fare questo occorre tempo, energie, dedizione: anche se ritengo sia una delle cose basilare a cui prestare tempo quando si arriva in un nuovo ufficio o gruppo di lavoro, credo che questo "lavorio" comporti una dispendio notevolissimo di energie. E non bisogna mai scordarsi di stare attenti alle 8 regole lavorative che portano alla morte :)
  • potresti non metterti mai alla prova veramente: appena c'è una grande difficoltà o le cose non vanno bene, scappi! (che può anche essere una buona strategia di business!)

Altre idee/esperienze? Sono ben accetti suggerimenti :)

6 luglio 2010

Vantaggi di cambiare lavoro spesso




Quali sono i vantaggi di cambiare lavoro spesso?
  • aiuta a dare sempre il massimo professionalmente perchè occorre riacquistare la fiducia dei nuovi colleghi, farsi conoscere per quel che si sa fare, aiuta a non sedersi mai e accontentarsi (di contro: un po' di stress in più che se non si sa ben gestire può essere faticoso da sopportare!);
  • aiuta a rimettersi sempre in gioco: perdi tutto o raddoppi, sia come miglioramento lavorativo, sia come stipendio;
  • è stimolante: essere "straniero" in un nuovo terreno è sempre uno stimolo naturale per imparare a muovercisi dentro e crescerci in maniera positiva; non servono altre grosse motivazioni per dare il massimo, già il doversi ambientare è un'ottima motivazione per dare tutto quel che si può dare, sia professionalmente che a livello umano;
  • si ha la possibilità di cambiare spesso tematiche lavorative, approfondire le tematiche già viste e incontrarne di nuove: è più facile acquisire nuove competenze professionali, si possono spendere quelle già acquisite in altri "cantieri" che possono giovarne e dunque trovare nelle nostre competeneze un valore aggiunto prezioso e positivo;
  • si sentono più campane professionalmente parlando e si incontrano più mondi: si capisce meglio come funzionano le cose, si possono scorgere nuove opportunità, capire meglio i fallimenti incontrati fin'ora dall'azienda, si possono carpire segreti professionali importanti;
  • si conoscono più persone, si possono interlacciare un maggior numero di rapporti con nuove persone;
  • aumenta la propria flessibilità, vengono messe costantemente alla prova le proprie capacità di sapersi reinventare e la capacità di ricominciare sempre da 0;
  • è stimolante ed aumenta il processo di apprendimento e l'attenzione messa in quello che si fa sul momento usufruendo dell'esperienza accumulata dalla esperienze professionali precedenti, reimpiegate e trasformate affinchè diventino produttive per l'esperienza professionale ed umana successiva;
  • cambiare spesso gruppo di lavoro è importante per evitare che i rapporti fra le persone possano sfociare in antipatie e difficoltà ed accresce una mentalità in cui "nessuno è indispensabile ma tutti sono importanti";
  • è come dire "se guardi sempre tutti i giorni dalla finestra, non scorgerai sempre lo stesso paesaggio?" Cambiando gruppo di lavoro potrai scoprire nuovi lati dello stesso mestiere, nuove modalità di intendere il lavoro ed il posto di lavoro, nuovi modi di fare le stesse cose ma con una filosofia aziendale diversa e magari migliore.
Altri vantaggi?

14 settembre 2009

Realizzare un blog-scatolone-contenitore

Attuare nella pratica l'idea dello scatolone equivale a cercare di tenere tutti i post sullo stesso piano - o quasi!

L'idea dello scatolone-contenitore pieno di contenuti diversi ma anche tematizzati e datati lo si può realizzare con alcune semplicissime strategie.

Quando un utente accede ad un blog, si trova di fronte l'ultimo scritto pubblicato dall'autore in ordine di tempo. Nella migliore delle ipotesi, vede non soltanto l'ultimo post, ma tutti i più recenti articoli, a seconda di quanti l'autore ha scelto di far visualizzare.

L'idea dello scatolone cerca di offrire più modi all'utente per accedere ai contenuti del blog cercando di far iniziare la navigazione dalle idee o dai concetti che maggiormente lo attirano o lo interessano. Dunque più modi per visualizzare fondamentalmente gli stessi post - è come rigirare le mani dentro allo scatolone pieno di foglietti: gli scritti sono sempre gli stessi ma possono capitare in posizioni diverse, può capitare prima uno e poi un altro, possono capitare post che trattano argomenti diversi. Ma può capitare sotto mano un post che ha un'etichetta arancione che può indurre un lettore piacevolmente colpito nel continuare la ricerca e la lettura di tutti gli articoli con l'angolino arancione!

