18 dicembre 2010

Vivere nelle favole affrontando i draghi per raggiungere la Principessa nel Castello

Vivere nelle favole domando i draghi per raggiungere la Principessa
In tutte le favole che si rispecchino ci sono i draghi da sconfiggere, esseri tenebrosi e luoghi desolati da attraversare. E così è la vita.

Piena di luoghi tenebrosi da oltrepassare, su cui non posare nemmeno lo sguardo, su cui non soffermarsi più di tanto. Fanghi da attraversare, fanghiglie da esplorare per trovare la via d'uscita. Guerre a cui prepararsi, da soli, di notte, al freddo, accampati in luoghi sconosciuti e ostili.

Un cavaliere che vuole combattere, deve saper gestire bene questi momenti di ricarica. E' proprio da questa magica carica che egli sa trovare nell'aria, e solo grazie a questa, che riuscirà a sellare il cavallo la mattina successiva, di buona lena, col cuore ancora colmo di speranze, desideri e sogni.

Un cavaliere deve sapersi guardare, e correggersi in ciò che ancora non lo rende del tutto cavaliere: scoprire i propri punti deboli, lavorarci su, osservarsi, sapersi vedere "da fuori se stesso". Deve apprendere la capacità di sapersi bere i suoi caffè riflettendo, da solo. Deve saper stare da solo e deve riuscire a creare vita in ogni luogo dove passa.


In tutte le favole che si rispettino occorre sempre lottare, giorno e notte per raggiungere la Principessa. Combattere pure contro se stessi per farsi forza, per arrivare alla meta perchè la principessa vive spesso in una terra lontana, in un castello pieno di guardie e per raggiungere quel terreno e baciare le sue labbra ci sono sempre draghi e cattivi di ogni genere da affrontare senza spaventarsi, fantasmi invisibili ma presenti che ostacolano il cammino da combattere armati delle armi che ci sono state regalate dal Cielo.  

Cavaliere, scopri dove si cela la fonte della Vita, e potrai attingervi anche nel deserto dove tutti muoiono di sete e fame, disse un giorno un angelo ad un apprendista cavaliere.

Molti cavalieri muoiono durante la corsa verso la Principessa: alcuni muoiono di fame, altri moiono di sete, altri ancora di feddro, c'è chi muore di spada, altri ancora bruciati da un drago, altri si perdono per strada come sotto gli incantesimi di un maleficio. E non tutti raggiungono la propria principessa.

Ma tanto vale tentare di raggiungerla. Per rileggere con calma quel libro scritto giorno dopo giorno, faticando, attraversando il buio, per trovare le sue labbra. E potersi affacciare alla finestra del castello e guardare fuori, quel lontano che prima era "il vicino", quelle sonfinate praterie di desolazione e tristezza, di difficoltà e di intralci attraversate nel cammino.

Riguardare in faccia quelle zone grigie e buie, sorridendo, per averle attraversate e vinte, con coraggio, talvolta anche con paura, stringendo in una mano sempre più forte l'elsa della spada ed ascoltando il proprio cuore battere nel petto, sempre più forte, per paura di morire. E risentire quel profumo nell'aria - il suo di lei - che tante volte aveva sentito nella steppa e che lo aveva guidato al ritorno, assieme ad un sogno, che aveva seguito inconsciamente, senza sapere se fosse stato vero, se si fosse mai avverato o se fosse stato soltanto un sogno, capitato per caso, senza un senso.

Non ci sono bei canti durante la battaglia col drago. Non ci sono aiuti visibili durante l'attraversamento della palude. Non ci sono feste e divertimenti. C'è solo la fatica che, incredibilmente, dà la forza per muovere i propri passi. E l'obiettivo da raggiungere. E il sogno fatto. E i canti che verranno, quel giorno, senza fine, da lì in avanti. Come in ogni bella favola che si rispetti.

