13 dicembre 2007

Sembra sempre di avere tutto sotto controllo

Uno dei miei passatempi preferiti è andare in libreria e girare per gli scaffali e guardare quei volumi scritti da uomini e donne di ogni età e di ogni calibro sociale, ognuno contenente qualcosa dell'autore, qualche dettaglio che ne descrive il carattere, la storia, gli ideali, i desideri.

Passo e di tanto in tanto mi soffermo, a volte mi fermo, ne afferro uno, quando per il titolo quando per il colore della copertina o per l'immagine, lo apro a caso e lascio che l'autore mi stupisca, o mi deluda, in base alla prima frase che leggo.

Se la prima cosa che becco mi suscita dentro qualcosa di interessante, lo sfoglio ancora un po', leggo qualche pezzetto e se l'interesse rimane vivo o se addirittura sale, lo acquisto. Vuol dire per me, che quel libro mi chiama. Dovevo incontrarlo, ha qualcosa da dirmi, qualcosa di importante, qualcosa di utile, qualche Insegnamento da elargire.

Leggere è qualcosa di molto bello. Non che sia il mio principale interesse, ma mi piace la sera, prima di addormentarmi, talvolta, nutrirmi delle parole di qualcuno, rilassarmi, entrare in quel mondo o in quella storia tratteggiata a tinte forti o a tinte deboli, a seconda dei casi.

Per me scrivere, è sempre stato qualcosa di abbastanza personale, talvolta davvero intimo e dunque mi sono sempre chiesto come facciano alcuni uomini a mettere davvero tanto di se stessi in piazza, donarlo a tutti quanti, a volte addirittura a tutta l'umanità, senza riguardi per se stessi. Quando infatti si pone un pezzo del proprio cuore in uno scritto o in un discorso, lo si dà agli altri, lo si fa uscire da noi stessi, non diviene più cosa propria, ormai è andato, non è più tuo e forse non lo è nemmeno mai stato.

Ma come ogni cosa resa pubblica, essa è soggetta al giudizio degli altri. E il giudizio degli altri non è molto spesso dei più teneri, perchè, quasi per indole, l'uomo è tendenzialmente più portato a criticare malevolmente e non oggettivamente, e solo talvolta l'uomo sprona ed incoraggia un suo simile, quasi per la paura che questo possa superarlo, in qualche modo, o a livello sociale, o come simpatie nei confronti dei reciproci conoscenti.

In ciò si dimostra quasi la gara che c'è fra gli uomini, non soltanto nel lavoro ma proprio da un pusto di vista sociale, quasi esistesse e forse di fatto esiste, almeno per gli uomini, una scala d'importanza e di prestigio, di ben accettazione, una schiavitù subdola dell'uomo non da tutti riconosciuta per essere sempre ai primi posti. Del resto questo discorso è di facile comprensione se pensiamo che anche noi desideriamo essere simpatici e ben visti dinanzi agli uomini e che dunque, per progredire socialmente, per farsi un nome, per essere nel giro, compriamo le simpatie degli altri, scartando abilmente le antipatie, e rimaniamo schiavi di questo nostro narcisismo egoistico che alla fine un po' paga e ci consola delle nostre afflizioni.

In realtà, vano è questo modo bambinesco di consolare le nostre amarezze le quali ritornano ad affacciarsi potentemente dentro di noi, e se non cullate e guarite da qualcosa di concreto, rimangono lì in fondo al nostro animo, nel marciume generale facendoci diventare contenitori di morte, anzichè di Vita.

Grandi però sono quegli uomini che, pur rimanendo piccoli, semplici, normali, hanno messo sulle copertine di libri o di ideali, il proprio volto. Costoro hanno fatto un grande servizio a tutta l'umanità. Hanno camminato nella verità di se stessi, senza vergogna, con consapevolezza, con forza.

Ma la loro principale forza è stata l'Amore, dunque una forza diversa, una forza debole rispetto alle forze dei potenti e facilmente attaccabile dagli uomini. A loro va dunque il mio pensiero ed il mio ringraziamento, per quanto hanno dato a tutti noi, per quanto hanno vissuto e faticato sulla propria pelle, per quanto si sono abbassati in vita loro, dentro di loro e fuori di loro, uscendo da quei binari scritti ma che conducevano alla morte ed abbracciando la Vita, incarnandola talmente da renderla visibile, palpabile agli altri, regalandola, praticamente donandosi del tutto agli altri, senza paura o timori per se stessi perchè qualcosa di molto più grande di loro li guidava, li ammaestrava, gli insegnava, li abbeverava, li custodiva in tutti i loro passi.

Giovanni Paolo II (uomo davvero affascinante che avrei voluto conoscere di persona, magari quando era giovane ed in cerca di se stesso), Gandhi, Madre Teresa di Calcutta, Martin Luther King hanno fatto la storia ponendosi al servizio della storia, entrando dentro la storia per cambiarla per sempre di lì in avanti, non per se stessi, ma per gli altri. Questi sono passati alla ribalta, alle cronache dei giornali, ma, per quanto molti uomini ambiscono a finire sulle copertine di un quotidiano, credo che per loro, molto spesso, sia stato un calvario, più che una gioia. Per questo li ammiro tantissimo perchè non si sono nascosti, ma hanno camminato per il Bene prendendo tutto quello che ciò comportava, bene e male, gioie e dolori, senza sconti, ma lo hanno fatto sorridendo, con naturalezza, perchè quella volontà forte e decisa, profonda, di seguire e persegurie il Bene, era divenuta ormai così radicata dentro se stessi da non poter essere smossa da nessuna tempesta, da nessun discorso, da nessun uomo, da nessuna incertezza, da nessun problema, da nessuna ansia nè paura, da nessun terremoto o guerra, di qualsiasi genere.