Dunque possiamo presentare i contenuti del blog fornendo più punti di inizio-navigazione utilizzando:
  • etichette - creano dei fili, delle sequenze di post diverse dalla sequenza semplice di pubblicazione. Creano "filoni a tema" che facilmente possono attirare un visitatore interessato a tale argomento;
  • ultimi post - un elenco degli ultimi scritti pubblicati. Il visitatore può essere attratto o incuriosito dai titoli dei post. Può anche rendersi conto quali siano le tematiche ed i toni tenuti negli ultimi tempi dall'autore.
  • commenti recenti - offrono le parole dei lettori al viandante di passaggio: un ottimo modo per far capire cosa ne pensino coloro che già sono stati - e magari tornano spesso! - dalle nostre pagine.
  • post più cliccati (post più letti) - mettere in mostra ciò che è stato più apprezzato o più reperito dai visitatori del nostro blog. Non è detto che siano per forza i post migliori, è molto probabile che siano gli scritti che più facilmente sono stati reperiti sui motori di ricerca - che siano i foglietti più sgargianti e colorati del nostro scatolone? E possono essere utili anche ai visitatori che arrivano adesso a leggere le nostre pagine: se qualcuno li ha trovati utili, magari possono essere utili anche per altri!
  • i miei post preferiti - ciò che, come autore del blog, ho scritto e che preferisco. Qualche pensiero che mi piace proprio perchè davvero, quando mi è apparso, mi ha cambiato positivamente la giornata! Che possa offrire qualche spunto anche al viandante di passaggio?
  • post a scorrimento laterale (o verticale) - non ci sono forse quei foglietti piccolini svolazzanti che nello scatolone non si riesce mai ad afferrare? Già soltanto perchè si muovono, attirano la nostra attenzione - arg! non riesco a prenderlo... ma cosa c'è scritto? voglio vederlo!
  • post a caso (random) - chiudiamo gli occhi e mettiamo entrambe le mani dentro lo scatolone tirando fuori tutti i foglietti che ci rimangono fra le mani!
  • mi sento fortunato! - chiudiamo gli occhi, mettiamo solo una mano nello scatolone e leggiamo il foglietto che abbiamo estratto. E' un buon punto per iniziare la lettura?

L'utilizzo di tutti questi modi di permettere la navigazione del proprio blog può anche risultare pesante: probabilmente la giusta scelta - in base ai contesti ed alle preferenze personali - di solo qualcuno di questi rimescolamenti di post, ben mixati, può aiutare a dare quel colore nuovo alle proprio pagine ottenendo così l'effetto desiderato.

Il nostro blog-scatolone-contenitore!

5 settembre 2009

Lo scatolone del blog

L'idea dello scatolone è quella di tenere tutti i post su per giù sullo stesso piano e dare così maggiore possibilità al lettore di trovare contenuti diversi e di iniziare la navigazione dei contenuti del sito non sempre dallo stesso punto - per non giungere sempre alla stessa fine!

Non è noioso per te navigare su un sito dove i contenuti sono bene o male sempre gli stessi?

Scoprire invece che la stessa risorsa può essere attraversata e veduta seguendo più direzioni - scoprendo in ogni direzione contenuti diversi - rende la navigazione molto più gradevole e sicuramente lascia un altro sapore in bocca una volta che si è deciso di lasciare il blog appena letto. Questo fatto dà l'idea della dinamicità dei contenuti, di una certa fantasia nelle idee proposte, offre più punti di vista e maggiori informazioni - talvolta tecniche, talvolta descrittive, oppure riflessive o addirittura poteiche!

L'idea di un blog come uno scatolone aperto offre all'utente una visione non statica dei contenuti proposti. Sarà che a me la confusione, sebbene molti la combattano, non mi sta cos antipatica quando in quella confusione mi ci so rigirare bene e so bene dove stanno le cose che cerco e di cui ho bisogno subito. Perchè nessuno ha mai spiegato quale sia il motivo per cui i calzini puliti se ne debbano stare nel cassetto dell'armadio: è come quando occorre fare un click in più per accedere ad una certa sezione - quanto è stancante talvolta! - mentre si può ottenere lo stesso risultato tenendo i calzini su una mensola della propria stanza. Non è meglio?