Tratto da "Una Favola sui Draghi"

16 commenti:

  1. Joyeuses fêtes à vous et à tous ceux que vous aimez...
    Bises

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  2. Merci! Bonnes vacances ... Bises

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  3. O Cavaliere, ogni giorno metto in gioco la mia vita a singloar tenzone contro i rischi del destino. Potrei morire e rinascere a nuova vita o rimanere vivo ma perdere l'alma e la passione.

    Ma il prezzo da pagar è sì irrisorio al confronto d'aver fatto del mio peregrinar un capolavoro.

    Auguri di buone feste Lorenzo :-)

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  4. @roberto: sei un poeta, cavaliere Roberto :)

    ahahahahaha auguri di buone feste anche a te!

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  5. Mi piace molto questo testo; le fiabe sono effettivamente una metafora della vita... e la vita è una fiaba se solo avessimo l'accortezza di guardarla nel modo giusto per accorgercene!
    Un caro saluto e Buon Natale.

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  6. @Mr. Loto: è vero, concordo. Solo che alcune favole sembrano proprio trasfigurate in tragedie... difficile volte vedere la trasfigurazione di certe tragedie o disgrazie in favole!

    Auguri di buon Natale e di buone feste, grazie :)

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  7. secondo me...non ci sono principi nè principesse
    non castelli lontani, ma solo cuori da aprire dentro di noi.
    buon natale

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  8. @Paola: può essere :) ma a me piace volar di fntsi ogni tanto... sennò che pizza che barba, che barba che noia!

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  9. Hai ragione, la vita è una bella lotta! Ciascuno di noi ha un castello da raggiungere e non si sa se riuscirà ad arrivarci. Intanto noi lo speriamo, no? ;)

    Tantissimi auguri di Buon Natale, caro Lorenzo!

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  10. Verissimooooo, tutta la vita non sembra altro che una continua lotta per raggiungere qualche castello e poi da lì ripartire per raggiungerne un altro, e di nuovo... :) Credo sia importante non mollare mai, aver chiaro l'obbiettivo e possedere forza di volontà e pazienza... insomma tutte cose che non si trovano al mercato :) non sembra facile ma, forse per "colpa" di tutte le fiabe lette da bambina, io credo sempre che sia possibile riuscire, che non è mai detta l'ultima parola, mai!

    Ti auguro uno splendido 2011 Lorenzo!

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  11. @Mr Loto: augurriiiii! :)

    @Romina: eh certo, sennò che gusto c'è? Combattere! :D Però te che sei donna devi fare la principessa della situazione... auguri di buone feste!

    @GM C: Grazie, contraccambio a te l'augurio di un ottimo 2011 pieno di castelli raggiunti :D e di battaglie vinte, di draghi sconfitti e di principesse o principi raggiunti! :D

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  12. Ti ho scoperto solo ora come lettore silenzioso del mio blog e seguirò anch'io il tuo che mi sembra molto interessante. Mi piace molto e condivido questa metafora della vita che riporti. Credo anch'io che il segreto per sconfiggere i draghi che ostacolano il cammino della vita sia quello di avere sempre un obbiettivo chiaro da raggiungere che ti dia la forza di reagire a tutte le avversità. Approfitto per augurarti di vincere le inevitabili battaglie del 2011 che renderanno la tua vita speciale

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  13. Ma la donna può diventare un cavaliere? O rimane la principessa da salvare? Devo dire che in questo momento questo ruolo non mi dispiace.
    Tantissimi auguri
    Giulia

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  14. La vita di ciascuno è in realtà una favola. Draghi da combattere ce ne sono a josa, nella vita di tutti i giorni ovunque il guardo giri solo draghi vedi; principesse da salvare ne sono rimaste poche, visto che sono loro ormai a salvare i cavalieri, che, tolte le corazze, si sono accorti di essere poveri esseri umani come chi li circonda; di castelli siamo pieni, peccato che siano castelli in aria.

    Lorè, tanti augurissimi per un 2011 sereno, se non addirittura felice!

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  15. @gattonero: ahahaha bello che le principesse ora salvano i cavalieri :)

    auguri anche a te, ti auguro un ottimo 2011 :D

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