Quasi fossero incastonati nella Vita, la morte non ha potuto niente contro di loro. Hanno fatto risuonare la propria voce per tutti quelli che non potevano farla suonare, per coloro che per motivi sociali o di altro genere non ne avevano le possibilità materiali.

Per questo li ringrazio e li stimo. Essi hanno servito gli altri in un servizio prezioso, non da tutti.

Credo che i Grandi siano i piccoli, le persone nascoste, quelle che lavorano e che fanno fatica ad arrivare a fine mese.

Ma di fianco alle persone comuni, che hanno un lavoro comune o che neppure ce l'hanno, che hanno famiglie o che non ce l'hanno, di fianco a tutti questi amati dal Cielo e da Dio, ci sono alcune anime che, ponendosi al fianco degli altri, hanno un compito diverso: mettere a servizio degli altri la propria voce, il proprio tempo, la propria mente, il proprio pensiero, i propri doni, perchè anche i più lontani possano sentirsi i più vicini ed avere gli stessi diritti e poter disporre di una vita dignitosa. Che anche avere una vita dignitosa oggi, talvolta, è un vero miracolo.

Essi sono Grandi dunque, non perchè famosi, ma perchè Piccoli seppur spesso in prima pagina, seppur chiacchierati a destra e a sinistra, nei bar come nelle grandi sale dove uomini "importanti" decidono sui destini dell'umanità. Proprio per questa piccolezza e quest'umiltà, piccolezza ed umiltà reali, doti non comuni, essi sono Grandi.

Pensando a loro e ad altre persone meno famose che conosco, ma altrettanto care, che prima di me, senza vergogna, hanno messo il proprio volto ed il proprio nome sulla copertina di qualcosa che hanno scritto, pubblico questo testo senza pretese ma giusto per sfidare me stesso e la mia paura di buttare fuori quel che ho dentro.

Un altro passo, forse piccolo ma per me importante, sulla via della Libertà. Che è una lunga strada da percorrere, senza fretta, tutti i giorni.

13 commenti:

  1. Sento che questa tua paura di buttare fuori quello che hai dentro mi avvicina a te in modo pazzesco, perchè è ciò che spesso frena anche me. Ma non bisogna arrendersi e lasciarsi vincere da essa, perchè si perdono un sacco di occasioni di confronto e spesso di gratificazioni (che scaldano il cuore).
    Quindi, ti voglio semplicemente dire: continua a percorrere questo cammino verso la libertà, perchè dentro hai tante cose belle e importanti da tirare fuori e condividere. Chissà, magari un giorno col mondo intero!

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  2. @carlotta: grazie! ;)

    @lucrezia: eh eh eh, grazie! Cercherò di tirare fuori tutto quanto, è in effetti quel che voglio fare, è un mio desiderio che voglio realizzare. Sono contento che abbiamo qualcosa in comune, qualcosa di simile da abbattere ognuno nella propria vita quotidiana! Forza Lucrè, conquistiamoci questa Libertà... :D

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  3. ciao :)
    mi piace molto come scrivi e quello che scrivi..
    bello..

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  4. @crazynovember: grazie... sono contento di conoscerti e che tu sia passata di qua... :D

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  5. Laura, lookingformyworld.wordpress.com16 dicembre 2007 14:52

    Anch'io amo girare fra gli scaffali delle librerie, si scoprono tante piccole perle...
    ...spero che un giorno, fra quegli scaffali, ci potrà essere anche qualcosa di mio.

    un abbraccio
    Laura, lookingformyworld

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  6. @laura: beh ti auguro che il tuo desiderio divenga realtà! Anche a me piacerebbe "incontrare" qualcosa di mio nelle passeggiate fra gli scaffali di qualche libreria... :D

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  7. Mamma come ti capisco e come intendo ciò che scrivi!!! :)

    "Quando infatti si pone un pezzo del proprio cuore in uno scritto o in un discorso, lo si dà agli altri, lo si fa uscire da noi stessi"

    Come cantava Gaber: "Libertà è partecipazione.."

    E quando sei libero la tua stessa vita lo dichiara e tu partecipi di questa libertà agli altri... scrivendo.. parlando... o semplicemente esistendo..

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  8. @demi4jesus: sì noemi, sono d'accordo... "semplicemente esistendo"... pensa che bello! Non importa fare chissà quali cose, e nemmeno avere chissà quali pensieri. Non conta niente. Conta solo che l'esistenza stessa è divenuta qualcosa di bello e tutti coloro che ti sono accanto giovano della libertà da te raggiunta, alla quale ti abbeveri, quotidianamente!

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  9. Già Lorenzo.. proprio così... :)

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  10. ciao fratello...ti sono vicino in tutto anche se non mi hai detto della pubblicazione!!!appena posso compro il libro!
    un abbraccio grande uomo
    Simo

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  11. @simone: ancora poco e voglio venire a trovarvi... e porterò con me il librettino! Non ti azzardare a comprare niente! Un abbraccione grande :D

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