E poi non è vero che non ci sono possibilità di ordinamenti: puoi seguire i colori degli angolini e leggere tutti e solo gli scritti che trattano - rigidamente come fosse un vero manuale - di quegli argomenti di cui non riesci mai a trovare informazioni oppure dei quali sai qualcosa ma puoi scoprire nuovi particolari. Puoi anche riordinare tutti i foglietti osservando le date, riordinarli e gustarteli tutti come effettivamente fossero un libro o un diario, seguendo, scritto dopo scritto il filo logico dell'autore.

Ma lo scatolone ti permette di pescare qualcosa a caso!

E così lasciarsi stupire - o deludere - da parole che ci possono interessare - o possono farci rizzare la pelle d'oca dallo schifo che ci fanno! - senza sapere dove cadremo o cosa comparirà davanti ai nostri occhi. Un po' d'avventura insomma, che non fa proprio mai male! Abituati ai soliti schemi schematici della nostra testa, un po' di fantasia non può che aprirci nuove strade e nuovi cammini e magari farci scoprire addirittura nuove fonti da cui dissetarsi nei momenti in cui la gola secca, da quanto è secca, fa quasi male!

14 agosto 2009

10 motivi per cambiare lavoro

Perchè cambiare lavoro?


Credo che sia bene cercare di cambiare nel momento in cui...
  • senti di non avere più niente da imparare - professionalmente e tecnicamente parlando - dalle mansioni che svolgi e soprattutto che svolgerai nel prossimo breve/medio periodo futuro (cosa ci faccio ancora qui?) ;
  • ritieni di essere sottopagato rispetto all'impegno profuso ed al tempo ed il ritmo che devi tenere (tutto questo sforzo per quattro spiccioli con cui non si arriva a fine mese?);
  • comprendi di avere bisogno di nuovi stimoli, nuovi slanci professionali ed umani (è tutta qua la vita e quel che si può fare?);
  • credi che potresti dare molto di più di quello che stai dando ma ti rendi conto che è impossibile sfruttare certe caratteristiche a causa delle mansioni che ricopri o del lavoro in generale (perchè non riesco o non ho la possibilità di esprimermi per tutto quello che so fare?);
  • ritieni che potresti lavorare di meno, guadagnare di più e vivere meglio (avere uno stile di vita migliore!) rispetto a quanto accade adesso (se qualcuno l'ha fatto, perchè non posso farlo anche io?);
  • desideri lavorare in modo più organizzato e preciso perchè la mala organizzazione determina il caos, il caos determina il nervosismo ed il nervosismo oltre a far produrre male fa stare male le persone che respirano in un ambiente pesante (possibile che bisogna essere sempre tutti arrabbiati, l'uno contro l'altro sempre in ritardo e lavorando costantemente sotto tensione?);
  • ambisci ad entrare a far parte di un nuovo settore rispetto a quello in cui sei impiegato (perchè non vedere che aria tira da qualche altra parte?);
  • ritieni che potresti impiegare le tue energie e le tue capacità in modo migliore divertendoti di più, spendendo meglio le tue giornate e trovando più soddisfazione in quell che fai (non potrei fare di più ed esserne più contento?);
  • ambisci a ricoprire incarichi di maggiore responsabilità che ti permettano di metterti alla prova (è tutto qui quello che so fare e che potrei fare?);
  • senti di doverti dirgere verso una nuova direzione e desideri fare nuove esperienze e buttarti in nuove avventure (non c'è forse una realtà migliore di questa che sto vivendo dove possa impiegare le mie energie?).

10 agosto 2009

Raccogliere le idee ed ammucchiarle


Mi piacerebbe anche che fosse così: sparare per un po' di tempo un bel mucchio di idee, tutte insieme, confusamente. Tenerle disordinate ed accatastarle come tengo disordinata la scrivania della mia stanza, così vorrei che fosse anche la scrivania delle idee. E poi un bel giorno ispirato, passare un attimo lo sguardo su tutto quel che vedo, raccogliere le migliori e farle divenire qualcosa, tutte assieme.

E così trovare il compimento di ogni idea assieme ad altre idee, volontà, sogni e desideri con un pizzico di sale - di imprevisti e del "non me lo sarei mai aspettato" - formando la ricetta giusta da gustare e da servire con l'acquolina in bocca.

