25 marzo 2020

L'importante è avanzare, passo dopo passo - fino allo sforzo estremo

Non mollare

"E' ora che conta", ancora, forza, non mollare.

A volte i traguardi sembrano lontani, difficili da raggiungere. E' allora che bisogna trovare dentro di se una forza ancora più segreta, le energie che nemmeno ci immaginavamo di avere, per andare avanti.

Lo sforzo di avvicinarsi alla meta passo dopo passo. 
Passando da una mischia all'altra, un lancio lungo ed una palla persa. Tanta fatica e sudore da mettere sul campo, non si scappa. Il campo è largo, ma non così largo da non prendersi le botte degli avversari. 
Ed il campo è molto lungo, fin troppo lungo per pensare di arrivare alla meta senza spremersi fino all'ultimo respiro e finalmente esultare. 
I tacchetti che entrano nel polpaccio, un po' di sangue mischiato al fango. Ma l'importante è avanzare. 
Con costanza, con insistenza, con fermezza, con coraggio, con le forze che non abbiamo più, con quella stessa volontà che se n'è andata, con lo stesso sangue che sempre essersi bloccato nelle vene e non circolare più. 
Avanzare. Fino alla meta.

scritto il 20 luglio 2013

Tutto quello il percorso fatto fino ad oggi, quasi non conta niente. Conta quello che fai, da oggi in poi, sommato a quanto fatto fin'ora.

Uno sforzo che talvolta può rivelarsi "estremo" o superiore a quello che pensavamo di essere in grado di fare o di poter sostenere, ma ci sono occasioni e situazioni in cui bisogna per forza di cose "gettare il cuore oltre l'ostacolo" e non mollare per nessun motivo al mondo.

Abbiamo un obiettivo davanti, e dobbiamo raggiungerlo "tutti insieme", ma ognuno per conto proprio, esattamente come in una squadra. Ciascuno è chiamato a fare il proprio pezzetto, serve anche un po' di fortuna, e possiamo sfangare la battaglia anche questa ennesima, sporca, volta.

Non so cosa dirvi davvero. Tre minuti alla nostra più difficile sfida professionale. Tutto si decide oggi. Ora noi o risorgiamo come squadra o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l'altro, fino alla disfatta. Siamo all'inferno adesso, signori miei. Credetemi. E possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando verso la luce. Possiamo scalare le pareti dell'inferno un centimetro alla volta. Io però non posso farlo per voi. Sono troppo vecchio. Mi guardo intorno, vedo i vostri giovani volti e penso "certo che ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare". Sì perché io ho sperperato tutti i miei soldi, che ci crediate o no. Ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene e da qualche anno mi dà anche fastidio la faccia che vedo nello specchio. Sapete, col tempo, con l'età, tante cose ci vengono tolte, ma questo fa parte della vita. Però tu lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri, e così è il football. Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine di errore è ridottissimo. Capitelo. Mezzo passo fatto un po' in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate, mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo. In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire. E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro, e io so che se potrò avere una esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì, in questo consiste. In quei dieci centimetri davanti alla faccia, ma io non posso obbligarvi a lottare. Dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi, io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui. Questo è essere una squadra, signori miei. Perciò o noi risorgiamo adesso, come collettivo, o saremo annientati individualmente. È il football, ragazzi, è tutto qui. Allora, che cosa volete fare? (Tony D'Amato)


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