14 giugno 2009

Impressioni nel viaggio

Un film da guardare e allo stesso tempo da costruire.


La vita è talmente piena di eventi ed avvenimenti strani che la fanno una cosa unica ed inimmaginabile! Nella sua difficoltà, essa è sempre eroica, coraggiosa, trascinante. E ogni vita è una storia diversa dalle altre, piena di cose belle da ricordare, piena di cose da raccontare e condividere.




Dunque, nel viaggio, perchè non prendere appunti al volo, direttamente da dove mi trovo?

26 maggio 2009

Lavorare di meno, guadagnare di più, vivere meglio

Beh se certamente ho un sogno nel cassetto, è proprio quello di lavorare di meno (in termini di tempo passato in ufficio), guadagnare più soldi e tenere uno stile di vita migliore.



E proprio questo argomento tratta il libro che mi è capitato per caso fra le mani nei miei giri in libreria (di cui a sinistra la copertina) e che subito ha catturato la mia attenzione grazie al suo titolo che promette davvero la situazione lavorativa paradisiaca.

Il libro si intitola appunto "Quattro ore alla settimana - Ricchi e felici lavorando dieci volte di meno" scritto da Timothy Ferriss. Costui descrive come sia riuscito a compiere imprese strabilianti a giro per il globo compiendo tutta una serie di azioni nella sua vita e passando da un lavoro da dipendente con orari 9-17, alla gestione di una sua impresa riuscendo allo stesso tempo a fare un sacco di belle cose divertenti che aveva in testa. Insomma, un sogno realizzato!

Ribellati al vecchio schema «lavoro una vita e poi mi godo la pensione». Dipendenti o imprenditori, vale per tutti: stare chiusi in un ufficio 7/8 ore al giorno è una convenzione e, come tale, può essere abolita.
Qualunque sia il tuo sogno - sottrarti all'infernale tritatutto della carriera, fare il giro del mondo, avere un reddito mensile a sei zeri senza gli effetti collaterali del management, o semplicemente vivere di più lavorando molto, ma molto meno - questo è il tuo libro.

Segui il «guru della settimana di 4 ore» e saprai come:
  • convincere chi sta sopra di te ad apprezzare più l'efficacia che la presenza
  • delegare tutte le decisioni irrilevanti (ma anche quelle rilevanti monetizzando l'eventuale danno)
  • evitare situazioni sprecatempo (per es. riunioni che non producono decisioni entro mezz'ora)
  • coltivare «l'ignoranza selettiva» (pochi giornali, tv, web; e-mail una volta alla settimana)
  • usare la tecnologia per ridurre gli impegni, non per centuplicarli
  • inserire il pilota automatico alle tue entrate
  • gestire da lontano (anche da lontanissimo) i tuoi affari
E con queste premesse, non ho saputo resistere all'acquisto del libro e devo dire che non me ne sono pentito: lo stile è veloce, pratico, a tratti accattivante. Gli argomenti e le argomentazioni portate sono avvincenti e certamente affascinanti. Dunque me lo sono bevuto, tralasciando qualche pagina troppo dettagliata che non mi interessava e adesso sono pronto anche io a... vabbè tra leggersi un libro e realizzare una vita così ce ne passa di acqua sotto i ponti!

Ma davvero il mio sogno sarebbe di lavorare senza orari (di giorno e di notte), lavorare da dovunque mi trovi, fare un lavoro creativo e fantasioso, metterci del mio ogni giorno, creare e gestire qualcosa che offra o venda realmente qualcosa.

E' davvero impossibile lavorar di meno, guadagnare di più e vivere meglio?

5 settembre 2008

Fumettolandia e "La vita"

Cercando di seguire le orme di Serena ho provato anche io a disegnare il mio primo fumetto utilizzando il sito stripgenerator.
Dopo alcune difficoltà sono riuscito a tirar fuori questo fumetto, messo poi in verticale per esigenze di blog. A vedere le belle vignette di Serena sembra tutto molto facile ma in realtà, quando si prova a spippolarci un po', ci si accorge presto che non è affatto banale... però è divertente... davvero divertente!

Ci vogliono idee buone... e poi occorre saperle realizzare. Non è facile trasmettere un messaggio utilizzando un semplice fumetto. Non avendo grosse idee forse sono andato un po' sul banale... però...
mi piace, mi piace... ne farò altri! :)